C'era… il Post sotto l'Albero 2007

Puntuale come una cambiale…
Non l’ho scritto mica io, è quello che scrive
Sir Squonk nella sua introduzione e, non contento, nel post di presentazione al Post sotto l’Albero, giunto nel 2007 alla sua quinta edizione, e che potete scaricare qui.
Ciò che invece ho scritto è che, in un pianeta che finalmente si accorge della necessità di un risparmio energetico, io ho rivendicato il risparmio creativo, ripescando nel mare delle storie dimenticate una che, fin dall’inizio, non aveva affatto voglia di essere raccontata…

C’era una volta…
 
“Un pezzo di legno!” dirà qualcuno che, avendo letto Pinocchio, immagina il colpo di scena.
E invece no, niente pezzi di legno.
C’era una volta una storia che non voleva essere raccontata.
Bisogna dire che le storie, quando nascono, sembrano tutte uguali: tutte hanno un inizio, uno svolgimento e una fine (vabbè, c’è “la storia infinita”, ma è l’eccezione che conferma la regola, no?).
Il fatto è che, finché non vengono riempite, le storie sono in realtà una storia sola, e stanno quindi a vagare l’una accanto all’altra nella grande vasca del F.O.R.S.E.  (Fondo.Oceanico.Reperimento.Storie.Eleggibili) fino al momento in cui la prima parola non ne afferra all’amo una e la tira fuori, iniziando poi a plasmarla nel P.O.N.G.O.  (Piano.Organico.Narrazioni.Generiche.Occasionali).
 
La storia – definirla meglio sarebbe già raccontarla, e capite bene quanto questo vada contro i suoi desideri – cercava, muovendosi con attenzione, di evitare gli stessi ami che le sue vicine, al contrario, sembravano a volte desiderare.
Alcuni le apparivano troppo tozzi e  grossolani, altri – sottilissimi e lunghi – troppo fragili per sostenere il suo peso; altri, infine, avevano lunghezza e dimensioni giuste, ma non le parevano adeguatamente acuti.
Nessuno, quindi, le faceva desiderare di diventare unica, facendole preferire l’indistinta compagnia delle sue vicine.
Ma, a dire tutta la verità, la ragione di tale atteggiamento schizzinoso nuotava spesso – e non era un caso – a poca distanza, e non era poi tanto indistinta.
Si trattava infatti di una storia unica, anche se continuava beatamente a nuotare insieme alle altre, schivando gli ami di passaggio.
La sua unicità stava appunto nel fatto che c’era qualcosa a distinguerla da tutte: da una parte aveva un piccolo strappo, proprio lì in cima, dove un amo/parola aveva provato a lasciare il suo segno. 
Quando aveva dato uno strattone per liberarsi, qualcosa le era rimasto attaccato: un apostrofo. Troppo per non distinguerla dalle altre, troppo poco per essere plasmata.
E così continuava a vagare qua e là, seguita dalle gomitate delle storie che, quando passava, la indicavano l’una all’altra; consapevole di sé ma ignara di quanto succedesse fuori da sé. Non aveva un posto, né dentro né fuori dalla vasca, e allo stesso tempo faceva parte del dentro e del fuori.
Era proprio ciò che la storia voleva essere, e così la seguiva da presso, cercando di carpirne i segreti. Schivava gli ami/parola con destrezza, cercando quell’unico che le avrebbe potuto dare la libertà di non essere altro che… già, che cosa?
Perché essere qualcosa, significava raccontare una storia.
E questo, proprio, non lo voleva.
 
Fu proprio mentre pensava queste parole che una, inarcatasi improvvisamente, la tirò su.
 
Era… anzi, C’era.
Con l’apostrofo.
 
 

C’era una volta un albero di Natale. Non era un albero come gli altri, non aveva foglie, né luci, né fili colorati. Era un albero di parole. Alcune belle, altre meno; alcune avevano ancora l’odore delle cose nuove, altre sapevano di polvere e passato. C’erano poesie, fili sottili e delicati pronti a rompersi per un tocco più rude, o cascate di racconti che brillavano di luce propria. C’erano immagini piene di colori, e storie che aprivano il sorriso. Tra le tante, una piccolina stava lì, in disparte. Si guardava intorno, stupita di stare lì fra tanta bellezza, ma contenta, infine, che C’ERA. 

 

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10 risposte a C'era… il Post sotto l'Albero 2007

  1. sfigablog ha detto:

    bellissima. o meglio, un bellissimo pst da stampare e portare a casa per natale, insieme a dolci e prelibatezze. che natale non sia solo stomaci stuffed e chiacchiere inutili.
    grazie 🙂

  2. metallicafisica ha detto:

    L’associazione P.ES.C.A.T (con sede a Parigi)*. ringrazia per la pubblicità e augura doni gioiosi sotto l’albero.

    *Parole ESemplari Con Ami Trappola***

  3. riccionascosto ha detto:

    Mdd, secondo me dovresti stampare tutto il pdf… ci sono favole per tutte le età, racconti, poesie, foto. Un bel regalo di natale. Come ogni anno, del resto, finché al Sir non passerà la voglia di farlo. :))

    Sorellona, ringrazia il P.ES.C.A.T. da parte mia; ricorda loro, però, che la pubblicità non dovrebbe essere gratuita… 😉

  4. metallicafisica ha detto:

    è Natale, fai la venale proprio sotto l’albero? Vergognati!:)

  5. riccionascosto ha detto:

    Ma non è mica per me… è per la storia. Vuole una plastica, dice che l’apostrofo la deturpa…

  6. Flounder ha detto:

    io devo capire perché, dopo tanti anni di blog, a me nessuno mi ricorda mai di questo fatto qua.

  7. riccionascosto ha detto:

    Flo’, se è per toglierti un pensiero, me lo appunto e l’anno prossimo te lo ricordo io…

  8. Petarda ha detto:

    potresti rimaneggiarlo lievemente e farne un pinocchio natalizio da mandare a strel… :)))

  9. silvia67 ha detto:

    O.T.
    Ma mi sento giustificata perché è educazione venire a fare gli auguri a casa tua.
    TANTI AUGURI RICCIO e quando azzanni le arancine pensa a noi 😉

  10. riccionascosto ha detto:

    Pet, dici?
    Ma non saprei da dove cominciare…

    Silvia, addenterò un’arancina per te, d’accordo (dici che Sofia gradisce anche per interposta persona?) 😉
    Auguri a tutte e due :))

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