Giri (e non di parole)

In questi giorni, in particolare, si parla di 5×1000 (io ho già fatto, qui alcuni consigli se ancora non sapete come fare) e donazioni in favore di associazioni di volontariato. Stamattina mio marito mi ha girato due mail che vi ricopio pari pari (compresi accenti non “ortodossi” o eventuali errori di battitura), perché credo sia il caso di farle girare il più possibile.

Le mail sono state scritte da Delia, che si trova nello Zambia per seguire il progetto ZAMBART (un progetto di collaborazione per la lotta alla tubercolosi tra la Zambia University School of Medicine e la London School of Hygiene and Tropical Medicine). Ho lasciato in evidenza la mail di Delia – che non conosco personalmente, ma è amica di un’amica – perché chi vuole possa contattarla direttamente.

Ecco la prima:

—–Messaggio originale—–
Da: Delia ***** (delia[at]zambart.org.zm)
Inviato: lunedì 5 giugno 2006 13.03
A: *******
Cc: ******
Oggetto:
Priorità: Alta

Cari tutti,

Questa e’ una email importante, ho bisogno di una mano a forma di bonifico bancario.

Scusate l’attacco un po’ brusco, ma tramite delle persone qui, ho conosciuto dei bambini.

Sono 19 in tutto, tra i 2 e i 15 anni. Sono tutti orfani e tutti HIV sieropositivi. Non tutti pero’ sono sotto terapia antiretrovirale: alcuni non tollerano gli effetti collaterali, altri sono gia’ farmaco-resistenti. I piu’ piccoli sono quelli che stanno peggio, tubercolosi, candida, vermi intestinali…Non si fanno mancare niente. Le ferite peggiori probabilmente non si vedono, alcune delle bambine sono sieropositive perche’ sono state violentate e alcuni hanno preso talmente tante botte da aver perso la vista ad un occhio o ritrovarsi con un braccio storto.

Per evitare di scivolare nel patetico eviterei di parlarvi delle condizioni in cui vivono, delle loro facce, (facce a meta’:occhi tristi che fanno ombra su sorrisi sempre accesi), di certi sguardi impossibili da sostenere, di certi gesti che vogliono dire “ama me”, “scegli me”. Vi basti sapere che vivono ai limiti del vivibile, materiale e psicologico. Sempre nel dubbio se quello che fa piu’ male e’ la pancia vuota o la mancanza cronica di carezze.

Si occupa di loro Jean, una donna di circa 40 anni: 40 anni per 40 chili come ha scritto qualcuno. Anche lei sieropositiva, anche lei con una storia di violenza e abusi alle spalle. Spalle larghe per fortuna perche’ quello che non l’ha uccisa l’ha trasformata in una persona positiva, sorridente e piena di speranza. Una bella lezione di coraggio per quella mezza donna che vi scrive. Jean ha messo su questa charity sgangherata che sopravvive grazie agli aiuti di amici e conoscenti, niente di veramente organizzato o sistematico, niente che garantisca la sopravvivenza sul lungo periodo. Solo un contocorrente per il momento. Non puo’ contare neanche sulla spedizione di aiuti dall’estero perche’ la burocrazia zambese bloccherebbe tutto alla dogana per tempi infiniti, tempi che nessuno si puo’ permettere da queste parti. Ad oggi vivono, anzi sopravvivono tutti, con 500 dollari al mese….giuro.

Insieme abbiamo buttato giu’ una lista di cose che servono urgentemente:

–  vestiti e scarpe
–  sapone (taaaaaaanto sapone)
–  coperte e materassi (dormono per terra)
–  libri da leggere per i piu’ grandi
–  libri per imparare a leggere e scrivere per i piu’ piccoli
–  una lavatrice
–  un frigorifero
–  colori per disegnare e tele per dipingere

E infine una radio…si mi hanno chiesto una radio, perche’ l’unica cosa che da’ loro veramente sollievo e’ ballare. Un virus se li mangia e loro ballano. Molti di loro non arriveranno a 20 anni e loro ballano. Balla che ti passa? Pare di si. Per noi bianchissime e complessissime creature sembrera’ assurdo, ma ci sono luoghi in cui basta ballare per scacciare via la morte, i brutti pensieri e la tristezza, anche quando hai una tristezza da grande dentro un corpo da bambino. Anche stamattina hanno ballato, alcuni cantavano e altri tenevano il ritmo battendo il tempo su bottiglie di plastica vuote…e’ la seconda volta che i bambini africani mi insegnano che una bottiglia di plastica vuota non e’ mai solo una una bottiglia di plastica vuota. E del resto nemmeno i bambini sono mai solo bambini, a volte sono degli antidepressivi, a volte un incubo (per chi non ce l’ha), e molto piu’ spesso dei nani molto saggi.

Tornando al punto: mi servono soldi per comprare queste cose. Qui. Adesso. Dovreste solo mandare quello che volete/potete al conto corrente qui sotto. Fatemi solo sapere se lo farete cosi posso monitorare i trasferimenti sul conto e vedere se effettivamente i soldi arrivano. E inoltrate la richiesta a tutti gli uomini e le donne di buona volonta’ che conoscete, tutti quelli che vi vengono in mente: colleghi, capi, amici, nemici, mariti, mogli, PACS utenti, amanti, ex odiati o riabilitati, figli, genitori, nonni, trisavoli. TUTTI. Conto su una vostra azione capillare con il coinvolgimento delle piu’ alte sfere di Bambin Gesu’, mondo accademico, Ministero della salute, Capitalia, Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura e organi di stampa!

Adesso qualcuno di voi dira –  giustamente – che ce’ un problema di sostenibilita’ nel tempo, che anche la generosita’ va amministrata, che delle donazioni una tantum non possono risolvere la situazione, ma una mano e’ una mano, un regalo e’ un regalo, e nessuno se la prende mai con Babbo Natale perche’ si fa vedere solo il 25 dicembre. Che diamine!

Quello che voglio dire e’ che domani pensero’ a come rendere tutto questo sistematico e sostenibile nel tempo, oggi pero’ ho bisogno di una lavatrice, di libri e di un po’ di musica per ballare. Lo so che non li possiamo salvare tutti, che l’Africa e’ il paese del “ce’ sempre chi sta peggio” e che qui chiedere e’ lo sport nazionale, ma adesso ci sono loro e hanno bisogno di noi adesso.

Non siamo la Banca Mondiale, concediamoci il lusso di gesti irresponsabili, freghiamocene di cio’ che e’ sostenibile e pensiamo invece a quello che e’ veramente insostenibile e non deve essere tollerato; invece di dover sempre saperle o capirle le cose accontentiamoci per una volta di sentirle e basta; mettiamo da parte la logica e ripartiamo dalla coscenza, abbandoniamo il buon senso e ricominciamo dalla tenerezza.

Insomma, pecchiamo di buonismo e abbandoniamoci al sentimentalismo piu’ridicolo! E che cavolo! Ma dove sta scritto che dobbiamo fare sempre la cosa giusta? Certo, detto da una non ne imbrocca mezza, mi rendo conto suona un po’ forte, ma pensate se avessi fatto tutte le cose giuste: a quest’ora ero architetto, guadagnavo il quintuplo e magari ero gia’ sposata. Ma-sai-che-palle? E invece vivo come Elisabetta I (altro che quella sgallettata di Maria Antonietta!), il mio ufficio e’ un albero di Jakaranda e sono la depressa cronica piu’ realizzata che conosco!

Seriamente. Io non capisco niente dell’Africa, e’ tutto piu’ complesso, tutto piu’ grande di me, ma se ce’ una cosa che ho imparato di questo posto e’ la sua capacita’ di cambiarti ogni giorno. Un giorno ti senti un eroe, il giorno dopo una nullita’ patetica e inutile. All’inizio e’ difficile da sopportare, ma dopo un po’ impari a non viverla come una sconfitta personale. Quello che piu’ conta pero’ e’ che nessun posto come questo riesce a darti il dono cosi grande di capire quante poche cose ti servono per assomigliare – perdonate la retorica del termine – ad un essere umano decente.

Fategli e fatevi questo regalo, fatelo anche a me. E per me.
Un abbraccio forte
Nikukonda
Heal Project
Acc. No. 4951225
Swift code: BARCZMLX
Bank: Barclays Bank of Zambia
Branch: Longacres Branch

————————————

Amici e colleghi hanno fatto un primo invio “di prova”, per vedere se effettivamente i soldi arrivavano.
Questa è stata la risposta, con una seconda mail:

—–Messaggio originale—–

Da: Delia B***** [mailto:Delia[at]zambart.org.zm]
Inviato: martedì 13 giugno 2006 16.08
A: *****
Cc: Delia****
Oggetto: Bonifici benefici

Cari tutti,

e’ con grande piacere che vi comunico che abbiamo sfidato il sistema e abbiamo vinto.
Informo tutti quelli che hanno fatto un versamento tra il 7 e il 12 giugno che i soldi sono arrivati.
Per tutti gli altri continueremo ad andare in banca tutti i giorni, la cosa importante e’ che le coordinate sono corrette e che a giudicare dal tabulato, le spese di commissione non superano mai gli 8 dollari.

Particolare un po’ strano, per alcuni di voi non si vede l’importo in euro o in dollari, ma soltanto la conversione in Kwacha. E’ soltanto per alcuni di voi e presumo sia una questione di banche…NON NE HO IDEA.

Per quelli che vogliono ancora mandare i soldi, vi confermo i dati:

Heal Project (mettere solo questo nel destinatario, non il mio nome)
Acc. No. 4951225
Swift code: BARCZMLX
Bank: Barclays Bank of Zambia
Branch: Longacres Branch

Grazie tantissimo a quelli che hanno gia mandato i soldi, li useremo per comprare da mangiare….sono i primi bambini al mondo che conosco che fanno sogni gastronomici e al top dei loro desideri ce’ il pollo con le patate. E il latte con il cioccolato.

Mi sa che questa domenica si mangia pollo con le patate. Tante patate. E fiumi di latte e cioccolato.

In questi giorni ho comprato ai bambini dei quaderni e delle penne, ogni quaderno e’ il libro dei desideri e loro devono scrivere quello che sognano, quello che vogliono…la maggior parte ha chiesto di andare a scuola, scarpe, vestiti e libri per leggere e scrivere.

Io continuavo a dirgli di fare sogni in grande, di volere cose veramente importanti e niente…loro ancora scrivevano libri e scarpe.

Sono dunque arrivata alle seguenti conclusioni:
– esistono posti dove i libri sono sogni in grande
– sono piu’ intelligenti di me e lo sanno che senza scarpe non si va da nessuna parte

Tolte queste, cose compreremo il frigorifero e la lavatrice e prima ancora sapone e asciugamani….ci penso io a lavarli, tranquilli – Metodo "zia rossana": praticamente li sterilizzo.

Alcuni di loro non possono andare a scuola: alcuni non sono sotto terapia e si ammalerebbero subito, altri hanno altri problemi (orrendi) che non sto a dirvi pero’, forse, una volta comprate le cose piu’ urgenti, la priorita’ sara’ trovare il modo di far studiare anche loro. Non per altro, per farli sentire meno soli.

Domenica torno da loro e vi racconto come e’ andato il pranzo di Natale e di altri desideri.
E voi che desideri avete? Io di tornare a casa, di stare un po’ con voi e di un quarantenne milanese con le patate.

Baci

Delia

———————————–

Data la conoscenza diretta – non con Delia, ma con alcuni destinatari della mail – mi sento di dire che non si tratta di una bufala. Noi, dopo il primo invio, proveremo a continuare. A poco a poco, si spera di trovare una forma migliore.

Il numero è qui; il resto, se volete, sta a  voi.
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2 risposte a Giri (e non di parole)

  1. oinne ha detto:

    Benissimo, un pò di solidarietà ci vuole in questo mondo di m…. , vedrò di mandare qualcosa.

  2. jojoko ha detto:

    concordo … meno parole,più fatti !

    Johann

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