Palermo è una cipolla

Sto leggendo questo libro di Roberto Alajmo.
“La Città è così” scrive ”È fatta a strati. Ogni volta che ne sbucci uno ne resta un altro da sbucciare”.
 
E mentre sbucci, gli occhi possono lacrimare, se non hai appreso il trucco per evitarlo.
 
Nella parte “alta” di via Libertà, il comitato elettorale dell’attuale governatore non lascia modo al passante, incuriosito dalla colonna pubblicitaria posta a metà marciapiede, di dare un’occhiata all’interno. Le vetrine sono infatti coperte da un enorme adesivo plastificato che riporta, su fondo bianco, il simbolo della lista.
 
Non si vede movimento, ma la cosa, in fondo, mi interessa poco. Sto camminando sul marciapiede opposto, cercando con gli occhi tracce di un diverso “bianco fiore che però non trovo, e i piedi mi portano lungo strade note, eppure sconosciute.
 
“La Città cambia in continuazione. Magari a strappi, e non sempre in meglio. Ma cambia sempre” mi sussurra intanto Alajmo nella testa, e non posso che dargli ragione.
I marciapiedi sono quelli, giro un angolo per abitudine ma non riconosco i negozi, “perdo” i bar di riferimento, che lasciano il posto ad altro. Via i tavolini, se non in alcune aree che sembrano recinti, quasi a doversi difendere dai negozi e dalla fretta dei passanti.
 
E la Città del gusto e dell’olfatto, del sapore di crema di ricotta e dell’odore di panelle fritte si rintana in alcuni luoghi sacri, che resistono imperterriti, chinando appena il capo, come le canne, all’onda del cambiamento.
La sfincia di San Giuseppe  ha però un richiamo irresistibile; il solo pensiero della crema e della morbida pasta che l’avvolge ed è già acquolina in bocca, e una deviazione sul percorso programmato.
 
Ma ci sono altre Città, e le (ri)scopro l’indomani, mentre faccio fare al QCV (Quaderno Cartografico Viaggiante) un giro non previsto dal suo rigido (?) itinerario di viaggio.
 
È di nuovo via Libertà, ingombra come sempre di traffico, reso più esasperato da lavori che ne riducono la carreggiata.
 
Mi lascio guidare da due carabinieri a cavallo oltre i cancelli del Giardino Inglese, e per un poco il tempo rallenta, il suono dei clacson lascia il posto a quello dei gridolini di bimbi che ancora si stupiscono davanti a un germano che dorme nuotando, o dei ragazzi che “chiamano” la palla giocando a calcio. È il  primo sabato di primavera, e il sole lo conferma con un sorriso.
 
Non posso fermarmi, però, e mi avvio sull’altro versante del Giardino.
 
Bastano pochi isolati dall’elegante via Libertà ed è ancora un’altra città che mi viene incontro.
 
(dal quaderno cartografico viaggiante)
volgo lo sguardo a destra, e scorgo le finestre dell’Ucciardone.
Ancora qualche passo e la strada si apre in una piazza. A destra i cancelli dell’aula-bunker, più in là le gru dei cantieri e, dietro, il mare (ma non lo vedo). A sinistra, il monte Pellegrino e Castel Utveggio.
A Palermo tutto sembra a portata di mano, eppure molto è irraggiungibile.
In una traversa di via dei Cantieri, quasi nascosta, si trova la sede del Comitato di Rita Borsellino.
Qui c’è un’altra Palermo al lavoro: quella che sa di avere una strada tutta in salita da fare, eppure NON MOLLA.
Sono venuta qui a trovare un amico per parlargli d’altro, ma mi ritrovo a scrivere cartelloni, tentare di rispondere al telefono, ascoltare verbali di riunioni, leggere con un sorriso le cartoline che arrivano, piene di parole di incoraggiamento, di fiducia, di ricerca di un nuovo risveglio.
Tanti anni fa, la PRIMAVERA di Palermo scosse le coscienze, riempì i balconi di lenzuola e le strade di persone in protesta.
Ora la gente chiede che siano le stanze dei bottoni a riempirsi di aria nuova, e chissà se questa voce sarà abbastanza forte”.
 
Dovessi dar retta ad Alajmo, direi di no.
Però stavolta vorrei che riuscissimo a darlo, questo calcio all’impossibile, e farlo diventare realtà.
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6 risposte a Palermo è una cipolla

  1. saltino ha detto:

    o.t.
    Sei stata/o nominato nel Blog.Gov.It ricorda; il tuo giuramento nelle mani del capo dello stato di BlogItalia.Gov.It si terrà il 1° Aprile prossimo venturo sul colle più alto della blogopalla.

  2. Giocatore ha detto:

    Quante notizie, quante idee, quanti spunti di riflessione! E molte buone speranze.

  3. Effe ha detto:

    no, dico, lei ha fatt un outing clamoroso sul segreto contenuto del QCV?

  4. riccionascosto ha detto:

    Non sono mica la prima, Herr.
    Se non sbaglio, l’ha già fatto Manginobrioches.
    (E poi siamo qui per rompere le consuetudini e abbattere i silenzi… no?)

    Giocatore, non ha ancora visto niente.

    Saltino, un incarico governativo non è proprio quello di cui avevo bisogno, ma con spirito di servizio (e dato che il mio Sottosegretario è già all’opera e farà tutto il lavoro) direi…

  5. lizaveta ha detto:

    se si sbucciasse Livorno, la si troverebbe solo ricolma di cacca di cane.
    🙂

  6. riccionascosto ha detto:

    Madame Lizaveta, non esageri, ora.
    Ci sarà anche un po’ di guano di gabbiano vicino al porto, no?

    (Scherzi a parte, da quello che ricordo dalla mia visita – ma son passati più di dieci anni – a Livorno c’è molto di più)

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