… e una per aprirlo.

Vi chiederete, quindi, cosa ci faccio qui.
(o forse, come scrissi altrove, non ci pensate affatto)
E’ presto detto.
(presto… trattandosi di me, è un eufemismo, ma ci provo).
Continuo a credere in tutto quello che ho scritto ormai due anni e mezzo fa (eravamo a giugno 2003), ma…
Ma mi sono accorta che, nel tempo, ho lasciato parole seminate qua e là a casa di amici.
Cari amici, che in questi anni mi hanno aperto i loro blog quando mi "scappava da scrivere".
Prima Effe su Herzog,  poi  Spiritum con il sentiero giusto.
E poi i blog collettivi: il Thera di Bea, la Tavolata di Zu, i Maltusiani di Placida Signora, OCE di Freccianera (e qualcuno che dimentico, ma ci son già troppi link, in questo post).
E di questo li ringrazio.
Li ringrazio anche perché in cambio della loro ospitalità non mi hanno chiesto impegni né posto limiti, lasciandomi libera di scrivere o NON scrivere quello che volevo.
Ogni tanto qualcuno mi chiedeva perché non aprivo un blog, e io rispondevo sempre citando il post delle "10 ragioni".
Fino a ieri.
La domanda di ieri è stata questa: "ma tu perché non ti apri un blog tuo, invece di spezzettarti di qua e di là, che non si sa mai dove trovarti?"
Dopo aver risposto nel solito modo ("Troppo comodo"), mi sono seduta a pensaci su.
Ed ho pensato che le parole sparse qua e là forse avevano bisogno di un luogo per ritrovarsi tutte insieme.
Poi oggi è il nove nove-mbre, è mi è sembrata una buona data.
C’era (c’è ancora!) un blog intitolato "9 novembre – me*da day", che  non leggo da tanto ma mi è venuto in mente, e mi son detta:
et me*de, alors…  oggi è un buon giorno per aprire un blog.
Quindi eccolo, il mio cassetto di parole, un blog trìspito (come suggerito dalla  Signora delle Brioches), senza pretese e senza regole.
Ma non aspettatevi aggiornamenti frequenti (io ho l’ispirazione lenta) o chissà cosa…
perché, anche con un blog, vorrei continuare a mantenere le mie LIBERTA’.

(* autocensura ad uso dei motori di ricerca; broono docet)

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Questa voce è stata pubblicata in pizzini, trispito. Contrassegna il permalink.

4 risposte a … e una per aprirlo.

  1. Effe ha detto:

    Ne ho gusto.
    Un blog ha libertà, ma anche responsabilità, e non le si può rifiutare.
    Buon viaggio.

  2. riccionascosto ha detto:

    Benarrivato, Herr Effe.
    Non ho neanche un piatto di friarielli da lasciarle in caldo nel forno, come faceva con me Pestalozzi…
    È un po’ trìspita questa sistemazione, ma la volevo così.
    Delle responsabilità di un blog si è già discusso da Vis, e non ho intenzione di sfuggirvi, ma neanche di farmi condizionare troppo.

  3. Flounder ha detto:

    mi sento in certo qual modo responsabile del trìspito.
    ma era ora 😀

  4. Pingback: I sette anni del Trìspito (ovvero, c’e’ una ragione per non chiudere il blog?) | Trìspito

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