Mi ricordo, sì… mi ricordo?

(sul filo dei ricordi, ancora)

Che la vecchiaia incomba, non te ne accorgi mica dai capelli bianchi (i miei, almeno, hanno fatto capolino a 16 anni, e allora non mi sentivo affatto vecchia), ma dalla perdita di pezzi di memoria.

 

Almeno per me, che da buona archivista (ho pure il diploma, che credete… lo farei pure incorniciare, se ricordassi dove sta) tendo a immagazzinare tutto, dai numeri di telefono, alle date di nascita, ai titoli dei film.

 

Eppure…

 

Eppure, se mi ricordo tutte (quelle scritte finora, perlomeno) le cose elencate qui, mi capita sempre più spesso di dimenticare qualcosa.

 

Oggi, per esempio, un uomo mi ha fermato per strada.

Mi sono girata e l’ho visto.

L’ho riconosciuto subito e ci siamo salutati come vecchi amici, anzi colleghi.

Ricordavo benissimo la fronte larga, gli occhiali un po’ demodè e quell’intonazione romanesca che usava democraticamente con tutti, dal commesso al direttore generale.

Ricordavo il posto in cui stava seduto, con le spalle alla porta, e quell’ingombrante “citofono” che portava con sé quando – allora non c’erano i telefonini – doveva comunicare con l’ufficio, mentre si trovava alla borsa di Roma per la chiusura del listino.

Ricordavo tutto alla perfezione – dopotutto, è stato il mio capo per almeno due anni tra il ’92 e il ‘94, ma lo conoscevo da prima – tutto, tranne una cosa.

Il suo nome.

Per almeno un quarto d’ora, condito da rimembranze e aggiornamenti sui vecchi colleghi e le loro attuali destinazioni, un angolino della mia mente era impegnatissimo a gettare all’aria tutti i cassetti dell’archivio, non riuscendo a trovare altro che il cognome del collega col quale ero andata a prendere il caffè.

Nulla. Nada. Buio totale.

La rivelazione mi ha folgorato, come un lampo, mentre aprivo la porta dell’ascensore, tornando in ufficio.

Il disgraziato (il cognome, intendo) aveva in comune, con quello del collega, le prime quattro lettere.

Ho tirato un sospiro di sollievo.

E anche stavolta, sono sopravvissuta al vuoto.
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3 risposte a Mi ricordo, sì… mi ricordo?

  1. shemale ha detto:

    Ecco perchè non mi hai salutato ieri pomeriggio in metropolitana.
    Io credevo fossi arrabbiata con me.

  2. fuoridaidenti ha detto:

    non te la prendere. a me capitò di salutare una signora anziana non molto tempo fa. quella mi fa “ciao! ma chi sei?” ed io (ero in motorino) accorgendomi che per chissà l’avevo presa le ho fatto “Seh seh (come a dire, ma che? sei rincoglionita?)” e sono ripartito lasciandola colà.

  3. riccionascosto ha detto:

    Shemale, fidati, non ero io.
    Per quanto volessi far finta, al solo vederti la bocca si schiuderebbe al sorriso (o al riso, su questo sono incerta). Specialmente nella tua ultima mise… 😉

    Fdd, è inutile… tu sei una fonte di ispirazione continua (e io non mi preoccupo affatto. Non troppo, almeno)

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