Di meno è di più (forse, ma anche no)

La fine dell’anno è di solito un periodo di bilanci – e di bilance. I primi, a soppesare attivi e passivi dell’anno, le seconde a ricordarci che ciò che fa gola al palato prima o poi si deposita… sui fianchi, e sono altri dolori.
 
Sui piatti della bilancia, o sui libri mastri, pesi e misure dovrebbero trovare un pur precario equilibrio, se non in atto, magari in prospettiva. Meglio sarebbe forse una bilancia bonariamente leggera e un bilancio pesantemente attivo, ma non esageriamo con le speranze.
 
Dice Brezsny nell’oroscopo di questa settimana che “di meno è di più” potrebbe diventare uno dei temi della “mia” vita. Non solo mia, dei cancerini in generale (lui compreso).
 
Ma di meno di che?
 
Certo,  
         “di meno” mangiare – specialmente in questi tempi di feste  – è “di più” risparmiare (su diete drastiche e parcelle del dietologo, in futuro),
         “di meno” conservare è “di più” liberare spazio (ma l’aggeggio per mettere i maglioni sottovuoto no, vi prego. Avete mai notato che le cose che conservate “definitivamente” o quelle che buttate sono poi quelle che vi servirebbe avere sottomano? A me succede spesso, ad esempio)
         “di meno” ricordare è “di più” leggeri viaggiare, anche mentalmente (Ma chi lo dice che i ricordi sono sempre una zavorra di cui liberarsi?)
 
Insomma, a me questa cosa del “di meno è di più” è poco chiara. A meno che…
 
         “di meno” lavorare e “di più” riposare (che mi pare una buona idea, tranne che qualcuno non decida di farti riposare più di quanto vorresti)
         “di meno” preoccuparsi e “di più” rilassarsi (tanto le cose andranno come vogliono loro, anche quando credi di averle programmate fino all’ultimo)
         “di meno” controllare e “di più” lasciarsi andare (che le cose belle ti vengono incontro quando meno te le aspetti, e quelle brutte tanto vale non anticiparle troppo)
 
Ecco, questo programmino per il 2007 già mi piace di più.
 
Suggerimenti?
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4 risposte a Di meno è di più (forse, ma anche no)

  1. metallicafisica ha detto:

    Più leggerezza d’animo, meno pesantezza dell’essere, sorellona?
    Io due giorni fa ho “imbustato” un sacco vero e proprio di metavestiti che, convinta avrei indossato di nuovo dopo una perdita pentachilica, giacevano invece nel povero armadio ad annoiare…
    Suggerimenti: non sono mai stata brava a suggerire a scuola, ne sapevo sempre meno dell’interrogato… idem in questo caso****

    bentornata, però:)

  2. riccionascosto ha detto:

    Ma la leggerezza (dell’essere) non era insostenibile? 😉

    A me, comunque, manca proprio quel coraggio lì, quello di buttare i vestiti vecchi, forse perché mi ricordano bei momenti. E poi spero sempre di poterci rientrare, anche se forse non lo vorrei neanche. Chi le metterebbe più, certe cose? (vabbè, prima o poi ci riuscirò…)

    L’animo invece me lo sento leggero… tutte le rotelle sono ben oliate e girano ch’è una bellezza! 😉

  3. metallicafisica ha detto:

    Cara riccio… ho tenuto dei jeans taglia 42 scarsa per 10 anni, nell’armadio sperando che un giorno… chissà…. invece nada… son finiti alla caritas insieme ad altre “42” oramai improponibili:)))

    ps: riguardo al tuo animo leggero e rotelle ben oliate… occhio a non scivolare:PPP***

  4. riccionascosto ha detto:

    Le 42 e chi le ha viste mai?
    No, no, qui si è più Giunoni che eteree ninfe.

    (e non si scivola, non preoccuparti: piedi ben saldi sul terreno) :)))

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