Credenze

 
Il valente Giorgioflavio (giorgioflavio.splinder.com) ha indetto un concorso (http://giorgioflavio.splinder.com/post/12855760) in cui invita a rispondere alla seguente domanda: “In cosa credevate quando eravate piccoli?” . Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente…
 
 
Quand’ero piccola, credevo che si dovesse sempre dire la verità. 
Lo diceva la mamma, la maestra, tutti i grandi, insomma.
E io ero una brava bambina, che faceva sempre quello che dicevano i grandi, specialmente da piccola.
Sono stata una bambina precoce, a tre anni mi iscrissero per sbaglio in Primina anziché all’asilo – un errore sulla data di nascita, immagino – ma la maestra, dopo il primo giorno, disse che potevo restare.
Avevo pure una buona memoria e così capitava che, quando c’erano delle visite, la maestra mi mettesse in mostra per recitare le poesie.
Una volta si aspettava un’ospite importante: nientepopodimenoche la direttrice dalla sede centrale.
C’era molta agitazione, la maestra si era raccomandata di essere puntuali e di portare un fiore, che alla fine della poesia avrei dovuto offrire alla gentile visitatrice.
La mamma, dal fioraio, prese dei bellissimi tulipani, rossi fiammanti, e me li consegnò. Poi salutò la maestra ed andò via  a sbrigare le sue faccende.
Quando, ad ora di pranzo, tornò a prendermi, trovò una maestra disperata.
“Signora” le disse appena la vide “sua figlia ha fatto scena muta. Non ha voluto aprire bocca, altro che poesia!”
Mia madre si chinò verso di me e mi chiese cosa fosse successo, se avessi dimenticato le parole della poesia e perché non avessi voluto recitarla.
“Ma, mamma” risposi io, indicando i tulipani ormai mosci per il caldo “come facevo a dire ‘questo fiore profumatissimo’? I fiori che mi hai dato sanno di camomilla!”
 
 

Fu allora che scoprii come anche la verità abbia un limite, che si chiama immaginazione.
E si spalancò un mondo…

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17 risposte a Credenze

  1. metallicafisica ha detto:

    penso che se ti avessi incontrata da piccola, più che una sorella saresti stata la mia preda di scherzi cattivi… come li facevo alle bambinebambole perfettine:)***

  2. riccionascosto ha detto:

    E saresti cascata male, sorellona, perché io da piccola menavo (specialmente il fratellino minore, quando giocavamo).
    Insomma, buona sì, ma fissa picchì? 😉

  3. metallicafisica ha detto:

    non ne dubito Sab. Ma… fossi in te, tornassimo indietro ti consiglierei di girarmi alla larga:)***

  4. riccionascosto ha detto:

    Mah, non saprei.
    Non ero poi così bambolina perfettina…

    Comunque, non potendo tornare indietro, meglio una sorellona in più, che una amica in meno 😉

  5. silvia67 ha detto:

    Ricciolina è un po’ che non passo!
    la foto mi ha fatto ricordare una mia perfettamente simmetrica nell’arredo architettonico di quando vivevo a Roma. Ero un piccolo demone biondo e filiforme mascherato da brava bimba!
    Mio padre si oppose a farmi fare la “primina” (malgrado a 3 anni sapessi leggere e poco dopo fare le 4 operazioni e giocassi a scacchi col nonno) col risultato che in prima elementare i miei furono reiteratamente chiamati perché io mi annoiavo a morte e quindi pigliavo a sonori schiaffoni tutti quelli colpevoli di sbagliare a scrivere una semplice “H” o “M”!!! … tempi duri per me ma anche per loro, fino al punto che la direttrice chiese a mio padre di ritirarmi da scuola per qualche mese… giusto perché gli altri si allineassero un pochino… ma lui, imperterrito nelle sue sicumere la controminacciò di denuncia perché la scuola era dell’obbligo…
    Di una cosa ero certa allora e sono ancora certa oggi: che la conoscenza rende (almeno mentalmente) liberi.
    Allora lo percepivo appena in quel brivido della scelta motivata dalla consapevolezza (e che fosse anche decidere se preferivo un libro di Salgari invece di uno dei fratelli Grimm poco importa), con gli anni è divenuta certezza di libertà di pensiero, distacco dai luoghi comuni, indipendenza del giudizio.

  6. riccionascosto ha detto:

    Silvia, non passando non ti sei persa granché, come vedi 😉
    Questa foto è stata scattata a casa dei nonni, ci andavamo spesso dopo la scuola.
    Io invece finii in primina perché mi avevano iscritto insieme a un’amichetta che però era più grande di me, a tre anni sarei dovuta finire all’asilo ma mi piaceva di più imparare a leggere. E’ stata l’unica classe che ho dovuto ripetere per motivi di età (la maestra sconsigliò di farmi andare in prima a quattro anni) quindi il secondo anno mi annoiai parecchio anch’io. Per fortuna il pomeriggio si giocava, e in inglese.
    Però no, non ho mai picchiato chi sbagliava… (maestrina fin nel midollo tu, eh? Se ti legge Max… ;)) )

  7. bert67 ha detto:

    Stavo per scrivere che da piccolina credevo nelle fate, nelle piante di fagioli che arrivavano fino al cielo , che babbo natale se mi avesse visto che lo spiavo di notte non mi avrebbe lasciato i regali, che le uova di pasqua che mio padre seminava per il giardino crescesero lì, che la mia nonna aveva i capelli color violetto bluette naturali…ma, visto quel che avete scritto voi….è meglio che non lo scriva :-)))

  8. riccionascosto ha detto:

    E perché, Bert?
    Non ti picchiamo mica… 😉
    (E poi alcune di queste cose le credevo anch’io; le uova di pasqua no, non avevo un giardino).

    Io invece nelle fate, in un certo senso, ci credo ancora…

  9. tippi ha detto:

    quanti baci riccio in quella foto!!!!
    io da piccola avevo solo una certezza: che mi sarei sposata un cane. Ma un cane vero. Avevo già capito tutto sin da piccola…ehm…

  10. bert67 ha detto:

    già ricciolina, che faccia da teppa in quella foto!!! mi hai fatto venire voglia di pubblicare una foto di me e la tippi da bimbe.. due angeli!! anche noi andavamo in giro per la scuola a recitare poesie: eravamo brave davvero e ci divertivamo un sacco. A quel tempo non ero timida per niente a ripensarci…

  11. riccionascosto ha detto:

    Tippi, a proposito di “meglio un cane”, c’era una cosa che girava tempo fa per la rete, se la trovo te la faccio avere. 😉

    Bert, la vedrei volentieri, quella foto. (Faccia da teppa? Non così bambolina, allora…) :))

  12. bert67 ha detto:

    no riccio..faccia da bambolina per niente:-)) tutt’altro. faccia da una con le idee ben chiare molto presto

  13. silvia67 ha detto:

    la mia foto della terrazza non la ho, è rimasta a casa da mio padre, ma di là ne ho messo giusto una mooolto indicativa del caratterino… 😉

  14. riccionascosto ha detto:

    Vista, Silvia, e non è che tu sia proprio un angioletto. Sembra tu abbia un bel caratterino 😉

  15. Effe ha detto:

    io invece, care secchione, non ho imparato ancora a scrivere, uso Babelfish.
    E l’immaginazione non è il limite della verità, ma il suo presupposto

  16. riccionascosto ha detto:

    L’immaginazione è il limite della verità visibile, Herr e presupposto di un altro tipo di verità.

    (e poi, per usare Babelfish, in qualche lingua dovrà pur avere imparato a scrivere, o preme i tasti a casaccio?)

  17. giorgioflavio ha detto:

    http://giorg[..] La Vetrina delle Credenze – 4 Le occasioni della settimana del grande concorso culturale Il grillo di Sphera La bottega è piccola, e la vetrina – di conseguenza – pure. Ed è un peccato, che qui servirebbe la superficie espositi [..]

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