Uomini Freddi e nuove (per)versioni

Si parla di balli, qui, e di come “è difficile essere uomo”.
E io ho ripensato a qualcosa che monodose (no, niente link, il blog è stato, ahimé, cancellato) ha scritto a proposito degli uomini, e a un giochino – un omaggio, un cadeau, o almeno un tentativo – che feci io per lei.
Il suo testo l’ho conservato, per fortuna:
Ci sono uomini freddi da amare d’estate
cuori di sabbia, di ombre corte e salate
che alla fine della stagione balneare
la prima onda li trascina in mare
E uomini caldi da amare solo in pieno inverno
(ruvidi e spessi come lana di maglione)
che ai primi caldi vuoi scrollarti via come un piumone
quando ti accorgi che non cambiano stagione
Ci sono uomini da mezzi tempi, mezza stagione, mezze calzette se messi alle strette
sono da amare un tanto al chilo, senza abbondare (ne è pesante la tara)
Ma io invece no.
Ne voglio uno di spalle e sogni larghi, climatizzato per tutte le stagioni
Resistente all’ingiuria del tempo, superficie aderente e fodera in sentimento.
Ci sono uomini con l’ossessione dei pompini
E subito dopo  guai a te se ti avvicini
Uomini dagli abbracci così lenti
Che dopo due minuti ti addormenti
Poi uomini che non si divertono a giocare
quando la posta in gioco è scegliere di amare
Ma io invece no.
Ne voglio uno che mi amministri il cuore-portafoglio
che su di me non tema di investire
Che tra uno switch e un capitale alla scadenza
Trovi nel monobrand la migliore convenienza
E questo è, rispetto alla prima (per)versione, un mio nuovo tentativo:
Some men are cold, for a summer love-folder
Sand-hearted, shadows short and salted
And when the beach season is over
A single wave, and down the sea they’re dragged
Some men are warm, to be loved in deep winter
(thick and rough, sort of a woollen touch)
at early heat you want to flee
and throw them down like a duvet
As you understand that they won’t stand a season’s changeover
Some men are fit for middle-time, half seasons,
They’re small-timers if you try them out
They’re to be loved tipping the scales,
without abounding (their tare weighs)
But I don’t.
I want a broad-shouldered man with huge dreams, fitted for all seasons,
Holding out to time injury, close-fitting surface and sentimental lining.
Blowjob is an obsession for some men
And there and then you’re in trouble if you draw nigh them
Some men’s embraces are so slow
That in two minutes you’d need a pillow
And there are men who don’t enjoy playing
When love is the stake for picking
But I don’t
I want a man who manages my heart-portfolio
Who isn’t afraid of investing on me
Who, between a switch and a principal-to-maturity
Would find in mono-brand the better opportunity

Mancherebbe la musica; chissà se arriverà mai…

N.B.: ove non fosse chiaro, il testo originale (da cui partì il gioco e tutto il resto), è di monodose/Flounder. Purtroppo la cancellazione di “apiccoledosi” e l’oscuramento degli archivi di “certepiccolemanie” mi impediscono di linkare gli originali, ma questo non posso che ribadirlo.
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14 risposte a Uomini Freddi e nuove (per)versioni

  1. Petarda ha detto:

    ho letto qui e però ho commentato da floflò!
    a proposito del monobrand, anni fa parlando con un tale del fatto che non capisco un cazzo di economia&finanza egli mi disse: hai bisogno di un marito (non era una proposta, era già sposato).
    proprio come alle volte si diceva agli uomini che non si sapevano stirare, cucinare, ecc.: hai bisogno di una moglie.

  2. metallicafisica ha detto:

    giuro si erminio… avevo letto: ” resistente all’anguria del tempo”… rientrerebbe nell’uomo da amera d’estate, freddo ma dolce e pieno di semini?:)****

  3. riccionascosto ha detto:

    Be’, Petarda, monobrand non è che voglia dire monofunzionale (almeno, io lo intendo in modo diverso; è un po’ un’ottimizzazione dell’asset allocation, ma qui si va sul tecnico 😉 )

    Sorellona, l’anguria come metafora dell’uomo d’estate… in che senso, che ti resta in mezzo ai denti? (a me poi il cocomero, o mellone come lo chiamiamo noi, crea proprio un altro effetto collaterale :PP )

  4. cybbolo ha detto:

    maneggio con imbarazzo il semplice bancomat e faccio la faccia a punto interrogativo di fronte a sigle come taeg: è grave?…;-))

  5. riccionascosto ha detto:

    No, Cyb, non è grave: del bancomat devi ricordare solo il codice; quanto al taeg, l’importante è che ci sia una formula per calcolarlo. Più importante, è comunque rendersi conto che un prestito include altri costi, oltre al tasso nominale (e anche quello, dipende da come è calcolato, semplice, composto etc). Ma qui si va sul tecnico, e quello che voleva dire Flounder/monodose penso sia altro.
    (Comunque sì, lo ammetto, sono una donna da sposare. E infatti, qualcuno l’ha fatto ;)) )

  6. lotrovassi ha detto:

    Mi fa sorridere, perchè, girato al femminile, è quel che penso anch’io (a parte i pompini, intendo).

    Però la perfezione (la felicità ?) non è di questo mondo, e la miglior cosa possibile è una via di mezzo tra quel che si ha e quel che si vorrebbe avere.

  7. Effe ha detto:

    voglio,voglio, voglio.
    E chiedere, per una volta, per favore?

  8. riccionascosto ha detto:

    Lot, (a parte che anche i pompini – e diciamolo, su – possono essere “girati”), ogni cosa dipende dai punti di vista. E dai sentimenti personali.
    Secondo me la via di mezzo è un risultato (anche buono, ma migliorabile). Ma non può essere un obiettivo.

    Herr, ma non scrisse lei una volta che “l’amore è totalitario (è un despota, ribelliamoci)”?
    (lo scrisse, lo scrisse, non mi obblighi a provarglielo). E allora, come potrebbe chiedere “per favore”?

  9. BBSlow ha detto:

    Musica?… Mmmm… si potrebbe fare.
    A leggerlo così “damblé” ispira un rock springsteeniano. Ma naturalmente, in caso, l’opinione delle autrici potrebbe far virare verso una sana ballad, o persino un sophisticated-pop. Che faccio, vado avanti?

  10. anonimo ha detto:

    come si fa a girare i pompini?

  11. riccionascosto ha detto:

    Vai pure avanti, Slow… per quanto riguarda le autrici, Flo’ aveva pure accennato un’esibizione (non so se ancora rintracciabile). Io una mezza idea l’avevo, solo che non mi sembra funzioni fino in fondo. Ma sai bene che, dal punto di vista musicale, io mi definisco una capra.

    Come si può, Anonimo/a (ma ci conosciamo)? Magari non in senso letterale, ancorchè credo che il cunnilingus possa esserti familiare… 😉
    Intendo dire che un’ossessione per il sesso (in questo senso, “girare” i pompini) non è necessariamente una caratteristica maschile. E dico ossessione solo per far riferimento al testo, ovvio… una “sana e consapevole libidine”, per dirla con Zucchero, è cosa buona e giusta.

  12. Effe ha detto:

    una mazurka?
    (va bene, va bene, scherzavo)

  13. Flounder ha detto:

    se mi date una musica bellissimissima io prometto di riesibirmi.
    eventualmente anche in versione live.

    (ma un arrangiamento su tango nun se po’ ave’?)

  14. riccionascosto ha detto:

    La mazurka non è un’opzione, Herr. Però, se mi promette di ballarla, gliene procuro una.

    Tango, Flo’?
    Non lo so. Magari indiciamo un concorso per la musica; che ne dici?

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