Letture e riletture

Abbiate pazienza, in questi giorni poche idee e perlopiù confuse, occhi puntati al lavoro,  alle scadenze e al prossimo anno. Mi sto perdendo qualcosa di importante? Fatemi una lista…

 

Strane cose, le chiavi di ricerca. Qui arrivano più che altro cercando ricci: disegni, ricci che si stringono ma non troppo (immagino siano, alla fine , i “porcospini di Schopenhauer”; sì, dico a te che qui ci sei arrivato ben due volte, nel giro di una decina di minuti: li puoi trovare qua) ecc… Per fortuna nessuno è ancora arrivato cercando “tromb*re come r*cci” (gli asterischi sono per evitare che ci arrivino più in là), perché è una frase che non amo molto. Non che sia contraria alla pratica (e oltretutto l’oroscopo 2006 promette bene, secondo Brezsny  – via Placida Signora), ma…

Sto divagando, come al solito.    
 
Che volevo dire?
 
Forse che non si sa mai, ciò che scrivi, a che ti può portare… o “chi” ti può portare. A volte è un rischio, altre un’opportunità, altre… niente..

Fatto sta che, facendo a ritroso uno dei percorsi che ha condotto qui un incauto lettore, mi sono imbattuta in mio vecchio commento (novembre 2003, quasi preistoria) a un post in cui si indicava il Silmarillion come “primo libro da mettere negli scaffali” (ecco, questa magari è una lista interessante). Ed io ricordavo l’inizio di questo libro, ma in modo impreciso: la frase esatta è “There was Eru, the One, who in Arda is called Iluvatar”.

La creazione del mondo con la musica, e la Grande Armonia, e la dissonanza, sono ricordi ancora vivi, ma sempre più sbiaditi, e quindi ho messo mentalmente il Silmarillion (credo, però, la versione originale, regalo di un amico ormai perduto e risalente al lontano ’85-’86) nella lista dei libri da rileggere.

Non so voi, ma io i libri, li rileggo. Il Signore degli Anelli – per restare su Tolkien – l’ho letto almeno 5-6 volte, l’ultima in una vacanza nel 1999, se non erro. E trovo che i libri – ma anche alcuni film – si gustano meglio, man mano che li rileggi. La prima volta sei troppo interessato alla storia, poi inizi a prendere gusto alla struttura, cogli le sfumature: l’inquadratura, la descrizione, la tecnica, insomma. Almeno per me, che non sono una lettrice raffinata, ci vuole tempo.
 Per qualche anno, poi, ho letto solo libri fantasy. Anche perché i libri di fantasy, di solito, sono a cicli. Se ti va bene, trilogie (il Signore degli Anelli, ad esempio), ma spesso gli autori sono più prolissi. Tra i vari cicli di Shannara siamo arrivati a 15 libri (l’ultimo è uscito dopo quasi due anni dal penultimo, mannaggia a lui), e la saga di Darkover – anche se, per fortuna, i libri non sono veri “cicli” – ne conta una ventina, più le antologie di racconti.

Tolkien, Brooks (Shannara, Landover, il cavalirere del Verbo), Zimmer Bradley (Darkover, Avalon, ma anche Jourdemaine), Weiss & Hickman (Dragonlance, DeathGate, Darskword), Eddings (Belgariad, Mallorean, Elene, Tamuli), Turtledove (Videssos), Ende (la storia infinita, momo) sono tra i più importanti, ma poi ricordo, ad esempio, Mercedes Lackey e la trilogia di Valdemar, (la teoria della “centratura”, che citavo in un vecchio post ormai perso anche per gli archivi del Thera), il cui secondo ciclo – introvabile in Italia – ho scoperto per caso, in una libreria di Canary Wharf dove, tra libri di economia e finanza, c’era anche uno scaffale dedicato al fantasy. Credo addirittura di essere una delle poche che ha tutti i 76 volumetti della collana “Urania Fantasy” (confessate, non sapevate neanche che fosse esistita) pubblicati da Mondadori a cavallo tra giugno 1988 e settembre 1994. prima che il fantasy divenisse di moda, quindi.

“E a noi…?”
 
Che tacciate il resto, vuol dire che siete persone cortesi.
No, è che nello scaffale dei libri da leggere, in mezzo agli altri, sono capitati di recente "Le cronache di Narnia" e "Il principe mezzosangue". Quest’ultimo, dopo le rivelazioni di manginobrioches, ha saltato la fila ed è passato direttamente tra i libri che sto leggendo.

Se nei prossimi giorni non mi vedete troppo in giro,  sapete perché.
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17 risposte a Letture e riletture

  1. brezzamarina ha detto:

    Brezsny é un mito..appuntamento immancabile di ogni venerdí mattina :-)..per quanto riguarda il fantasy..non so come mai..proprio non riesco a farmi prendere, nemmeno da piccola a pensarci bene..sempre stata attirata dalle cose molto realistiche..chissá come mai..

  2. PlacidaSignora ha detto:

    Non amo proprio il fantasy; di favole e magia ne trovo di più nel reale.
    Però in compenso, da un paio d’anni, rileggo più che leggere libri nuovi.
    E ogni volta trovo cose preziose che prima non avevo notato. Ogni volta è un arricchimento. Che mi da gioia 🙂

  3. Effe ha detto:

    ebbene, lo dico anche e lei: chi legge così tanto, non può essere una persona normale

  4. Flounder ha detto:

    io no, mai letto.
    però mi piacerebbe leggere il Signore degli Anelli, lo ammetto.
    e ancor di più parlare la lingua di Arwen.
    e ancor di più fidanzarmi con Viggo Mortensen.

  5. shemale ha detto:

    Non è meglio Malene Mortensen, Passera?

  6. Flounder ha detto:

    ne vogliamo parlare?

  7. shemale ha detto:

    E uno scambio di coppia, Passera?

  8. Minervaa ha detto:

    questa cosa del fidanzato, marito… la flounder l’ha buttata lì un paio di volte….
    io non trascurerei di parlare anche di Jack Sparrow -Johnny Depp ..ops ma si parlava di libri, sorry.

  9. riccionascosto ha detto:

    Ma no, Minnie… Johnny Depp non è da trascurare in nessun caso, anche se io preferisco Mortensen (come Aragorn)

    Ma se ve la devo dire come la penso, non mi fidanzerei con nessuno dei due. Troppa fatica, a tenere la testa in ordine…

  10. anonimo ha detto:

    …..in disordine vuoi dire.

    no, guarda , il fatto di pensarlo con la voce di pino insegno allantana da me ogni turbamento ormonale.

  11. Minervaa ha detto:

    uff

  12. Flounder ha detto:

    shemale, malena non è il mio tipo.

    oops, minerva.
    mi son tradita?

    ciao riccio.

  13. Minervaa ha detto:

    allantana? passo troppo tempo dalla viscontessa.

  14. riccionascosto ha detto:

    No, no, Minnie… volevo dire in ordine. Sai che vuol dire, dover sempre pareggiare le nuove icrescite? E quelle sarebbero all’ordine del giorno, altro che tinture…

    ciao, flo’

  15. riccionascosto ha detto:

    Tornando ai libri e al fantasy: so che molti non lo amano, eppure…

    Eppure ci sono pagine di Tolkien, con il suo particolare linguaggio (e la musicalità del primo racconto nel Silmarillion ne è un esempio), che non considero affatto “letteratura minore”. E c’è spesso un tocco di umorismo – come nei romanzi di Eddings, o in alcuni personaggi di Weiss & Hickman (il kender, o lo stesso dio Paladine) che ti strizzano l’occhio, come a dire che neanche loro si prendono troppo sul serio.
    Invece, allo stesso tempo, un romanzo fantasy è un lavoro tremendamente serio. Perché, se vuoi costruire bene la tua storia, oltre ad essa devi avere in mente una geografia (e disegnarti una mappa del tuo mondo), una Storia (non a caso, tra le appendici del Signore degli Anelli ci sono gli annali dei Re e una storia della Contea), una lingua (e quanto è affascinante il Quenya) diverse.
    A volte, però, basta cambiare la prospettiva (vedi il ciclo di Avalon, visto dalla parte di Morgana, o la trilogia della Stewart su Merlino).

    Brezzamarina, Placida, Flounder: posso, ad esempio, consigliarvi una lettura diversa, che non è proprio fantasy, ma in un certo senso lo è?
    La Torcia.
    È la storia della guerra di Troia… vista dagli occhi di Cassandra.

  16. lsadora ha detto:

    Tolkien è un grande, una potenza espressiva eccezionale, la capacità di utilizzare le parole come pennelli, in lingua originale un piacere. Da leggere e rileggere.

    E Viggo Mortensen è un’altra delle mie idee fisse (che poi, non solo è bello… è pure intelligente…)

  17. PlacidaSignora ha detto:

    Bé, la Bradley è brava, ma non mi sento di considerarla fantasy 🙂

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