I modi della notte

(per una grammatica della notte – ancora)

 
La nuit - Alphonse Mucha (via allposters.comA volte le chiavi di ricerca sono messaggi, indicazioni di una strada da percorrere. E tra le tante, una “accade sovente che durante la notte tutto diventi più chiaro” riprende pari pari la frase di un mio vecchio post in cui, a proposito di grammatica della notte, parlavo dei suoi modi. Rileggendo il post, mi sono accorta che ne mancava almeno uno.
 
Se una notte d’inverno…
(modo condizionale)
 
La notte è il luogo delle possibilità. La notte trasforma, addolcisce i contorni, sfuma le differenze (di notte tutti i gatti sono grigi, no?), esalta le bellezze.
La notte copre, si fa complice di confidenze e di segreti, ma dilata anche le paure.
La notte rende evidente ciò che il giorno nasconde, e viceversa, ampliando alcune percezioni – l’udito, ad esempio, o il tatto – e rendendone altre meno importanti.
 
(la notte aiuta la concentrazione, dicevo altrove, almeno per me. Ma la notte mi ha aiutato a superare le paure, a dilatare i miei sensi oltre ciò che ritenevo possibile)
 
La notte rende pazzi, assassini, romantici, passionali, ansiosi o sonnolenti. Ma solo se, in fondo, lo siamo già, un poco. Ci offre solo la possibilità – nel bene o nel male – di esserlo di più.
 
 
Datemi la notte, e sfiderò il silenzio
(modo imperativo)
 
Gibran diceva: Datemi il silenzio, e sfiderò la notte, ma è vero anche il contrario. La notte ispira poeti e musicisti, attori e pittori. La notte stellata di Van Gogh risplende oltre la sua morte, e possiamo contare fiumi di opere ad essa ispirate.
 
(a volte mi capita, se non riesco a dormire, di alzarmi per completare qualcosa che magari avevo invano inseguito per tutto il giorno. Un’ispirazione improvvisa, o qualcosa che da lungo tempo premeva per uscire. Non che il mondo non guadagnerebbe da una notte ininterrotta di sonno, eh)
 

La notte scioglie le lingue (anche i vestiti, scrivevo già a proposito del modo congiuntivo), guida le mani, apre le porte alla musica e all’arte. Ma anche ad altri modi di espressione, che rende più facili, nel buio. E il mattino dopo, talvolta, scopre nuove meraviglie (ma anche storture).

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10 risposte a I modi della notte

  1. metallicafisica ha detto:

    Ma di notte non erano “nere tutte le vacche”?

    la notte scioglie, sorellona, e il sogno ti sceglie:)*

  2. riccionascosto ha detto:

    pure i gatti bigi (ah, poi di proverbi sulla notte ce ne sono assai).

    Il sogno ti sceglie, già. Sarebbe bello poterli scegliere noi (e anche curarne la regia, a volte ci portano dove non vorremmo, altre finiscono proprio sul più bello, mannaggia)

  3. Effe ha detto:

    appunto:
    ricordarsi che è sempre notte
    in qualche parte del mondo

  4. riccionascosto ha detto:

    Herr, vuole provare a rincorrerla, o solo chiudere gli occhi e sapere che c’è?

  5. anonimo ha detto:

    belle queste riflessioni sulla notte. La notte ha qualcosa del mistero, in questo sta il suo fascino Ciao Giulia

  6. gilgamesh ha detto:

    Io preferisco la versione con “di notte tutti i gatti sono grigi”, peraltro verissimo. Ed è pur vero che da qualche parte è notte anche adesso, ma che diamine, in genere si dice il contrario: che anche nella notte più buia, da qualche parte è già giorno.

    E comunque io la notte l’amo: sarà perché ho una vista crepuscolare inferiore solo a quella dei succitati gatti, e nel buio mi muovo appunto con la disinvoltura di un felino, ma non ho mani avuto paura delle tenebre. Anzi.
    Le notti d’estate poi le trovo magiche, soprattutto sull’acqua; adoro nuotare in mare di notte, in agosto e in settembre; adoro rimanere sdraiato su uno scoglio a contare le stelle, fisse e cadenti, e l’ho fatto un sacco di volte, da solo e in compagnia. E infine, amo i boschi di notte, ne amo l’odore e il silenzio, rotto appena dai rumori dei passi nel sottobosco e dallo stormire delle fronde.

    Eppure ho scoperto che per tanti (mia moglie in primis) queste sono paure ancestrali, difficilissime da vincere. Immagino sia per questo che a me film come “Suspiria”, “Open Waters” e “The Blair Witch Project” strappano a malapena qualche sbadiglio e per lei (loro) sono il non plus ultra del terrifico…

    Buona domenica, carissima :o)

  7. riccionascosto ha detto:

    Sarà che noi siamo draghi, Bardo, e i draghi amano la notte?
    Io “suspiria” non me lo ricordo, ma ricordo le risate che ho fatto vedendo “inferno” al cinema (e ogni tanto sui film horror mi addormento, altro che sbadigliare).

    Anche a me poi, piace stare in riva al mare a rimirar le stelle (peccato che, troppo spesso, ci siano le luci a disturbare)

    Buona domenica anche alla bardo-famiglia 🙂

    Giulia, la notte E’ mistero (e magia, e tante altre cose ancora).
    Ciao a te

  8. Petarda ha detto:

    oh. approdo, finalmente, da te :).
    non sono notturna; mi piacerebbe, ma l’apice delle mie energie è al mattino. la notte mi piace per i sogni… c’è stato un tempo, che non rimpiango e ricordo con piacere, di giri per la campagna in macchina, a chiacchierare; di desiderio di andare per stradine sterrate e campi e boschi (di notte), e anche una notte culminata a dormire in una vigna. da sola. era estate, c’era la luna, e nemmeno una zanzara. 🙂

  9. riccionascosto ha detto:

    Petarda, io (e il riccio che mi fa da totem) sono invece un animale notturno, la mattina do il peggio di me stessa.
    Mi sveglio al crepuscolo, ho un’ora di abbiocco dopo cena ma poi sono vigile e attenta per il resto della notte… e tutto mi sembra più chiaro (della visione notturna non posso dire, essendo cieca come una talpa anche di giorno 😉 )

  10. anonimo ha detto:

    avevo immaginato la tua notturnità 🙂

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