Ricordi di pane

Qui si parla di pane e compagni (cum panis) e, come al solito, basta poco a dar vita ai ricordi (di pane… e Mangiapane, ma quella è un’altra storia).
 
Come ho scritto di là, nei commenti, il pane più buono della mia vita (non) lo mangiai un venerdì santo – giorno di astinenza e digiuno – di oltre vent’anni fa, nella comunità di San Masseo, ad Assisi.
Questa è una comunità francescana di lavoro e di preghiera – a pochi chilometri dalla città e ad un chilometro scarso da San Damiano – dove si trova una delle più antiche chiese di Assisi (metà secolo XI), con una suggestiva cripta a tre navate.
Eravamo lì dall’inizio della settimana santa, arrivati da Palermo per trovarci in un miscuglio di lingue, in mezzo a ragazzi canadesi, tedeschi, francesi… insomma, un’isola di mondo nel cuore dell’Italia.
Appena arrivati, dopo un breve giro della comunità e aver poggiato gli zaini nelle rispettive camerate, fummo chiamati nella costruzione centrale, dove gli altri già aspettavano.
“Bassi di qua, tenori di là, soprani, mezzosoprani e contralti da questa parte”.
Guardai gli altri, sgomenta: e io che sono? Alla fine, credo, mi misero tra i mezzosoprani…
Il venerdì santo era giorno di meditazione, silenzio e… digiuno, appunto.
E di “torture”, devo aggiungere, perché era destinato in gran parte a preparare la festa della notte di Pasqua.
Dolci, macedonie, pizze… tutto veniva preparato in anticipo, ma senza poterlo gustare.
Non che ci fosse la proibizione assoluta, il digiuno era volontario, ma avevamo deciso di rispettare fino in fondo le regole della comunità; quindi, amen.
E così a colazione avevamo bevuto un po’ di tè col miele, guardando con invidia i ragazzi canadesi che – “non chiedetemi di digiunare, non potrei mai” – spalmavano spesse fette di pane con burro e miele.  
Nella divisione dei lavori, ad alcuni venne assegnato il compito di pulire le camerate, ad altri di raccogliere la frutta; a me era toccato il turno di preparazione del pane, che in comunità si faceva nei giorni dispari.
Avevo passato, insieme ad altri, buona parte della mattinata (o almeno, a me sembrò tale), ad impastarlo fino a che la pasta, diventata elastica, non respinse le dita che provavano a tastarne la consistenza.
Con i polsi ancora doloranti, mettemmo le pagnotte nel forno a legna, poi ci disponemmo per il canto corale, cercando di far sì che le voci si sovrapponessero al gorgoglio delle pance vuote.
Intanto da fuori il profumo che sfuggiva dal forno era una tentazione quasi insopportabile.
Nel pomeriggio, ad Assisi, la tentazione era anche più forte: fornai, pasticcerie, pizzerie a taglio… tutto sembrava congiurare contro la nostra decisione di digiuno.
Verso il tramonto, comunque, i negozi iniziarono a chiudere le saracinesche, le luci ad attenuarsi per essere sostituite dalle fiaccole.
Assisi si preparava alla processione delle Confraternite, che avrebbe portato la statua della Madonna addolorata da S. Rufino (al centro della città) alla Basilica di San Francesco (sotto la città), dove si sarebbe congiunta al Cristo morto, che aveva fatto lo stesso percorso in mattinata.
La processione si snodava lungo le vie della città illuminate solo dalle fiaccole, gli uomini incappucciati e vestiti con costumi medievali.
Fedeli e curiosi si ammassavano lungo il percorso, perlopiù in silenzio, mentre canti antichi davano il ritmo al cammino.
La solennità  del momento, nei ricordi, passa però in secondo piano rispetto a un flash: seguivamo il percorso della processione accompagnati da due novizi francescani con cui avevamo fatto amicizia a San Damiano. A un certo punto, uno dei novizi ci strizzò l’occhio, poi si avvicinò a delle ragazze tedesche, rivolgendosi a loro con un “Ich liebe dich” per poi allontanarsi, ridacchiando alle loro facce sbalordite.
Quando ritornammo a San Masseo era già tardi, ma non avevamo intenzione di andare a dormire.
Lungo la strada avevamo elaborato un piano.
Avremmo atteso lo scattare dell’ora X (mezzanotte, appunto) e con essa, la fine del digiuno, per addentare croccanti fette di pane – già tagliate e messe da parte – con burro, miele e qualsiasi cosa la nostra fantasia e le nostre mani potessero trovare nella dispensa.
Così ci sedemmo intorno al grande tavolo della cucina, sorseggiando del tè per ingannare stomaco e attesa.
L’ora era quasi giunta, e con essa l’acquolina, quando venimmo raggiunti dal padre spirituale, che iniziò a parlare della virtù del sacrificio e del digiuno.
Preparò per noi delle tisane di tiglio – per rilassarci e calmare la fame – che bevemmo in fretta, sperando che si convincesse ad andar via per avere via libera.
Dopo un poco, infatti, la strategia sembrò funzionare.
Il frate guardò l’orologio e disse "Com’è tardi, è già passata mezzanotte.”
Il guaio fu, però, che aggiunse:
“Ragazzi, domani sveglia all’alba che c’è gran lavoro"
E ci consigliò vivamente di andare a letto, guidandoci fuori dalla cucina.
Senza pane.

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23 risposte a Ricordi di pane

  1. riccionascosto ha detto:

    (a voler essere del tutto sinceri, quel pane lo mangiai la notte di Pasqua, quando dopo la messa di mezzanotte e la festa a San Damiano ci incamminammo per salire all’Eremo delle Carceri. Lungo la salita “persi” gli altri, incontrai nuove persone e arrivai all’Eremo in tempo per gustarmi l’alba e una tazza di tè preparato sul bagagliaio di una R4 bianca… ma anche questa è un’altra storia)

  2. Flounder ha detto:

    vabbè. ormai s’è capito.
    ‘sti blog so’ tutti un magna magna

  3. anonimo ha detto:

    L’otto marzo è la giornata della Donna. Ricorre ogni anno una fotografia, un’analisi delle condizioni delle Donne nel nostro presente.
    Moltissimi ritengono questa data una festa, ma non è così. Non si tratta di festeggiare, né di comprare regali. Qui si tratta di interrogarci, di porre l’attenzione su una data che ha ormai un secolo di vita.

    Qual è la condizione della Donna, oggi?
    La parità uomo-donna è ancora lungi dall’essere raggiunta, in un mondo fatto di ineguaglianze, che, in alcuni paesi del mondo, raggiungono aspetti drammatici.
    E lì dove l’eguaglianza è garantita, la sua applicazione è discutibile.
    In Africa ci sono 90 milioni di “donne “mancanti”, e l’Aids ne uccide di più degli uomini, per non parlare poi delle mutilazioni sessuali;
    nella ex- Jugoslavia, nel Ruanda, nel Congo (e in molti paesi in conflitti odierni) lo stupro è diventato un’arma di guerra come un’altra;
    gran parte del mondo, inoltre, conosce forme di schiavitù moderna, come la tratta di esseri umani a scopo di prostituzione e turismo sessuale.

    Nei cosiddetti paesi “occidentalizzati”, l’ineguaglianza si esprime sotto altre forme. La presenza femminile in politica e nei posti di potere traccia il livello d’avanzamento di civiltà di una nazione, ed anche il livello dello sviluppo economico.
    Lì dove c’è minor integrazione delle donne, esiste maggiore povertà, minore welfare.
    Il fiore all’occhiello della comunità europea è rappresentato dalla Svezia – dove al parlamento le donne sono il 47% e l’80% delle donne hanno un lavoro.
    Nonostante pochi casi, le donne europee (italiane in testa) rimangono a casa a curare le faccende domestiche(le svedesi lavorano in casa appena il 50% in più degli uomini, le italiane il 200%).

    Oggi esiste una continua contraddizione tra chi esalta i risultati raggiunti e chi invece li critica.
    Anche se ognuno ha il diritto di dire la sua…

  4. metallicafisica ha detto:

    Tua sorella avrebbe subito chiesto subito la cittadinanza canadese e sarebbe tornata italiana solo al momento di poter addentare il pane:o)

  5. anonimo ha detto:

    Ciao “riccio nascosto tra le foglie”, ho letto x caso della tua esperienza del pane nella communità di S. Masseo ad Assisi. Mi hai fatto balzare indietro nel tempo, un mese di Agosto +di 20 anni…Zaino e sacco a pelo,viso ancora con i bruffoli…dormivo nel casolare vicino alle anatre con 2 spagnoli-Ogni mattina,sveglia con i canti di frate Bernardino,preghiere nella capella,canti,pranzi sui tavoloni di legno vicino alla cucina che consoci bene,lavori negli orti x me (verdura da paradiso) ela sera guardare il sole tramontare all’orizzonte-Una mattina siamo saliti in cima al M. Subasio x vedere il sole sorgere…una camminatà difficile,non tanto x me che sono metà-montanaro ma x chi dovevo praticamente trascinare (tedeschi di città) se si voleva arrivare all’appuntamento con il sole-Ma che spettacolo,che emozione,da brividi! Frate Bernardino inizio a cantare a braccia aperte verso quel punto dell’orizzonte dove puntava una goccia di fuoco,lo seguimo (noi avvolti in coperte x la frescura del mattino)…Fu x me l’esperienza + forte della mia vita. A distanza,penso che solo la nascita dei miei bambini può competere,ma lì c’era pienezza,immensità,insomma qualcosa che mi accompagna ancora oggi. Volevo solo dividerlo con te. – Claudio

  6. riccionascosto ha detto:

    Claudio, posso dirti che questo tuo commento è una di quelle cose per cui pensi che internet è davvero una bella invenzione?
    Mi fai ricordare l’alba di Pasqua all’eremo delle carceri, un tè inatteso da un’improbabile austriaca su una R4 bianca.
    Guardando su i commenti, è proprio quella di cui parlavo un anno fa, nel primo commento.
    Grazie per avere condiviso questo ricordo.
    E chissà, magari un giorno potrai ripetere l’esperienza con i tuoi figli, e unire due cose magiche.

  7. anonimo ha detto:

    Ciao,
    mi chiamo Gianluca Cardea. Io sono stato a San Masseo molte volte e ancora oggi mi manca tantissimo. mi piacerebbe creare un luogo di incontro sul web per rescuscitare quello spirito attraverso la condivisione. Mi piacere avere qualche scambio con te e con altri che sono stati a san masseo. Sto pensando di aprire un forum o magari un gruppo su facebook. Mi farebbe piacere se mi rispondessi. ciao

  8. riccionascosto ha detto:

    Gianluca, io a San Masseo sono stata una volta sola, e ben più di vent’anni fa, anche se l’esperienza è stata molto forte, tanto da essere perfettamente viva nel mio cuore e nella mia memoria.
    Non so quanto potrebbe esserti utile la mia esperienza, però ti auguro buona fortuna nella tua ricerca (ma, ti prego, FaceBook no. FaceBook e San Masseo mi sembrano due cose antitetiche).

  9. anonimo ha detto:

    ciao a tutti…ma chi immaginava che su internet avrei trovato qualcuno che parla di S.Masseo!!!Che magia!!che bello leggere i vostri commenti..e’ un salto indietro nei miei ricordi che ancora oggi dopo piu’ di venti anni portocon orgoglio con me e ogni tanto con gioia ne regalo un po’ a qualcuno…ho frequentato S.Masseo per 14 anni…qualcuno magari si ricordera’ di me..ho conosciuto P.Bernardino e tutti i frati che poi sono arrivati dopo di lui.Sapete che P.Bernardino ha ristrutturato un monastero vicino a san gemini ?Si chiama LA ROMITA,
    sono andata a trovarlo ben 11 anni fa e credetemi se vi dico che pensavo di essere finita in paradiso.Ancora oggi non posso fare a meno di portare nel mio cuore tutti quei momenti vissuti e tutte le persone conosciute li’…che dono meraviglioso,dopo i miei figli ,Assisi e’ stato il dono piu’ bello che la vita mi abbia fatto.nelle difficolta’ penso al profumo,ai rumori ,alle voci,all’amore di s.masseo e tutto si trasforma in dono.manuela di faenza…

  10. riccionascosto ha detto:

    Ciao, Manuela, e grazie anche a te per aver diviso i tuoi ricordi (e l’indicazione su Fra Bernardino. Chissà se LA ROMITA si trova su internet?)

  11. anonimo ha detto:

    a gianluca…la tua idea e’ stupenda…provo a immaginare se le persone che hanno vissuto l’esperienza di s.masseo sapessero che esiste un blog o un forum o non so cosa dove potesi incontrare e condividere non solo i ricordi ma l’atmosfera e l energia che ci faceva partire e ci conduceva li’..sarebbe bello rivivere la nostra quotidianita’ ,nelle nostre case con lo stesso spirito di s.masseo,incontrarci e confrontarci e riprendere un cammino di fede,di condivisione,di tolleranza,di amore per il prossimo,viverlo in ogni momento della nostra giornata attraverso un mezzo che apparentemente e’ irreale e freddo…forse sto correndo con la fantasia ma non e’ facile nella vita quotidiana incontrare persone che hanno voglia di condividere momenti di confronto,di ascoltare le tue esperienze di vita,di fare un cammino di fratellanza,di ricerca, di fede…per me internet e’ un oasi sconosciuta,non saprei da dove cominciare per iniziare una cosa cosi’..ma se tu hai qualche idea realizzala..io ci sono e credimi che saremo in tanti….manuela

  12. anonimo ha detto:

    ciao a tutti. se volete troverete su internet sotto “la romita a s.gemini ” LA NUOVA S. MASSEO IDEATA E REALIZZATA DI NUOVO DAL GRANDE INIMITABILE PADRE BERNARDINO..io sono stata circa 11 anni fa e ora vedo che e’ quasi completamente ristrutturata,andate ragazzi perche’ e’ il paradiso in terra.ora che ci penso sono passati diversi anni ma credo che troverete tutte le indicazioni per mettervi in contatto con la ROMITA. in bocca al lupo e non dimenticatevi di raccontarci come e’ andata se decidete di partire per questa esperienza.manuela

  13. riccionascosto ha detto:

    Grazie ancora, Manuela.

    Io intanto ho trovato alcuni riferimenti, qui e, soprattutto, qui e li riporto per qualche visitatore incuriosito.
    (dal secondo link, provate a leggere qualche “lettera annuale”).

  14. anonimo ha detto:

    ciao sono toni di milano,ho frequentato anch’io san masseo per un po’ di anni.i primi due anni con fra bernardino e poi fritz,poul,john. San masseo Mi ha dato molto e oggi mi muovo in un certo stile di vita grazie a quelle esperienze.

  15. anonimo ha detto:

    ciao sono toni di milano,ho frequentato anch’io san masseo per un po’ di anni.i primi due anni con fra bernardino e poi fritz,poul,john. San masseo Mi ha dato molto e oggi mi muovo in un certo stile di vita grazie a quelle esperienze. n.kyros@tiscali.it

  16. riccionascosto ha detto:

    Ciao, toni.
    Come ho scritto, la mia esperienza a S. Masseo è limitata alla Settimana Santa di più di vent’anni fa (se non sbaglio, il 1981) però mi ha segnato certamente.

    Mi fa piacere che questo post, nato quasi per caso, stia ospitando i ricordi di altre persone, e soprattutto di avere ritrovato le tracce di fra bernardino.

  17. anonimo ha detto:

    grazie! è da quando è nato internet che guardo se qualcuno si ritrova, dei tanti che eravamo allora. C’è qualcuno che era lì anche quando Bernardino è partito? Se sì, allora ci conosciamo. ora vado a vedere su internet la romita poi volevo proporre se ci sono altri della zona tra bologna e firenze, o a cui non viene troppo scomodo arrivare qui, una rimpatriata nella mia casetta sul fiume. Vorrei che potesse diventare un posto aperto a tutti quelli che cercano come cercavamo allora un momento di pace. Ciao! Susanna di Bologna

  18. riccionascosto ha detto:

    Mi fa piacere che un post di ricordi sia diventato un luogo di ritrovo per chi ha vissuto l’esperienza di San Masseo, e spero che questi incontri si rinnovino alla Romita.

  19. anonimo ha detto:

    ciao susanna di bologna…io ero li’ la sera che bernardino e’ salito in macchina e ha lasciato s.masseo per sempre.dopo dieci anni sono andata a trovarlo alla romita ed e’ stato emozionante rivederlo…e’ sempre lui,lo splendido uomo di sempre…solare…accogliente…proprio come un padre.ci siamo sentiti anche poco fa per caso tramite mail.io sono di faenza ma ho conosciuto talmente tante persone a s.masseo che non ricordo i nomi di tutti.magari se ci sentiamo tramite mail potremmo rispolverare i nostri ricordi.questa e’ la mia mail..manuela.fabbrini@libero.it..ciao a tutti

  20. anonimo ha detto:

    Ciao sono Adolfo,
    io ho vissuto l’esperienza di San Masseo + di una volta negli anni ’90 con Paul, Joe e Fritz.
    Ricordo il digiuno il venerdì, le lodi a S. Damiano al mattino presto, il lavoro nei campi e il confronto pomeridiano.
    E una cosa fra tante che non mi è più successa di avvertire così intensamente: un frate che mi faceva sentire il mio Dio così vicino a me.
    Tanti ricordi, tanti visi, tantissime emozioni!
    Grazie

  21. roberta marzari ha detto:

    ciao a tutti, sono roberta da trieste!ho frequentato s.masseo per anni…più di 25 anni fa..c’era anche la mamma di bernrdino che preparava la salsa! ho conosciuto patrizia..una ragazza americana..che abitava la da anni…esperienza fortissima….sono contenta di aver trovato qualcuno che parli di quel posto…così magico e spirituale!un abbraccio a tutti

    • marco martini ha detto:

      S Masseo…quanti ricordi. Era agosto 1991 e con forza ho insistito per partecipare alla settimana perche’ non c’era piu’ posto ma io DOVEVO assolutamente andare, non potevo perdere l’occasione di avvicinarmi a Colui che mi aveva appena chiamato al quale non sapevo in che modo rispondere. A San Masseo l’ho capito grazie a Paul. Ed e’ iniziata una fantastica avventura che dura da piu’ di venti anni.

      • roberta marzari ha detto:

        Ciao Marco!che piacere sentire altre esperienze vissute a S.Masseo…e a tutti ha lasciato un segno….tanto importante! io ho tante foto cercherò di caricarle, pensa che io ero nel 1981 10 anni prima ancora… saluti! Roberta Marzari

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