E' Natale… si può dare di più?

Credo succeda anche a voi, di essere “perseguitati” dalla pubblicità in cui un bambino fa la moltiplicazione delle fette di pandoro e poi, tornato a casa, si siede sconsolato perché non ne ha più da dividere.

A parte queste “operazioni natalizie”, ormai il Natale è diventato il momento in cui essere buoni, come se ci fosse bisogno di un momento dell’anno in cui “lavarsi la coscienza” (o “passare la spugna”, come suggerisce un’associazione benefica, mandando un bagnasciuga sponsorizzato a fin di bene insieme alla busta in cui chiede un’offerta).

In giro si moltiplicano le persone che, anziché fare regali di natale, prendono i soldi che avrebbero destinato per questo e li mandano in beneficenza. O almeno quelli che parlano dello stress del Natale e dicono di fare così.
Alcuni, poi, (come scrive Flo’) i regali li fanno lo stesso, magari solo alle persone cui tengono di più. Che, diciamolo, fare regali non è mica peccato, se li fai con attenzione e pensiero verso la persona cui sono diretti, e non solo perché è Natale e si deve.

I bambini, poi, li amano, i regali. Il giorno di Natale – a casa mia la tradizione impone che si aprano prima del pranzo, quando finalmente si è tutti insieme – girellano intorno all’albero, cercando di capire cosa sia per loro. E ogni volta che prendono un pacco che non è per loro, sono lo stesso curiosi di sapere che c’è.

Ci sono altri bambini, lontani, che forse non riceveranno regali. Ci sono bambini per cui il regalo di Natale è una cosa che non riescono a immaginare, perché il loro pensiero è rivolto a ciò che mangeranno oggi (se mangeranno).

Ne avevo scritto tempo fa, di questo incontro speciale fatto da una persona speciale: Delia. In questi mesi sono continuati i contatti con lo Zambia (qui i riferimenti per mandare qualcosa allo Heal Project. E’ una casa in cui trovano accoglienza bambini sieropositivi), Delia è tornata – e l’ho conosciuta, questa piccola grande donna, anche se c’è stato poco tempo per parlare – e poi è ripartita. E rimane il pensiero di qualcosa – anche poco – da fare per gli altri. Ma non solo a Natale.

Pensavo l’altro giorno che se dovessi chiedere un dono speciale, sarebbe l’empatia. Poi mi sono detta anche che è un dono, ma che forse non avrei saputo sopportare di sentire in me – in pieno e senza filtri – il dolore degli altri, non ne avrei il coraggio. Certe volte occorre mettere distanza, per andare avanti. Non troppa, per non diventare aridi, né troppo poca, per non essere sopraffatti. Io, almeno, ci provo.

 

Intanto, qui a Palermo – dove siamo tornati per Natale – il clima natalizio si scontra con una temperatura quasi primaverile, dove il sole, quando fa capolino tra le nuvole e asciuga la pioggia, scalda e anche tanto. Oggi ho dovuto camminare in maglione, tenendo il soprabito sottobraccio, ma qualche temeraria aveva anche le maniche corte (cosa non si fa per essere guardati!).

A chi passa di qua, un augurio di serenità e calore, che riempiano questi giorni e non solo. Perché l’affetto e la vicinanza dei propri cari valgono mille regali. E non è un modo di dire.

 
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11 risposte a E' Natale… si può dare di più?

  1. PlacidaSignora ha detto:

    Auguri cari anche a te e marito, carissima. Buon tutto! :-*

    (Secondo me il bambino del Pandoro sta sconsolato sul divano perché non ce n’è più per lui…;-)

  2. Flounder ha detto:

    e pensare che io volevo aprire il 2007 all’insegna del si può fare di meno

  3. riccionascosto ha detto:

    Buon tutto anche a te, Placida… e bentornata! (anche secondo me, detto fra noi) :-**

    Flo’, ma fai sempre in tempo… dopotutto, non si dice di meno è di più?

  4. Effe ha detto:

    ma cambiare anno non è obbligatorio, no?
    Che qui si contsuma tutto troppo in fretta, si buttano via cose usate pochissimo, quasi nuove – telefonini, automobili, anni

  5. BBSlow ha detto:

    Bella riflessione…

    Buon Natale, a te e a tutti i tuoi cari.

  6. anonimo ha detto:

    io intanto ti dò un bel bacio e ti auguro tante cose o quello che più desideri.
    buon natale cancerina.
    la fu

  7. aitan ha detto:

    grazie altrettanto
    (e che non sia un modo di dire)

  8. riccionascosto ha detto:

    Herr Effe, cambiare non è obbligatorio, ma in fondo è l’unico modo di essere vivi… (però cambiare non vuol dire buttare; io butto pochissimo, in verità)

    Slow, credi? Buon Natale anche a te!

    Fu, io desidero tante cose, e poche. E le cose desiderate non sempre sono quelle che pensiamo, ma accetto il rischio (grazie!)
    Un bacio e tanti auguri a te

    Aitan, che non lo sia (un modo di dire) dipende da noi… no? Un abbraccio

    Didonatalizia, un augurio di cuore anche a te (ma la caprese si fa anche a Natale?)

  9. riccionascosto ha detto:

    E lo vedi che il “di meno è di più” era una bella anticipazione?

    Lo dice anche Brezsny:

    Cancro (21 giugno – 22 luglio)
    È arrivato Sballo Natale, Cancro! Ho meditato su quale potrebbe essere il regalo perfetto per te. Quale offerta simbolica ti può mettere nello stato d’animo giusto per affrontare i potenziali problemi del 2007? Ho optato per una confezione di quei sacchetti per vestiti da cui si aspira via l’aria, permettendo a pantaloni e golf di occupare meno posto in valigia o negli armadi. Ti aiuteranno a trovare fantasiose applicazioni del principio in base al quale “il meno è più”. Nei prossimi mesi sarà un tema ricorrente della tua vita.

    (l’importante è che non lo veda il consorte, o mi fa buttare i contenuti degli armadi…) 😉

  10. Pingback: E se domani… | Trìspito

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