una ricetta mica facile

Natale si avvicina e, in attesa di preparare un post da mettere sotto l’albero, mi è tornata in mente una ricetta un poco impegnativa, ma che lascia sempre i commensali di buonumore (quando riesce). È comparsa per la prima volta sul Thera a novembre 2004 – la veste grafica, è, come al solito, di Bea – ma la ripropongo, con le solite avvertenze, per chi ha voglia di deliziare i propri ospiti. Perché, ve lo assicuro, chi la gusta eseguita comme il faut, non la dimentica facilmente…

Miei cari, stavolta un piatto difficile…
il flan dell’amicizia
Questa è una ricetta che può mettere in crisi anche i cuochi più provetti, perchè all’improvviso basta un piccolo dettaglio e ciò che era fino a quel momento qualcosa di perfetto, può essere rovinato per sempre.Quindi vi raccomando attenzione, specialmente nel dosaggio degli ingredienti… troppo poco, ed il flan è insipido, ma un po’ troppo… ed è immangiabile!

Flan di amicizia in salsa d’attenzione

per il flan:
disponibilità g. 600
sincerità n.3
pazienza g. 50
comprensione dl. 20
affetto n.4
simpatia q.b.

per la salsa di accompagnamento:
un ramoscello di ironia
1/2 spicchio di saggezza
attenzione g. 200
gioco g. 30
sensibilità g. 70
determinazione g. 30
un cucchiaio d’introspezione
2 cucchiai di allegria
(in alternativa, due di savoir faire)

Preparazione del flan
Bollire la disponibilità, scolarla bene per eliminare eventuali tracce di zerbinaggio, centrifugarla e passarla al setaccio (in questo modo vi sarete sincerati se la disponibilità è genuina… altrimenti si disfa).
Aggiungere al composto di disponibilità la comprensione, un po’ di sincerità e la pazienza.
Montare il resto della sincerità a neve, incorporarla nell’impasto, salare, pepare il tutto aggiungendo un cucchiaio d’introspezione.
Ricoprire d’affetto 4 formine e spolverarle di simpatia, riempirle quindi del composto.
Passare al forno del tempo, ad una temperatura media, in modo che l’affetto non vada tutto in fumo e che il composto non acquisti rigidità.
(Una delle doti maggiori di un’amicizia è la flessibilità, non è vero?)

Preparazione della salsa
In un frullino vanno tritati un ramoscello di ironia, 1/2 spicchio di saggezza, l’attenzione – va introdotta poco per volta, mi raccomando – e la determinazione. Aggiungere la sensibilità, il gioco sciolto a bagno maria, con un cucchiaio di introspezione e con l’allegria (o in alternativa, il savoir faire) fino ad ottenere una salsa compatta.

Presentazione
In ogni piatto individuale creare uno zoccolo di salsa ben diluita, quindi mettere al centro il flan e decorare con un po’ d’attenzione e d’ironia.

painted by
Greg Brown
(immagini da AllPosters)

 
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8 risposte a una ricetta mica facile

  1. anonimo ha detto:

    Sempre stupendo questo post, l’avevo quasi dimenticato.
    Non commento, dovesse scapparmi la mia solita tiritera sui creativi di internet che le televisioni continuano puntualmente a ignorare mandando avanti scemi e dementi ritualmente raccomandati e tesserati:(
    SGRUNT!

  2. anonimo ha detto:

    Pillole di saggezza e d’autoironia….
    io non riesco a staccarvi gli occhi ogni volta….
    me sa che te lo rifrego pe Natale;)
    Posso?

  3. anonimo ha detto:

    Incredibile dictu, erano mesi, forse un anno che non lasciavo commenti a parte Pupa.
    Ora mi chiedo: come mai qua dentro m’è ripresa “l’insana” passione?
    Domanda delle domande: esiste un legame sovrannaturale che lega alcuni di noi?
    Che fa star bene?
    Che regala allegria anche se un minuto fa non te la sentivi dentro?
    Segni del destino… o cosa?
    Ti voglio bene Ricciolina;)

  4. riccionascosto ha detto:

    Ti voglio bene anch’io, Bea…
    Eccerto che lo puoi prendere, sta lì! Ma sicuro che non trovi di meglio? 😉

    Esiste sì un legame tra le persone… è una delle cose più belle e più fragili che possa esistere, secondo me. Ma finché dura… ti fa spuntare il sorriso. :))

  5. anonimo ha detto:

    No Ri’, ci puoi giurare non trovo di meglio perché di fronte a questa ricetta di meglio non v’è.
    Però…. ammé me piaceno le sorprese. Per cui, se ancora sai come entrare nel Thera ché io nce capisco più gniente, mi piacerebbe ritrovare all’improvviso questo tuo post, così com’è da capo a piedi;)
    E ti giuro che sarà per me un gran bel regalo di Natale.
    Grazie in anticipo;)))
    A la prossima… con amore;)

  6. anonimo ha detto:

    Dimenticavo….
    Fragili i legami sovrannaturali dici?
    No Ricciolina. La loro è una fragilità apparente perché chi a tutti si dà facilmente si distrae.
    Ma la vita m’è stata maestra che sempre ci si ritrova, anche se in ritardo, anche se la regia t’avverte dopo tanto tempo che hai aperto un blog. E in quel blog ritrovi la serenità dimenticata…
    Ci si ritrova proprio perché fragili NON sono questi legami, ma duraturi, direi eterni.
    Il che non significa vedersi, scriversi, sentirsi tutti i giorni.
    E’ proprio in questo ritorno da lontananze estreme che io leggo il segno del destino, il senso sovrannaturale di quei legami che tu definisci fragili e che tali non sono.
    Bentornata nella mia vita piccola, e acchì passa e mi conosce dico: sono la donna per amico dagli affetti eterni. Se pensate che non mi ricordi di voi sbagliate, tutti nel mio cuore resterete per i prossimi ics mila anni…
    finché non andrò in paradiso affa’ la rivoluzione e prenderò il posto di Dio nperzona;)
    Bea con amore

  7. riccionascosto ha detto:

    Bea, io c’ho provato, ma Blogger fa i capricci pure con me. Chissà se tu ci riesci, ad aggiustarlo… altrimenti per leggere ci vuole la lente d’ingrandimento. 😉

  8. Pingback: Mis(t)ure di donna | Trìspito

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