Follow the yellow brick road…

Alan Flinn - the yellow brick road
(immagine: Alan Flinn)
 
 
Che fai, quando la mattina piove col sole, ma poi smette, i semafori aspettano pazientemente – non tutti certo, non siamo fate, qui – che tu arrivi davanti a loro per fare scattare il verde, oppure salutano il passaggio delle due ruote con una strizzatina d’occhio arancione e lanciano un rosso bacio alle tue spalle?
 
Che fai, quando trovi posteggio sotto l’ufficio (a rischio multa, vabbè, ma il pericolo è il tuo mestiere), e riesci, ancora una volta a riordinare le idee in tempi record, malgrado il sonno?
 
Che fai?
 
E che vuoi fare… Continui a canticchiare la canzone che ti è venuta in mente da quando hai messo piede fuori casa. “Segui la strada di mattoni gialli…” e prima o poi, a qualcosa ti porterà. Qualcosa che, in un modo o nell’altro, è già dentro il tuo cuore (di cuori e di strade si torna a parlare sempre).
 
E nel frattempo, hai “esorcizzato” il post n. 17 (per il 18, si vedrà).
 

Come direbbe Flounder (ma forse con altre cose in mente): Today is a good day to follow your path

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21 risposte a Follow the yellow brick road…

  1. Effe ha detto:

    qui la cosa viene definita, sinteticamene, con il nome di una parte anatomica

  2. PlacidaSignora ha detto:

    Io da stamane invece canticchio “Domani è un altro giorno si vedrà”.
    (per trovar posteggio s’invoca fata Culina, di solito ;-D

  3. riccionascosto ha detto:

    Placida, con la moto c’est plus facile (e comunque, anche in auto, ho il mio perché) 😉

  4. Flounder ha detto:

    anche io ho parcheggiato con facilità.
    dice che stanno tutti in vacanza.
    quelli che possono. io non può.

  5. riccionascosto ha detto:

    Neanche io, Flo’… e venerdì, niente ponte. Ci facciamo compagnia?

  6. Gemisto ha detto:

    Mi ha fatto venire in mente una canzone di Baglioni:
    “E non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso, figlio di un cielo così bello perché la vita è adesso!” 😉

  7. lizaveta ha detto:

    Volete che vi dia due o tre lezioni di parcheggio fantasioso alla livornese?
    Sì, quello coi piselli e le patate, come le seppie.
    (in effetti ho trasformato la mia auto in un polipo, riesce ad infilarsi in ogni dove)
    🙂

  8. Minervaa ha detto:

    se segui flounder temo che al posto della strada con i mattoni gialli intraprenderai quella a luci rosse.
    che io ti ci vedo a fare gli occhi da triglia …e si sa, si comincia dallo sguardo malizioso …e, tac un calendario pure tu.(prima che togli tutti gli aculei ad uno ad uno…passiamo direttamanete al 2007)

  9. riccionascosto ha detto:

    Minnie, mi spiace dirtelo, ma per il calendario, ho già dato nel 2004 (aprile), in versione wallpaper, grazie alla magica buba. Qui i tempi si precorrono, tsè (d’altra parte, il mio blog non dovrebbe essere “porpora”? 😉 )

    Madame Lizaveta, le lezioni di parcheggio creativo sono sempre ben accette, anche per evitare gli inconvenienti di cui parlava Herr Effe qualche tempo fa.

  10. Flounder ha detto:

    signora Minervaa,
    badi a come parli. m’ha forse preso per una disfafamiglie di salmoni?

  11. Flounder ha detto:

    badi a come parlA, caso mai 🙂
    (o no? riccio, ho un blocco col congiuntivo, soccorrimi)

  12. Minervaa ha detto:

    che c’entra il congiuntivo ?
    mi da del lei , del tu o del voi?
    non faccia la gnorri ora che l’hanno chiamata per posare nuda sul listino della findus…eddai…

  13. riccionascosto ha detto:

    Sì, sì, Flo’, a come parlA. E attenta a Minerva, che è un po’… fiammiferina

    Minnie, a me però il calendario di Flounder piace molto. Tu quando ne fai uno tuo? Che a cambiarti d’abito, sappiamo, sei bravissima…

  14. anonimo ha detto:

    Sgrunt…. nte va più d’aprì ir compiute:((( dillà ce stanno 40 filme alcuni financo da registra’… e però CE STA LA JUVE in chempion lig:(((( rien a faire sob.
    Così, cacci fuori il naso e financo i posteriora dal lettuccio caldo e vieni qua sa freddo e gelo. Umilmente e con l’ultimo singulto ti costringi a “lavorare” e che ti fa ir maledetto? NON IE’ VA DA PUBBLICA’:((((
    Che fare quando ti sei liberato del traffico, delle multe e financo della gente impazzita e t’accontenti di ciò che ciai? Tenti di scrivere 4 cazzate… tenti…
    Riccio sei come Zu. Per fortuna venire da voi significa rassenare l’animo. Grazie per la lezione che cercherò di tenere a mente.
    (cercherò… sgrunt!)
    Bea con amore;)

  15. SottovuotoCosta ha detto:

    ho il mio personale metodo per far scattare il verde. ad alta voce: 1, 2, 3… Fuuuuuu!
    soffio e diventa verde una volta su tre 🙂
    no problema col parcheggio quando parte lo scooter.

  16. riccionascosto ha detto:

    Bea, attè ir compiute nnun te odia… ma blogger a volte fa i capricci 😛
    (te lo salvi il post in bozza, sì? magari più tardi si rabbonisce…) Ma quale lezione? Che poi lo sai, che senza gli sgrunt non saresti più tu; dovrei imparare anch’io a farli, qualche volta.

    SVC, io faccio un’azione preventiva; mentre mi avvicino inizio a dirgli “eddai, essù, che ti costa?” una volta su tre, funziona anche a me. 🙂

  17. anonimo ha detto:

    Riccio da’ retta ammé che funziona 100 volte su cento;))))
    Se d’estate voglio che piova FACCIO LA LAVATRICE….
    Se aspetto l’autobus che non arriva ACCENDO UNA SIGARETTA e quEGLI puff puff pant pant ecchetelo che te tocca buttà ben ics centesimi
    :((((
    Se voglio che qualcheduno VIVA basta che pensi che mòre e quEGLI VIVE;))))
    Se voglio che quarcheduno muoia e me metto aspettà che mòre quEGLI… VIVE:((((
    (quest’urtima nlo’ mai capita sgrunt)
    Insomma l’ho imparato da ragazzina in un libro stupendo di Pearls Buck nel quale si narra che li cinesi quando che guardano i cielo azzurro lamentano: oggi piove pultloppo, sigh.
    Boh, te la lascio, magari ti viene buona;)

  18. anonimo ha detto:

    Ma con le macchine:(((
    quando s’azzardavano a sputacchiare a metà Raccordo che il primo benzinaio stava a 45 chilometri….
    LE MINACCIAVO DI BUTTARLE NEL LAGO DI CASTELGANDOLFO:((((
    E cacchio se si mettono paura!!!
    La domanda delle domande: le cose hanno un’anima?
    Ne vogliamo parlare?

  19. riccionascosto ha detto:

    Le cose hanno un’anima, sì, ne prendono un pezzetto della nostra (hanno la nostra impronta, le cose a cui teniamo) e ce la restituiscono, se ci ricordiamo di loro.
    Una bravissima a vedere l’anima delle cose, ad esempio, è manginobrioches, ti consiglio di leggerla. So che ti piacerà.

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