scritture a colori

Alle grigie (e non solo in senso meteorologico) previsioni della vigilia, Roma ha contrapposto i colori della giornata delle Scritture.

Il bianco delle magliette, coperte poi da scritte colorate: rimarrà nella storia della giornata il “bella zii” sulla maglietta di Paul, che tanta curiosità ha destato nel cameraman del TG3.  "Perché" sia stato scritto, comunque, è rimasto  tra i tagli in sede di montaggio.

Il rosso “da non usare” per riguardo a dreca, ma che saltava fuori dappertutto: nella gonna di melampira, nelle borse mia e di Giorgi, nelle scritte sulle magliette ("Era un’era" recitava quella di heraclitus), persino nella grande pentola in cui la generosa e instancabile mamma di cyberalice ha compresso circa due chili di insalata di riso, che ci hanno sfamato tutti.
Che rosso e nero poi, non vadano sempre d’accordo, lo diceva pure il foglietto che un bambino ha scritto a spiegazione del segnale di divieto di sorpasso: “Vietato alle macchine rosse stare accanto alle macchine nere”. “E perché?” si chiedeva una bimba, leggendo. “Forse perché non sono milanisti” rispondeva, seria, la sua compagna.

E poi il verde del foulard di Giorgi e della maglietta di sua figlia Giulia, vera star della giornata, che con le sue amiche si è divertita a scrivere di tutto, perfino di “aranciate amare anche africane” oppure di “rinoceronti rossi ruminanti”.

L’azzurro del tunnel di Francesca, che i bambini percorrevano prima di arrivare al grande foglio bianco su cui potevano colorare con le mani, “aiutati” dagli adulti che si divertivano forse più di loro.

L’argento onnipresente delle macchine fotografiche di Stella o delle telecamere della TROUP, la troupe di instancabili ragazzi che ci hanno seguito per l’intera giornata, fino a esaurimento batterie.

Il rosso, ancora, delle spalle di melampira o del mio naso, a fine giornata.

Il giallo della grande S che iniziava il “telale” di Francesco, il giovanissimo writer che era arrivato a Villa Celimontana “perché mio padre non vuole che io scriva sui muri”. Ma ha scoperto che i writers avevano rinunciato all’ultimo momento, quando non era stato dato il permesso per l’amplificazione. E ci ha provato, Francesco, a lasciare una traccia – sulla tela almeno – anche se guardava sconsolato il foglio su cui aveva tracciato la bozza e diceva “non ci entra”, e poi quando è finita la bombola ha usato anche la tempera.

Il nero degli abiti degli altri writers che, come Francesco, sono arrivati cercando i compagni che non c’erano, e dopo un poco andavano via: solo un altro si è fermato, a dividere con noi la sua arte.

Ma l’assenza di musica non ha fermato l’intrepido quintetto di Argillateatri: ed eccoli, allora, srotolare metri e metri di carta avorio, antica eppure intonsa, invitando tutti a scrivere qualche parola. Così ogni tanto qualcuno arrivava, afferrava un pennarello e andava via dopo aver scritto, senza magari dire una parola. E in silenzio, poi, il grande elefante arrivò alla torre d’avorio, che nel frattempo era stata costruita, per invitare gli altri a dare uno sguardo al suo interno, dove ferveva un movimento che, a poco a poco, portava alla liberazione e al dono.

E poi il marrone del pelo di Shock, che ha dato il suo contributo alla giornata scavando una buca dove poi ha trovato “riposo” la sabbia della grande scatola su cui, a turno, avevamo tracciato scritte e ideogrammi con un bastoncino.

E ancora il nero, infine, dei sacchi a racchiudere i resti della giornata, e i colori delle scatole a racchiudere invece le storie scritte e ancora da pensare.

 

Tante, ancora, sarebbero le cose da dire, e oltre ai colori ci sono i suoni delle voci amiche dalle altre piazze delle Scritture (Effe, Flounder, Zu, Isabella che poi ci ha raggiunto in chiusura, “ponte umano” tra Torino e Roma), i sorrisi dei bambini e degli adulti, le domande con e senza risposta. Ma questo è solo un assaggio, il resto magari verrà poi. Oppure no.

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6 risposte a scritture a colori

  1. giorgi ha detto:

    Ho fatto leggere questo post a Giulia/Lula… Ancora grazie!

  2. metallicafisica ha detto:

    Una giornata di arcobaleni, altro che grigia!***

  3. Effe ha detto:

    i colori si vedevano fin dalle lande sabaude

  4. cyberalice ha detto:

    è stata una giornata davveri coloroata e memorabile. sì 😉

  5. almostblue58 ha detto:

    a conti fatti, di grigia c’era solo la mia barba ;o)

  6. riccionascosto ha detto:

    Giorgi,
    grazie a te (e Lula, soprattutto; ma sì, diciamolo!)

    MF,
    una giornata di arcobaleni, e di pentole d’oro (e di insalata di riso, anche)

    Herr,
    e a Roma è arrivato qualche palloncino (oltre alle risate di Marius, e quelle riempiono il cuore)

    Cyb,
    col tuo sorriso e la tua pazienza a illuminarle, poteva essere altrimenti? 😉

    Al,
    ma quale barba grigia! Io ho visto solo il rosso intenso della maglietta…

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