La città vuota

Agosto è, tradizionalmente, il mese delle ferie.
Le fabbriche chiudono, le città si svuotano e al loro posto si riempiono autostrade, aeroporti e stazioni.
Le città d’arte si riempiono di turisti, le altre di cartelli con palme disegnate e date di chiusura e saracinesche abbassate.
Agosto è anche un mese di sopravvivenza, di scorte di surgelati – ché supermercati e negozi fanno chiusura pomeridiana – e di serrande chiuse a contrastare l’afa.
 
O almeno, lo era.
Magari le fabbriche chiudono ancora (confesso la mia ignoranza, ma ritengo che il ricorso ai turni stia prendendo piede anche lì) e se le immagini dei telegiornali parlano di esodo e traffico, le città mi sembrano meno deserte; si moltiplicano le iniziative per far divertire chi resta in città e per attirare chi è di passaggio.
 
La città (il mondo?) dei blog continua invece a svuotarsi, controprova forse del fatto che blog e luogo di lavoro dividono spesso gli stessi tempi. Senza l’affanno di rincorrere nuovi post, si ha comunque il tempo di gustarsi gli archivi, recuperando piccole perle che il poco tempo, o la distrazione, ci ha fatto perdere.
A volte, la brutta sorpresa di qualche sparizione (speriamo temporanea).
 
No, niente link, stavolta, solo pensieri sparsi… magari ammatula.  
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7 risposte a La città vuota

  1. Gemisto ha detto:

    Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
    mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore…
    (Guccini)

  2. metallicafisica ha detto:

    Durante agosto mi raccomando: vale ancora l’idea di vederci nel “paesetto al fresco”:)***

    (ps: butto là il 16 8 17, ché noi sorellone non siamo superstiZZOSE, vero)?***

  3. anonimo ha detto:

    Io sapevo: “Agosto, moglie mia non ti conosco”.
    Ma devono avere cambiato il proverbio. La mia di moglie non la conosco più neanche a aprile, maggio, giugno, luglio…
    Credo sia l'”effetto serra”.

  4. riccionascosto ha detto:

    Gemisto, il vino non è esattamente in cima ai miei pensieri; quanto al calore… dipende.

    Sorellona, superstiz(z/i)ose mai! (a proposito, hai letto dell’aumento di stipendio che dovremmo chiedere, secondo Brezsny?) 😉 16 o 17? In linea di massima direi di sì (ma ci aggiorniamo)

    Anonimo: appartenendo alla categoria delle mogli, il proverbio non posso che (dis)conoscerlo… Però chissà, magari hai ragione. 😉

  5. Minervaa ha detto:

    “natale ,
    amante mia per te non vale.”

  6. lontanoda ha detto:

    rientro nella categoria di quelli che ancora per questa settimana, escono ancora ogni mattina, per recarsi in ufficio, ho notato anch’io che anche i pensieri e la voglia di scrivere, risentono del clima vacanziero e hanno già fatto i bagagli, a dispetto di chi ancora non è in vacanza!!!! un saluto Claudia

  7. riccionascosto ha detto:

    Minnie, per quello c’è tempo.

    Claudia, anche io, come te, ultima settimana di lavoro prima delle ferie. Ma in ufficio c’è il deserto…

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