Cent'anni… e non sentirli

Negli ultimi tempi il lavoro sta occupando gran parte del mio tempo, me ne resta poco per altro.
E così stamattina, mentre mi spostavo da un palazzo all’altro per partecipare a una riunione, non ho fatto molto caso a un gruppo di scout in uniforme che camminava davanti a me.
Per la verità, li ho notati subito; alle labbra è salito naturale l’augurio di “Buona strada”, ma è rimasto lì, senza uscir fuori, legato da un pizzico di nostalgia ed uno di timidezza.
Così li ho salutati in silenzio mentre mi camminavano davanti e sentivo l’eco dei miei stessi passi, ventisette anni fa, quando per la prima volta avevo percorso queste strade in uniforme. Ho ricordato la sensazione di essere osservata, come un fenomeno strano. Allora, forse, più di ora.
“Bambini vestiti da cretini, comandati da cretini vestiti da bambini”. Così, ai suoi inizi, fu etichettato lo scoutismo, nientedimeno che da George Bernard Shaw.
Eppure lo scoutismo è ben più di questo.
Poi sono arrivata a destinazione, e la mente si è nuovamente rivolta al lavoro.
 
Ma alla fine, una piccola luce si è fatta strada nella mia mente. Come mai, giusto oggi, scout in uniforme in giro per la città? Scout sardi in una strada del centro di Roma non sono impossibili da vedere, ma neanche così frequenti, alle undici di mattina.
 
E allora mi sono ricordata.
100 anni fa, il 1 agosto 1907, il primo campo scout, a Brownsea.
100 anni dopo, il 1 agosto 2007, in tutto il mondo risuona il rinnovo della Promessa Scout.
E , 10 anni dopo aver appeso il mio fazzolettone al chiodo, le parole della promessa sono affiorate anche sulle mie labbra, come se le avessi pronunciate appena ieri.
Perché alcune cose non le abbandoni, ma fanno parte di te anche se non le vivi più giorno dopo giorno.
 
 
 
E alla fine, ciò che ti resta dentro è proprio questo:
 
 
 
“Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.
Ma il vero modo di essere felici
è quello di procurare la felicità agli altri.
Procurate di lasciare questo mondo
un po’ migliore di quanto lo avete trovato
e quando suonerà la vostra ora di morire,
potrete morire felici nella coscienza
di non avere sprecato il vostro tempo,
ma di avere “fatto del vostro meglio”.
“Siate preparati” così a vivere felici e a morire felici:
mantenete la vostra promessa di esploratori,
anche quando non sarete più ragazzi,
e Dio vi aiuti in questo”

Il vostro amico
Baden Powell of Gilwell
 
 
 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in ammatula. Contrassegna il permalink.

14 risposte a Cent'anni… e non sentirli

  1. metallicafisica ha detto:

    lo sai sorellona, a me quei gruppi di ragazzotti che cantano canzoni brutte sugli autobus e sui treni mi han sempre dato ai nervi.. So bene che c’è altro ma che ci posso fare? GLI unici scout che ho amato e non so nememno se siano scout sono le giovani marmotte:)))

    ps: Ma io non ti ho aiutato, con sms, a ricordare?:)))**

  2. riccionascosto ha detto:

    Più che altro, mi hai “costretto” a scriverci su il post… 😛
    (sulle giovani marmotte, io taccio; forse perché mi prendevano in giro chiamandomi Gran Mogol? 😉 )

  3. metallicafisica ha detto:

    e chissà perché ti chiamavano così? :)))))))))))))))))))

  4. lotrovassi ha detto:

    Il messaggio di Baden Powell mi sembra eccellente. Al di là della mia diffidenza (indotta ?) verso gli scout… Ciao, a presto !

  5. anonimo ha detto:

    Da ex-scout (che poi una volta scout, scout per sempre), dico che lo scautismo è morto. Da tempo. Proprio perché ho profondamente amato quel messaggio, non posso non riconoscere quanto sia oggi snaturato e ripetuto come un vuoto simulacro da persone che lo stesso BP non so davvero se giudicherebbe capi. Un vero peccato. Tutto si corrompe? Forse. Ma almeno mi piace pensare che per ogni 1000 ce ne sia uno in grado di scoprire la vera essenza di “buona strada”.

  6. riccionascosto ha detto:

    Mi chiamavano così, sorellona, perché – per dirla con Shaw – facevo la cretina vestita da bambina, cioè il capo (anche capo clan, che in Sicilia può essere equivocato, come termine :P)

    Sì, LoTrò, il messaggio di B.P. è davvero eccellente. Il difficile è metterlo in pratica (e diciamolo, sugli scout c’è una serie di pregiudizi, da Shaw in poi. Anche quello di una certa stupidità o di buonismo. Ma come tutte le cose – e le persone – dentro c’è del buono e del cattivo. Dipende da che lato guardi).

    Mushin, un altro punto in comune, allora? Ma che lo scautismo sia morto no, non lo condivido. Che il messaggio possa essere in parte veicolato male, forse sì. Che alcuni capi magari non meriterebbero il gilwell (ammesso che lo abbiano) anche. In generale, perché manco ormai da 10 anni dall’Associazione, anche se ho amici che ne fanno ancora parte e di alcune cose sento parlare. Comunque sì, semel scout semper scout, e se è così, qualcosa vive sempre. E buona strada a te.

  7. anonimo ha detto:

    potrei sottoscrivere il commento di metalla. in treno specialmente le mandrie di scout sono fastidiosette.
    (poi non sono credente e mal sopporto i gruppi, siamo proprio antitetici lo scoutismo e dio…) 🙂

  8. riccionascosto ha detto:

    Pet, in treno le mandrie di scout non sono troppo dissimili da qualsiasi gruppo di ragazzi in gita scolastica; solo a volte più ingombranti (per via di zaini etc). Poi, ovviamente, dipende in parte dai capi (ma il discorso si fa lungo).

  9. anonimo ha detto:

    certo son uguali le mandrie, solo che mi capita molto ma molto più spesso di incontrare scout, soprattutto nella tratta bologna-milano, vassapère perché!
    petarda

  10. riccionascosto ha detto:

    Perché di solito i gruppi scolastici vanno in pullmann? 😉
    (o in aereo… grrrr) 😛

  11. anonimo ha detto:

    ecco, che discriminazioni! a parte aereo, chissà se costa davvero poi molto più del treno affittare un bus… lo dico per la comodità degli scout, eh!

  12. riccionascosto ha detto:

    C’è un problema di costi (il pullman, se fai un’uscita di due giorni, lo devi pagare anche per i viaggi a vuoto, altrimenti dovresti tenerlo sempre con te), ma c’è anche da considerare che non sempre si arriva e si riparte dallo stesso posto. Insomma, ci sono diverse variabili da considerare (che non credo ti interessino, peraltro, quindi te le risparmio 😉 )

  13. anonimo ha detto:

    Comunque non è George Bernard Shaw, ma Jack Benny, comico americano, che ha coniato quella frase, guarda il mio apporto su Wikiquote: http://it.wikiquote.org/wiki/Citazioni_errate

    Ciao

  14. riccionascosto ha detto:

    Che dire?
    Grazie per la correzione, in effetti non mi ero mai preoccupata di controllare la fonte. Ora che so qual è, comunque, spero di non dimenticarmene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...