Cinque strane abitudini

Che emozzzione! La prima blog-catena (dell’anno e del blog). Mi sentivo quasi un’esclusa.
In verità le catene non le amo molto, e se qualche volta le passo è perché le trovo carine.  Anche con gli appelli faccio un po’ di verifiche, ma…
Ma questa mi arriva da un amico, e poi subito dopo un post di "confessioni", e quindi… per restare in tema,
trenta e due, ventotto.

Le abitudini non sono difficili, da trovare… ma saranno abbastanza strane? Chi lo sa…

  • Saluto (sì, proprio "buongiorno" e "buonasera") la casa vuota quando rientro da un viaggio
  • Odio le cose "scompagnate" sulla tavola (piatti, bicchieri, posate, tovaglioli debbono essere uguali tra di loro) pur essendo, in genere, disordinata; se ciò non è possibile, tengo per me i "diversi" e soffro in silenzio
  •  Appena arrivo a casa, corro a togliere scarpe e calze anche in pieno inverno (avere i piedi troppo caldi mi rende nervosa)
  • Non porto mai giacche, se posso evitarlo; ho bisogno di sentirmi libera nei movimenti (se provano a bloccarmi i polsi, poi, potrei scalciare)
  • Porto anelli solo a un dito (di solito l’anulare) per mano; possono essere anche più di uno, ma mai su due dita a contatto fra loro

Leggo da Aluccia che una strana abitudine è, ad esempio, scaldare l’acqua per il thè direttamente nella tazza nel microonde. Beh, io lo faccio sempre se devo prepararlo per me sola. Non è rituale, ma è molto pratico, in verità. Strano, non saprei.

Ecco qui assolto il mio "dovere". Però, Slowhand , come ho scritto nei commenti da te, la catena non la giro; se a qualcuno interessa e vuole farla, il regolamento lo trova da te.

Se poi le abitudini vi sembrano troppo strane… è perché non avete letto quelle che ho taciuto.

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12 risposte a Cinque strane abitudini

  1. anonimo ha detto:

    anche io saluto la casa sempre!

  2. shemale ha detto:

    Io, invece, ho la strana abitudine di portare gli anelli solo a un naso. E di solito proprio il naso anulare…

  3. metallicafisica ha detto:

    L’hanno passata anche me… non ho ancora pensato alle mie stranezze:)***

    ps: le tue non sono così “strane”, sai?

  4. riccionascosto ha detto:

    MFLo so, sorellona… infatti quelle veramente strane le tengo per me 😉

    Shemale, io ho uno splendido anello da naso, ti piacerebbe senz’altro, allora.

    Aluccia, allora non è poi così strana, come abitudine…

  5. Zu ha detto:

    Belline le tue stranezze… a parte quella riguardante il desco, che mi mette già in agitazione nel caso un giorno ti trovassi a passare dalle parti di casa mia con me ad apparecchiare (Licia è invece molto attenta).

    Per curiosità: mi risulta che questa “catena-non catena” sia nata da un’idea di Astrid.

  6. riccionascosto ha detto:

    Zu, non preoccuparti… come vedi, se non c’è la possibilità, sopravvivo lo stesso 😉 Facciamo così: se vengo a cena a casa tua, lasciate apparecchiare me.

    Ho letto il post di Astrid. Anche io conservavo i biglietti del cinema (e anche quelli del treno o dell’aereo, e comunque ciò che mi ricordava momenti importanti.
    Quanto ai piedi coperti, no, però uso il lenzuolo anche d’estate (non soffro particolarmente il caldo).

    Come vedi le mie strane abitudini sono più di cinque…

  7. Effe ha detto:

    mioddio, quel thè nel mircoonde.
    Smentisca subito, poffarre!

  8. riccionascosto ha detto:

    Herr, non si preoccupi.
    Lo faccio esclusivamente nel caso in cui sia la sola a berlo (la mattina, quando gli occhi son troppo chiusi per fare altro) e, di norma, sono infusi di erbe e frutta.
    Negli altri casi, tengo con me una teiera cinese di terracotta porosa, che lavo esclusivamente con acqua e limone (cosicché, col tempo, si impregna di thè). Anche il filtro è di terracotta, per il thé sfuso, in foglie.

  9. asjetta ha detto:

    un saluto
    anche io scaldo l’acqua per il the nel microonde solo per una questione di rapidità direi 🙂

    L Phx

  10. Effe ha detto:

    elogio della lentezza (e delle teiere porose)

  11. BBSlow ha detto:

    Ve devo proprio insegna’ tutto.
    L’acqua viene portata alla giusta temperatura (un po’ prima dell’ebollizione) nell’apposito bollitore in acciaio, dopodiché viene versata nella teiera vera e propria dove trova già ad attenderla il filtro con le foglie di the.
    Per quanto possa sembrare eretico, scaldare l’acqua nel microoonde è consentito. Io non lo faccio, però mi pare una variante del rito ammessa dal canone. Poi c’è da dire che, effettivamente, un’acqua come quella di Roma, ricca di calcare, se scaldata troppo sulla fiamma tende a diventare amara; per cui, nel caso in cui non si possa controllare il bollitore, il microoonde potrebbe rivelarsi una soluzione idonea.
    Una ragazza che conoscevo anni fa usava un bollitore elettrico, sul tipo di quelli che si usano per l’american coffee. Tendeva a scaldare un po’ troppo, ma nel complesso era comodo.

  12. riccionascosto ha detto:

    Slow, la kettle (il bollitore elettrico) lo usavo anch’io alle volte, in ufficio, ma con quest’acqua si impregna troppo di calcare.

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