Di cuori e di strade

Parole e silenzi.
Case svuotate, cuori strappati, strade non percorse.

E le parole di Castaneda (A SCUOLA DALLO STREGONE):

Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi o a altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore.
Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.
Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade non sono uguali.
Non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore?

È l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha, allora è una buona strada.
Se non ce l’ha, è da scartare.

che tornano alla mente e negli occhi, stampate su una maglietta che spesso mi è stata compagna nel cammino.
Insieme ad esse, i ricordi delle strade percorse e il desiderio di percorrerne di nuove. E le parole, già usate a commento di un post di Gardenia, più di un anno fa, ritornano sulle dita, quasi immutate.

Da brava scout, di strade – nella testa e nel cuore – ne ho tante.
"La strada ti entra dai piedi" è una frase che ci diciamo spesso, e la strada è per me spunto di riflessione, occasione per meditare e fare silenzio dentro di me.

Quando sono inquieta, quando mi sento soffocare dentro le quattro mura di casa, quando ho bisogno di calmarmi o di pensare, io cammino. E camminando riscopro il ritmo lento del respiro, il passo si adegua al battito, il cuore pulsa più forte ma poi si acquieta.
Camminare, non correre, ti aiuta a vedere ciò che ti sta intorno, che sia la varia umanità di una strada cittadina o il fiorellino che spunta tra le rocce in una strada di montagna.
E di strade, e sentieri, nel cuore ne ho tanti… dalla discesa rocciosa della finestra di Champorcher, in Val d’Aosta alla tempesta di neve vicino a Palestrina, nel Lazio, o alla strada persa sopra Cefalù quando, incredibilmente, ci trovammo immersi nella neve fino alle cosce, in una fredda notte del gennaio ’96.

Eppure una strada che mi rimarrà sempre nel cuore è un lungo e dritto nastro d’asfalto, tagliato nella lava di una delle eruzioni dell’Etna. Era passato almeno un anno dall’ultima eruzione, ed era inizio novembre (il 1982).
Pioveva, di quella pioggerellina fitta e quasi invisibile che in Sicilia si chiama "assuppaviddanu", perchè il contadino, sotto di essa, continua a lavorare. Intorno a me, a noi, il niente. Solo lava, a destra e a sinistra, e quel lungo nastro d’asfalto, che sembrava portare a niente, anch’esso. Non una macchina, non un rumore se non quello dei nostri passi pesanti, e l’acqua che scivolava leggera sul poncho che copriva noi e gli zaini.
Poi la lava cominciò a fumare, sotto la pioggia, e tutto cambiò. Non eravamo più sulla terra, ma in un paesaggio lunare. Le colonnine di fumo salivano dal terreno, come fatte di nebbia… ma nebbia non era. Ed il fascino si alternava alla paura, una paura strana, irreale anch’essa.
E’ fatto così l’inferno? Pioggia, e fatica, e silenzio, e deserto?
Non lo so. Ma so che quando, alla fine, quella strada me la lasciai alle spalle, sentii di aver superato una prova. E la mia paura.

Ho intrapreso una nuova strada, anche se non sono i piedi a muoversi, stavolta, ma le dita su una tastiera.
Me lo sono chiesto, se questa strada ha un cuore.
La risposta è stata che ha mille cuori e nessuno, dipende da me trovarli e seguirli.

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16 risposte a Di cuori e di strade

  1. Flounder ha detto:

    io lo rileggo quando si risistema il template. così mi è troppo ostico.

  2. Flounder ha detto:

    si è rimesso a posto. ho letto.
    è troppo strana la coincidenza diquesto racconto con un racconto simile che piotrei farti io: di pioggia e tempesta sul Vesuvio, di un uomo che mi dice questa cosa qui di Castaneda e poi perde la strada, perde cammino e gambe.

    avrei dovuto ucciderti qualche giorno fa, mai fidarsi dei ricci nascosti 😀

  3. Effe ha detto:

    che poi, i ricci che van per strada devono tenere d’occhio i Tir
    (la lungimiranza salva più del cuore)

  4. riccionascosto ha detto:

    (Questa cosa del template a “intermittenza” è sospetta. Devo capire cos’è, anche se ho una mezza idea)

    Flo’, anche tu con le coincidenze, come Fdd?

    Herr, per precauzione io cammino sempre sul lato sinistro… almeno i Tir li vedo arrivare. (Certo, c’è il problema dei fari, ma insomma)

  5. lizaveta ha detto:

    Che poi, oltre al cuore, Le suggerirei anche una buona dose di incoscienza.
    (che si sa, per affrontare nuove strade se ne ha sempre bisogno)
    🙂

  6. riccionascosto ha detto:

    Madame Lizaveta, si metta d’accordo con Herr Effe… una lungimiranza incosciente (o una lungimirante incoscienza) mi sembrano al di sopra delle mie possibilità.

    (e benvenuta, nel frattempo) 🙂

  7. anonimo ha detto:

    Nte proccupa’;)))) te trovamo noi.
    Buon’ultima ti scopro, benvenuta Ricciolina;)
    Ci puoi giurare che mancavi TU nell’internet che NON c’è.
    Che dirti? mi sembra d’esser tornata ai bei vecchi andati…
    Benvenuta RiccioNonPiùNascosto;)
    e chi potrebbe mai dimenticarti?;)

  8. riccionascosto ha detto:

    Bea, grazie, sta’ sicura che neanch’io dimentico… 🙂

  9. Gemisto ha detto:

    http://notavdocumenti.splinder.com
    Sbaglio o c’è qualcosa in comune con il suo blog?

  10. SottovuotoCosta ha detto:

    Io seguo l’incoscienza.
    poi sopraggiunge il pentimento ed inseguo il cuore.
    Non riesco mai a saltare il primo passaggio.

  11. riccionascosto ha detto:

    Gemisto, il template è uno standard di splinder. Altro in comune, non credo ci sia.

    SVC (qui si abbrevia), ma non si dice che il cuore è incosciente? Quindi li segui entrambi… (ma il pentimento, perché?)

  12. shemale ha detto:

    Che bella la struttura di questo post, che richiama in principio altri post, poi coinvolge Castaneda, poi prende forma propria, richiamando un momento un diverso se stesso e, persino, Gardenia.
    Una scrittura che si apre nelle sue righe ad altre scritture, oppure le ingloba, attraversando lievemente server e connessioni.
    Mi piace.

  13. SottovuotoCosta ha detto:

    perchè la mia incoscienza spesso è causa di errori ed orrori. 🙂

  14. riccionascosto ha detto:

    Capita, a volte, se il cuore si infiamma facilmente (e sono fuochi di paglia, di solito).

  15. riccionascosto ha detto:

    Shemale, leggi cose sul mio post che non avevo neanche immaginato, scrivendolo; forse è per questo che si spera il lettore

  16. anonimo ha detto:

    da ex scout..(nonchè siciliana) quale sono ho vissuto spesso l’esperienza della strada, e nelle tue parole ho letto le mie emozioni, i miei passi, i miei paesaggi.grazie per averli descritti così bene e per aver fatto riaffiorare in me la passione per la strada..è una cosa che non tutti possono capire

    se leggi questo commento vienimi a trovare nel mio blog!ti aspetto Valentina

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