Silenzio (reprise)

 
"Un po’ d’acqua può far bene anche al cuore…"
Non compresi la sua risposta, ma stetti zitto… sapevo bene che non bisognava interrogarlo.
Era stanco. Si sedette. Mi sedetti accanto a lui.
E dopo un silenzio disse ancora:
"Le stelle sono belle per un fiore che non si vede…"
Risposi: "Già", e guardai, senza parlare, le pieghe della sabbia sotto la luna. "Il deserto è bello", soggiunse. Ed era vero. Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio…
"Ciò che abbellisce il deserto", disse il piccolo principe, "è che nasconde un pozzo in qualche luogo…"
Fui sorpreso di capire d’un tratto quella misteriosa irradiazione della sabbia. Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda raccontava che c’era un tesoro nascosto.
Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo, né forse l’hai mai cercato. Eppure incantava tutta la casa. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore…
"Sì", dissi al piccolo principe, "che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile". "Sono contento", disse il piccolo principe, "che tu sia d’accordo con la mia volpe". Incominciava ad addormentarsi, io lo presi tra le braccia e mi rimisi in cammino. Ero commosso. Mi sembrava di portare un fragile tesoro. Mi sembrava pure che non ci fosse niente di più fragile sulla Terra. Guardavo, alla luce della luna, quella fronte pallida, quegli occhi chiusi, quelle ciocche di capelli che tremavano al vento, e mi dicevo:
"Questo che io vedo non è che la scorza. Il più importante è invisibile…"

Il Piccolo Principe
(A. de Saint-Exupery)
 
 
Il silenzio È invisibile.
Specialmente qui, dove le parole si rincorrono su uno schermo.
E non hanno suono, ma colore e forma.
Ma il silenzio non è assenza.
Non sempre, almeno.
Il silenzio può essere riflessione, una pausa della mente, una stella nel cielo che aspetta di diventare una risata, per chi la sa ascoltare.
Il silenzio può essere vita, vissuta altrove quando qualcuno ha bisogno di noi, della nostra presenza, ma non di prediche o parole… solo di braccia.
Ed il silenzio può essere lavoro, può essere amore, può essere…
Tante cose può essere, il silenzio.
Se lo si sa ascoltare.
A volte il silenzio può essere l’unico modo di dialogare con Dio.
O con la nostra coscienza, se a Dio non crediamo.
Il silenzio, a volte, è necessità.
Come il deserto.
Non condannarlo senza appello, Bea.
Non condannare me, perché ho imparato anche ad amarlo.
Ma se lo vivo, il silenzio, non è perché sono distante.
Le parole, a volte, sono semplice scorza.
Il più importante è invisibile… come il silenzio.


RiccioNascosto

(immagini da Allposters)
 
 
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Questo post comparve sul Thera (e la formattazione – con dimensioni un po’ ridotte –  è quella originale data da Bea, Capitano e grafico di quella Nave in viaggio per l’internet che non c’è) l’8 aprile 2004. Mi è tornato in mente, in questi giorni, per una serie di eventi. Lo ripropongo perché mi sembra la giusta premessa a quanto segue.
 
A volte succede. Succede di non trovare niente da dire, pur avendo molte cose da dire. O, come scrive Fuoridaidenti a titolo di un suo post “Non so proprio che dirvi, mi piace però nascondervelo”.*
E il silenzio, pur invisibile, assume diverse sfumature. C’è il silenzio color canna di fucile di chi si sente offeso o trascurato, quello perlaceo e pietoso che nega un dolore, o bianco e attonito, di chi resta senza parole per troppa bellezza o eccessivo orrore. E il silenzio si colora di giallo se nasconde segreti, ma a volte si imporpora di rossori inespressi, di palpiti del cuore, di imbarazzi improvvisi.
Il silenzio degli incerti si tinge d’arcobaleno mentre le possibili conseguenze di un’unica parola si fanno strada sui loro volti, quello degli annoiati disegna lunghe strisce di cenere sotto la quale la brace è ormai spenta.
È lieve e rosato il silenzio di una trepida attesa, incerto tra il papaverino rossore della passione corrisposta e il cereo pallore della delusione… ma son certa che mille e mille colori ha il silenzio, per chi lo sa vedere.
Dietro gli schermi, noi, non ci riusciamo, e tingiamo tutti i silenzi di un nebbioso “fumo di Londra”: indifferenza.
Ma il silenzio non è sempre mancanza di attenzione. Anzi, lo è molto meno di quanto si pensi.
I lettori dei blog sono spesso silenziosi. Passano, leggono, si soffermano magari per più tempo su una pagina e poi volano via, senza lasciar tracce del loro passaggio se non nelle statistiche. Perché?
Non gradiscono forse ciò che leggono e vanno via? Non sempre, perché spesso ritornano o addirittura – e lo scopri solo dopo – “segnano” il tuo indirizzo per poterlo fare con maggiore facilità.
A volte rimangono in silenzio perché, rompendolo dopo tanto tempo (nel caso di vecchi post, ad esempio) si sentono un po’ “fuori tempo massimo”. E accade anche al blogger che, a sua volta, non si accorge di un commento ormai un po’ datato.Altre volte il silenzio è pudore, o mancanza di tempo, o di idee; capita anche di pensare che non c’è niente da aggiungere, è stato già detto tutto.
E gli altri?
Spiano magari, cercando di rubare parole o foto alle creazioni altrui? A volte sì, e in quei casi il silenzio si muta in un filo, che segue le tracce del silenzioso lettore e si tinge di un verde bilioso d’invidia se nasconde la fonte del dono rubato, ma di un rosso rubino se, al contrario, lo mostra agli astanti come una preziosa scoperta. Altre volte spiano e basta, per quanto si possa “spiare” in un luogo pubblico, come il blog, in cui ciò che è scritto è a disposizione di tutti.
Anche se… ma questo è un altro discorso, che andrebbe molto lontano.
 
 
*il post c’entra e non c’entra con il silenzio, ma vale certamente una lettura – e anche due – quindi eccolo
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Questa voce è stata pubblicata in neglie, sperciate. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Silenzio (reprise)

  1. fuoridaidenti ha detto:

    Questo commento non vuol dire nulla. Interrompe soltanto un paio di silenzi molto significativi che hanno accompagnato ieri e adesso la lettura del tuo post.
    Ma a proposito di silenzi anch’io avevo detto la mia qui
    http://calma.splinder.com/post/6195125
    Dici che sto esagerando con le autocitazioni? ;D

  2. riccionascosto ha detto:

    Non esageri; hai preso al volo uno dei miei silenzi significativi, compagni di lettura. 😉

  3. Flounder ha detto:

    io pure spesso passo e taccio.
    succede quanto i post mi colpiscono così tanto che qualunqe parola sarebbe superflua.
    spesso l’impressione che ne ricavo si trasforma in nuova storia e nuovo post.

    ciao

  4. Effe ha detto:

    per non parlare dei lettori muti dalla nascita

  5. manginobrioches ha detto:

    i lettori, a volte, amano ammutolire. è la cosa migliore che possa succedere a un lettore, a volte.

  6. riccionascosto ha detto:

    A me capita spesso – ed è già capitato – di ammutolire davanti a voi tre.
    E non è un caso, credo, che siater riuniti qui. O forse lo è, come solo il caso sa essere.

  7. Flounder ha detto:

    prendi da bere per tutti 🙂

  8. nuccina1 ha detto:

    i lettori a volte restano in silenzio per evitare inutili parole.Forse troppa gente scrive e poca gente legge davvero.
    e’ un bel pezzo questo sul silenzio.

  9. riccionascosto ha detto:

    Grazie, Nuccina.
    (in effetti, per ora cerco di compensare, leggendo di più e scrivendo di meno)

  10. anonimo ha detto:

     
    http://blog.libero.it/abimopectore/view.php?nocache=1263377707

    Guarda che ti copiano pari pari il tuo blog  vedi il post 41 e ti rendi conto. Di questa tipa( che in effetti è un uomo) ne abbiamo le palle piene

  11. Pingback: Notti “rubate” | Trìspito

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