Cortesie per gli ospiti

Ieri sera, cena con amici invitati per la prima volta.
Niente di speciale, una cosa alla buona per il piacere di stare insieme.
Antipasti, un risotto, poi basta, abbiamo dato forfait anche prima dell’insalata.
Dopo il lavoro, di settimana, non si può fare di più (almeno io non sono in grado di farlo)
Prima di sedersi, un aperitivo; tra le bottiglie, due lattine: una coca cola light e una zero.
Gli occhi dell’amica si illuminano: "Ma come hai fatto a ricordartene?"

Non lo so, come ho fatto.
O meglio, lo so: ho notato, in un paio di occasioni, quali fossero le sue scelte.
In un certo senso, mi sono messa in ascolto. Ma non mi sembra una cosa tanto strana, in verità. Cerco sempre di ricordare cosa piace a questo o quello dei miei ospiti, se ne ho, o cosa potrebbe far piacere ad un amico. In questo, sono aiutata da una buona memoria, ma mi è sempre sembrata una cortesia elementare.

Eppure, forse non è così.
Siamo reduci dalla kermesse natalizia dei regali; il tam tam di quest’anno è stato il "riciclo", o come scongiurarlo facendo quell’orribile cosa della lista (già a stento tollerabile in caso di matrimonio, figuriamoci per Natale o compleanni). Non sarebbe evitabile solo pensando a chi è destinato a riceverlo, il regalo? Pensando ai suoi gusti, alle sue abitudini? Mettendoci solo per un momento al suo posto, o più semplicemente in ascolto?

Un’amica (non la linko, tanto lei sa chi è) ha preso l’abitudine, davanti a delle novità, di chiedere a chi le sta accanto: "mi piacerebbe?"
La prima volta la domanda, rivolta a me, mi ha imbarazzato; però mi ha fatto piacere che l’avesse fatto, è stato un gesto di fiducia (sempre ammesso che l’abbia consigliata bene).

Un piccolo gesto, come la lattina.
Ma se può suscitare un sorriso, ne vale la pena.

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13 risposte a Cortesie per gli ospiti

  1. cybbolo ha detto:

    un vodka martini a quattro gradi centigradi, mescolato, non agitato, no, aspetta, forse è agitato, non mescolato, con olivetta, no senza, ops, scusa, sono agitato anche io, non mescolato, marò che freddo saranno quattro gradi…

  2. silvia67 ha detto:

    Eh già, riccio. Magari tutti quelli che fanno regali pensassero almeno un momento ai gusti di chi li riceverà.
    Invece nella stragrande maggioranza dei casi vengono scelti oggetti che piacciono a chi fa il regalo o, peggio ancora, oggetti “neutri”, i classici oggetti che, per l’appunto essendo dei classici, si pensa che vadano sempre bene per ogni occasione (su che basi poi è tutto da discutere).

  3. metallicafisica ha detto:

    Quando faccio regali mi chiedo sempre “mi piacerebbe”? ma non sono io l’amica citata…

    Ricordati che non amo gli aperitivi, sorellona, al massimo un’acqua tonica con ghiaccio e limone in estate:)

    ***

  4. Effe ha detto:

    era un gruppo di sostengno degli Alcolisti Anonimi?

  5. anonimo ha detto:

    Odio i peperoni.

    Lot-affamato

  6. riccionascosto ha detto:

    Cyb (o devo chiamarti James?), in effetti era agitato, non mescolato. Mi toccherà comprare uno shaker?

    Silvia, io mi sforzo sempre di pensare al destinatario di ogni dono, ma difficilmente regalo qualcosa che non piaccia anche a me, a meno che non sappia che è veramente qualcosa di desiderato. Insomma, cerco di mediare… 😉

    No, Sorellona, non sei tu. Anche perché l’amica di cui parlo io chiede agli altri se qualcosa (che non conosce) piacerebbe a lei… non viceversa. (OK, forse è un po’ contorto, magari te lo rispiego un’altra volta)

    Niente affatto, Herr. C’erano anche aperitivi alcolici, le lattine le ho preparate “nel caso in cui…” ed era il caso. (Io poi non posso bere, sono astemia “per forza”)

    Lot, Lo-terrò presente, dovessi invitarti (però stai tranquillo, li amo ma di solito non li cucino perché molti li trovano indigesti. Poi li vado a mangiare da papà)

  7. Petarda ha detto:

    eh, la capacità di ascoltare non ti sembra strana ma è una cosa rarissima, cara…

  8. anonimo ha detto:

    Non sottovalutarei i piccoli gesti le attenzioni impercettibili, sono quelle che solo una persona attenta e interessata riesce a scoprire, le cose eclatanti le
    vedono tutti……:-))

  9. riccionascosto ha detto:

    E’ vero, Pet è rara. Ma a volte meno di quel che si pensa. Credi che abbia dimenticato gli spaghetti al kamut? Niente affatto… 🙂

    Oh, ma io non le sottovaluto affatto, specchio, spero solo che l’attenzione alle piccole cose non debba essere una rarità.
    (Benvenuta, intanto)

  10. Petarda ha detto:

    per la serie:

    alle volte è proprio vero
    basta il pensiero

    (anche perché poi non li hai mangiati!) ;)))

  11. riccionascosto ha detto:

    No, infatti (ma non è stata colpa tua) :)))

    Io ci credo molto, in quello che chiamo l’attenzione alle piccole cose, che sono poi quelle che suscitano un sorriso in chi ti sta davanti. Sono, come dice specchio, un segno di interesse. E alle volte, ci vuole davvero così poco…

  12. PlacidaSignora ha detto:

    Nel “piccolo” si trovano le cose più preziose :-*

  13. riccionascosto ha detto:

    Lo spero, Placida. Anzi, lo so. Dici che è meglio che questo segreto sia noto a pochi fortunati? 😉

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