Dai pizzini* al PIZZO-NO

Oggi è  iniziato come una giornata grigia, con un sole timido nascosto dietro le nuvole. Accupusa, si direbbe a Palermo, con una parola che dal suono dice già tutto.
 
Ed è da Palermo che mi arriva una schiarita, anche se non meteorologica. È contenuta nella pagina 15 della Repubblica di oggi (27/4). Un articolo  di Attilio Bolzoni sui cento ribelli che hanno detto “NO al pizzo” e che il 5 maggio, grazie al coordinamento dei ragazzi di “Addiopizzo”  si presenteranno alla Kalsa per ribadire il loro “NO”.
 
Già qualcosa era cambiata, e si sentiva nell’aria, l’ultima volta che sono andata a Palermo, a fine marzo. I ragazzi di “Addiopizzo” giravano per i negozi del centro insieme a Tano Grasso, invitando i negozianti ad inserirsi nella lista delle attività non soggette ad estorsione. E non era la prima volta, ma stavolta qualcuno rispondeva all’appello.
 
Lentamente, anche i cittadini sono stati coinvolti nella campagna del consumo critico. Sono poco più di 7.000 quelli che hanno firmato il manifesto del cittadino/consumatore per la legalità e lo sviluppo “Contro il pizzo, cambia i consumi”.  Sono pochi, in una città di quasi un milione di abitanti, ma sono importanti lo stesso. Sono il simbolo che la città PUO’ cambiare.
 
Perché la mafia si respira, a Palermo (e chiunque sia nato in Sicilia sa quello che voglio dire). La mafia, da noi, si respira come l’aria, e non c’è bisogno di parlare di “famiglie” o della mafia come organizzazione, non c’è bisogno di arrivare ai piani alti, anche se è da lì che partono gli ordini.
Perché la mafia inizia dallo scontrino non consegnato (ma il negoziante, di solito, ha una “doppia tassazione”, e tu lo sai, e qualche volta ci passi sopra), passa dal posteggiatore abusivo – che, sai anche questo, subappalta la “zona di parcheggio” anche dei motorini, e gli devi lasciare qualcosa, almeno ogni tanto, altrimenti ti trovi specchietti rotti, per non dire altro – dai turni di prenotazione interminabili all’ospedale che si accorciano inspiegabilmente se hai “un certo amico” o dalle raccomandazioni e “presentazioni” sul lavoro.
 
E siccome, come si dice da noi “ogni ficatieddu ‘i musca è sustanza”, i 7 ragazzi che hanno fatto partire “Addiopizzo” hanno ora almeno 7.000 sostenitori.
 
Qualcosa sta cambiando, sì. Lo sentivo nell’aria, quando andai a trovare il mio amico (che nel frattempo ha accettato di candidarsi) al comitato per Rita Borsellino, lo leggo nell’articolo di oggi, spero di vederlo sulle vetrine dei negozi al più presto.
 
Insomma, dai pizzini*  al PIZZO-NO, mi sembra un bel progresso.
 
 cartolina di www.cartucciacard.it

*il pizzino in sé, lo sappiamo almeno noi siculi, non è negativo, come la maggior parte degli strumenti. Anzi, potrebbe essere un’idea – e la lanciava Aitan sul blog de rua (nei commenti di un post che ora non riesco a trovare) – utilizzare per le scritture di strada una vecchia macchina da scrivere e dei pezzi di carta per lanciare, al contrario, messaggi positivi. Ah, quasi dimenticavo: mi scuso con quanti, seguendo il link al mio tag “pizzini” non trovano quello che cercavano; in fondo però è anche un po’ colpa loro… qualcuno lo sconsiglia, un motivo ci sarà, no?

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9 risposte a Dai pizzini* al PIZZO-NO

  1. brezzamarina ha detto:

    brividi positivi a leggere questo post..

  2. shemale ha detto:

    Vivo in Sicilia da 14 anni e conosco Palermo e Catania abbastanza bene, anche da un punto di vista, come dire, sociologico e istituzionale. E vi assicuro che qualcosa sta cambiando. E solo una questione di tempo, ma la Sicilia si appresta ineluttabilmente a diventare un luogo dell’europa occidentale come qualsiasi altro, in cui civismo e sentimento dello Stato saranno percepiti come fatti scontati e addirittura banali. Ora non vorrei sembrare troppo ottimista, ma do appuntamento a tutti per il 27 aprile 5641 e vedrete che, a quel punto, le cose staranno prorprio come dico io.
    Oddio…, magari proprio per il 5641 non facciamo in tempo, ma, a tutto concedere, saremo pronti entro la fine di quello stesso millennio.
    Parola d’onore.

  3. Effe ha detto:

    ora poi non sottilizziamo, millennio più, millennio meno (noi che si ama la Sicilia)

  4. razkin ha detto:

    Ti abbiamo catturato!

  5. anonimo ha detto:

    che bello. ora possiamo dire “siamo qualcuno”.bell’àa virità…’a picciotta è convinta.

  6. giorgi ha detto:

    Sì, Riccio, speriamo proprio che le cose stiano cambiando davvero. PIZZO-NO. (Pizza-sì, invece ;-))
    Ah, ne approfitto anche qui per dirti che sei stata proprio brava nell’organizzazione del 7 maggio.

  7. riccionascosto ha detto:

    Brezza… brividi di un vento nuovo, spero.

    Shemale, abbiamo pazienza. Ne sono passati tanti (fenici, greci, arabi, normanni… e mi fermo qui), passerà anche questa.

    Herr, comunque non sarà mai troppo presto, quindi perché sottilizzare?

    Razkin, non credo abbiate fatto un bell’acquisto, ma contenti voi…

    Chiarissimo, lei è Qualcuno sicuramente, di questo sono davvero convinta.

    Giorgi, sulla pizza non si discute, e sul pizzo… io qualcosa salverei (quello che c’è nella foto, ad esempio).
    Per la giornata, invece, io ho fatto davvero poco, è tutto merito di Melampira e Isabella.

  8. metallicafisica ha detto:

    Sai che a parte un vecchio amico di Max (che non sentiamo da illo tempore) di Catania sei l’unica amicizia oltrestretto che ho? E sai che a parte quando ci sentiamo o vediamo le tue radici più profonde si percepiscono da certi tuoi scritti, come questo?
    Buon fine settimana, sorellona (a Palermo, immagino:)***

  9. riccionascosto ha detto:

    a parte quando ci sentiamo o vediamo immagino voglia dire dall’accento. 😉
    Sono contenta di non averlo perso, sai? Mi fa sentire a casa
    Buon fine settimana a te, sorellona (no, Palermo a fine maggio) :**

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