Il tempo che ho

… al momento non è granché, con la chiusura d’anno che si avvicina. E allora, visto che non mi piace lasciare le scuse in primo piano, vi "beccate" un’altra replica. D’altra parte l’ho detto o no che questo blog nasce anche per raccogliere i pezzi sparsi qua e là? Questo, in particolare, lo scrissi sulla tavolata di Zu, a marzo 2005, come contributo a un’iniziativa di Massimo SdC su Salto del Canale  – ora  SaltodelCanale.net  – dove ho visto che alcuni contributi sono stati raccolti nella categoria IlTempoCheHo  (che vi consiglio di spulciare, come d’altronde il blog  – ora tale e non più frog – se non lo conoscete).

 

Il tempo che ho è una girandola mossa dal vento.

A volte è frenetica, gira vorticosamente e sembra non doversi mai fermare.
E allora sono scadenze, e termini da rispettare, e lavoro da consegnare mentre tutto sembra
remare contro.
Le idee non arrivano, le cose da fare si accumulano e sei convinto che non ce la farai.
E corri, aumenti il ritmo, gli orari si allungano, eppure sembra di avere una
coperta corta… il tempo non basta mai.

Altre volte si muove pigra e sonnacchiosa. Sembra quasi fermarsi, come a volerci pensar su… poi riparte; con calma, però.
E sono i momenti di quiete…
il lavoro consegnato, un libro da leggere e musica da ascoltare.
Gli amici con cui ridere e scherzare.
Le coccole in una mattina d’inverno, quando abbandonare il letto è più difficile…
Le carezze di una sera d’estate, se l’afa del giorno lascia spazio alla brezza notturna,
rendendo più dolci gli abbracci.

Ma il vento si placa, alle volte. E la girandola resta sospesa.
Ed è proprio quando vorresti che invece girasse veloce, come una turbina… che il vento facesse pulizia, spazzando via il dolore.
Ma il tempo si dilata… un’attimo sembra un’ora, nell’attesa o nella veglia.
La paura amplifica i rintocchi, l’angoscia toglie il fiato.
Stai fermo, immobile, puoi solo aspettare che passi.
Perchè ti sembra impossibile, ora… ma passerà.

Il tempo che ho è una girandola… finché il mio vento soffierà.

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4 risposte a Il tempo che ho

  1. brezzamarina ha detto:

    il bello (e il brutto) é che la velocitá cambia di continuo..e senza preavviso..:-)

  2. anonimo ha detto:

    L’ho perso sulla Tavolata e mi spiace. E’ un pezzo da scrittore vero!
    Accade che si è scrittori quando le emozioni raccontate ti si ficcano fin dentro l’ultimo neurone cardiaco…
    e resti lì, muto, immobile appunto, a importi di ricordare che altre mila, altri milioni di volte il dolore è scomparso quasi d’incanto.
    E sulle ceneri di esso dolore, se saputo soffrire, vivere appieno e riflettere, ci si risveglia un giorno rinati a un sorriso nuovo…
    E’ ciò che ti auguro dolcissima Riccio. Per Natale e per la tua vita.
    E… grazie per questo stupore che riprenderò sul Thera.
    Ma peffavore!!!! lo riprendo io, le formule di Splinder nle conosco:((( e m’è difficile poi impaginare al meglio questi post d’Autore vero;)
    Ti voglio bene Ricciolina mia;)

  3. riccionascosto ha detto:

    Brezza, come dici tu è il bello e il brutto allo stesso tempo. Perché cambia, cambia sempre…

    Bea, “pezzi da scrittore vero” qui non ne troverai, e non lo dico per farmi fare i complimenti (dovresti conoscermi, ormai). Però sono contenta che ti sia piaciuto.

  4. mariemarion ha detto:

    appunto;)
    scrittore, o writer, è “colui che sa scrivere”.
    Artista è colui che tale non si sente;)

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