E’ Paqqua, Paqqua, Paqqua…

 
Questo è il tormentone di Pasqua nella nostra famiglia: il ricordo di una di quelle atroci poesie pasquali che i bambini dovevano recitare in piedi, davanti a tutti i parenti riuniti intorno al tavolo.
Il bambino in questione era mio padre, l’età sette anni circa, e la memoria… zero, dopo la frase iniziale.
 
Ma a ogni anno, la mattina di Pasqua inizia così.
Con un ricordo e un sorriso.
 
Che crediate o meno alla Resurrezione del Cristo, la Pasqua è un momento dell’anno in cui il mondo si rinnova. La Terra si risveglia dal lungo sonno invernale, e con essa gli animali che vanno in letargo.
 
L’equinozio di primavera, che la precede di poco, era visto in tal senso già prima di Cristo, e celebrato in modo simile in diverse parti del mondo.
 
Quest’anno sembra che il sonno non sia mai arrivato, che l’inverno sia stato di passaggio e che la primavera abbia dominato, a fasi alterne, già da tempo.
 
Ma arriva la Pasqua, a ricordarci che qualcosa può – e spesso deve – essere rinnovato, e cambiato. In meglio, si spera.
 
L’augurio è semplice: di trovare in noi stessi la forza e la volontà del cambiamento. Una nuova pelle per un cuore nuovo, eppure antico. Provare ad andare oltre.
 
Oltre le apparenze, oltre gli ostacoli, oltre gli errori e i fallimenti che sembrano ancorarci a terra. Sembra impossibile, ma il calcio all’im-  perché diventi “possibile”, dipende solo da noi. Se ci crediamo, o no.
 
Buona Pasqua!.
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in pizzini. Contrassegna il permalink.

13 risposte a E’ Paqqua, Paqqua, Paqqua…

  1. metallicafisica ha detto:

    Cara sorellona… vorrei dare veramente qualche calcio all’IM… e chissà, magari domani ci riuscirò pure:))))

    Da noi le poesie solo a Natale, dopo la letterina nascosta sotto il piatto del babbo…
    A Pasqua tutti a guardar le uova e con la vista laser a sperar di vedere una bella sorpresa (Portachiavi puntualissimo)

    Buone feste a te, sperando che anche tu possa scalciare l’impossibile… un abbraccione****

  2. Zu ha detto:

    Che sia, come si dice in napoletano, una buona Pasqua Epifania, sicché al passaggio evolutivo si unisca l’apparizione di quel che servirà a esser felici.

  3. astridula ha detto:

    io mi chiedevo sempre come mai il figlio di David facesse di nome Osanna, chiaramente un nome femminile.

  4. anonimo ha detto:

    Gli auguri del giorno dopo.

    A.

  5. riccionascosto ha detto:

    Sorellona, le feste sono state (im)possibili… nel senso che abbiamo girato un po’ per l’Italia, trascorrendo molto tempo in auto, ma anche molto con persone care sparse qua e là. Niente uova di Pasqua, però. 🙂

    Zu, per le apparizioni credo ci voglia tempo. E poi occorre coglierle al volo. Ad esempio, ieri sulla tavola è apparso un salame. Intero. Il tempo di girarsi, per continuare ad apparecchiare, ed era già sparito. 😉

    Aitan, non so se essere più inquieta per l’uovo o per le gambe sospese (chi dei due reggerà il possibile impatto?)

    Astrid, è che aveva i capelli lunghi (anche la barba, a pensarci bene).

    A. (devo chiamarti anche Ing., come Flo?), gli auguri del giorno dopo si sono insaporiti, si gustano di più.

  6. Zu ha detto:

    il salame è un pezzo, per la felicità ci vuole il porco intero!

  7. riccionascosto ha detto:

    Ma la felicità non è accontentarsi? Uova e salame, poi, sono la colazione di Pasqua (a pensarci bene, quest’anno l’ho saltata causa trasferta).
    E infine il salame è un bel pezzo (quello di ieri, poi… piccantino al punto giusto, non troppo stagionato… peccato sia finito troppo presto).

  8. Petarda ha detto:

    sì, sì, accontentarsi… poi ora che sto facendo la dieta der cromagnone, m’accontento di certo: non posso più mangiar nulla, nonpo.

  9. anonimo ha detto:

    ieri sera son passato per due chiacchiere dalla mia fantastica vicina. L’ ho guardata un po’, in silenzio, col mio ghigno sorridente.
    ” Ma che c’haiiiii ? ”
    ” Certo che io e te siamo dei bei fenomeni. Pronti a darsi una mano quando c’è bisogno, ma poi a natale e pasqua nemmeno ci salutiamo. ”
    E ridevo, e lei pure….

    Poi è partita a scusarsi, cosa che ho immediatamente fermato.
    ” Ma che stai a scherzare, vicinona, meglio il nostro caldo affetto che le fredde formalità da orologio ”

    Vale anche con te, Riccio ?
    Io credo di si.
    Un salutone

    finlandese

  10. riccionascosto ha detto:

    La dieta del Cromagnone, Petarda? Nel senso che, prima di finirla, la roba da mangiare ti deve sembrare preistoria? 😉

    Certo che vale anche con me, Otto. Specialmente la parte sul caldo affetto. 🙂

  11. metallicafisica ha detto:

    OT: è quasi Ferragosto 🙂

  12. Pingback: È! Paqqua! | Stillatizio latino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...