Promenade

Marc Chagall - Promenade - 1917

Scuro e concreto, lui è per lei ancora alla realtà.
Lei, in cambio, gli è strada per il cielo.
Dividono uno sguardo, forse i pensieri.

Li unisce una mano, stretta forte; un legame che la volontà non spezza.

Ed un segreto vela di tristezza il sorriso di lei.

Vorrebbe svelarglielo e non può; serra le labbra, attende. Se si concentra, forse svanirà. E lo guarda attenta, bevendo dal suo sorriso la forza per conservarlo a lungo.

Non lo conosce lui, ancora: e il suo, di sorriso, arriva agli occhi.

Camminano insieme così, prolungando ancora momenti sereni: buon cibo, vino, parole divise e una tovaglia a fiori.

Hanno alle spalle un destino rosa, di sacralità e devozione; li attende ancora al loro ritorno, ma non ora.

Ora è momento magico, sospeso tra terra e cielo.
E se hanno fortuna, durerà per sempre.
 

(Ormai tre domeniche fa, ho visitato la mostra Chagall delle Meraviglie. Tra violinisti che volano ed angeli che precipitano al suolo, amanti, artisti ed ebrei erranti, la Promenade attira inevitabilmente lo sguardo, e il cuore)

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5 risposte a Promenade

  1. Flounder ha detto:

    è che nonostante io poi non ami molto chagall, questo quadro mi fa sognare.
    ci trovo dentro tutta la prima produzione di de gregori, come donna aquilone, dolce signora che bruci e quesi testi di quel periodo là.
    ci trovo dentro frammenti di libri letti in seguito, da marquez a jodorowski.
    ed è un po’ anche la sintesi dell’incontro possibile, in cui si prendono le parti e si va verso qualcosa, come scrivi tu nelle prime tre righe che sono riassuntive e bellissime

  2. didolasplendida ha detto:

    che poi è così lui cammina coi piedi ben saldi per terra e lei vola leggera nell’aria, le mani li uniscono veramente bella la tua descrizione della promenade 🙂

  3. metallicafisica ha detto:

    Una “visione” a colori quella di Chagall, una “visione possibilistica” la tua, sorellona…

    ps: venire alla mostra di M.C. è in programma, ma la data è ancora sospesa in aria:)*

  4. riccionascosto ha detto:

    E’ l’incontro possibile, sì, Flo’. Quello che ti consente di volare e tenere i piedi per terra, a un tempo.
    Perché, se non lo fai tu, sai che c’è qualcuno che lo fa per te.

    Dido, sì, le mani li uniscono veramente. E’ questo il centro, credo.

    Sorellona, tutto in fondo è possibilistico, no? E questa è soltanto la mia visione. Mi ricordo anche della tua (ora l’ho cercata e non la trovo, eppure me la ricordo…)

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