Quando la banda passò…

piccole Elfe iniziarono a danzare.

Non ho immagini per voi, ma a me basta chiudere un attimo gli occhi per rivederla, la piccola Elfa ballerina tra le forti braccia del papà, o dormiente e fiduciosa abbandonata sul grembo della mamma.

Parlo ovviamente di Emma, la figlia del Bardo e del Vento Impetuoso (alias mistral63 che – come ella stessa mi ricordava ieri – è rimasta una delle poche, eroiche commentatrici a non aprire un blog). E che non sia una bimba qualunque lo dimostra il suo visetto rapito davanti al Bardo che, con voce di basso, intona "Sixteen tons" (e poteva mai accontentarsi di una "normale" filastrocca?)

Pomeriggio a Viterbo dunque, per un giorno "città a colori" grazie alle ONLUS, che hanno allestito per il quartiere San Pellegrino stand di vario genere, illustrando le loro attività.
Il primo impatto, lasciando l’auto lungo le mura cittadine e avvicinandosi al centro storico, è stato però con una banda preceduta dalle majorettes, in mezzo alle quali sono spuntati i visi familiari di Bardo e Mistral, con Emma protesa verso i musicisti in pausa.
Mentre la banda si metteva in movimento e ci sfilava davanti, ci siamo resi conto dell’estrema democraticità dei criteri di scelta delle majorettes. Ma in fondo, perché usare il plurale? A quanto pare il criterio adottato è uno solo: la buona volontà, con risultati evidenti.
A poche decine di metri – e con un effetto stereo un po’ disorientante – una seconda banda, dixie-partenopea, ci ha poi distratti dalle valutazioni estetiche, attirando però nuovamente l’entusiasmo danzerino dell’Elfa. 

Sorvolerò sugli ottimi sbandieratori visti in piazza del Plebiscito, per dare una menzione speciale – un po’ fuori dal tema della giornata, un po’ no –  ai palloncini (colorati, of certo), delizia per i bimbi e croce per i genitori, costretti alla "caccia al palloncino" dai pianti dei figli col dito proteso verso il palloncino altrui.
Certo la Piccola Elfa in questo non fa eccezione, ma la caccia ha fruttato ben due prede.
Stanca e soddisfatta, quindi, ha reclamato la giusta mercede; mentre mamma-Vento provvedeva, il con-sorte, il Bardo ed io venivamo raggiunti dalla Sorellona Metalla, che ci ha guidato tra le strade e le chiese di San Pellegrino in una piavcevole passeggiata, tra le esaurienti spiegazioni del Bardo sugli esercizi mattutini di Tai-chi, per i quali sta continuando, su richiesta di Ludo, la serie di post che li illustra.

Degna conclusione del pomeriggio – a un orario solitamente impossibile, ma dettato dalla volontà di evitare lunghe attese, come abbiamo scoperto ben presto – una "pizza in due piatti" nella pizzeria "Il Monastero". I due piatti sono assolutamente necessari per la grandezza della pizza, che non lascia spazio a nient’altro, credetemi. Neanche agli ottimi dolci – almeno dall’aspetto, ma il Vento Impetuoso ne garantisce anche la qualità – che occhieggiano dal banco frigo. Sarà per la prossima volta!

Perché una prossima volta, data la piacevolezza di compagnia e luoghi, non potrà che esserci…

 

 

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6 risposte a Quando la banda passò…

  1. Effe ha detto:

    e non mi avete neanche invitato, per dire.

  2. metallicafisica ha detto:

    La prossima volta speriamo che Max sia guarito (oggi non ancora)…
    Sorellona e “rana baciona” vi aspettano per la “giornata alla Faggeta”:)***

    ps: EFFE—> la prossima volta?

  3. riccionascosto ha detto:

    Sorellona, speriamo… soprattutto per Max ;)***
    Ma la “rana baciona” ha preso qualche ricostituente? Non mi sembrava così grande!

    Herr, la prossima volta la invitiamo… se fa in modo di venire (con Madame Effe, sì?)

  4. metallicafisica ha detto:

    la rana baciona, sorellona, ho scoperto esiste anche in versione gigante… una ranona da 70 cm circa…

    Madame effe? La chiama così la Triumph?:)))))

  5. gilgamesh ha detto:

    Anche per noi è stato un piacere, e speriamo di replicare presto. La strada per la faggeta di Soriano nel Cimino è magnifica, da fare in moto.

    La piccola Elfa gioca molto volentieri nel box con i personaggi del gioco dei 100 acri al completo, versione bagnetto.

    Herr Effe, a dire il vero è da un po’ che ci si prova, a invitarla, ma Lei sinora ha sempre declinato causa distanza e impegni. E se proprio vogliamo, siamo noi ad avanzare ancora un pranzo a base di alici fritte e bagnacauda.

  6. riccionascosto ha detto:

    Bardo, sono lieta che la Piccola Elfa abbia apprezzato (del resto, me ne ero accorta dal modo in cui giocava già lì sul tavolo; proprio di gusto) 😉

    Quanto alle alici fritte e la bagnacauda, in effetti me ne ricordo anch’io. CI fossero poi i famosi friarielli di Pestalozzi (ah, nostalgia) sarebbe perfetto…

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