Gesti

Ho preso tre post e li ho intrecciati.
All’inizio hanno fatto resistenza, perché di stare insieme non ne volevano sapere: uno
spinoso di carciofi ripieni, uno frusciante di carta e stampa, l’altro morbido di pulcini pigolanti e seta celeste.
 
Ma poi a poco a poco, sotto le dita pazienti, si sono adattati l’uno all’altro. O forse sono io che li ho fatti galleggiare nell’acqua amara per ammorbidirli e dare a loro un segno comune, un linguaggio nascosto.
 
Gesti, o comunque un linguaggio diverso dalle parole, proprio in un luogo, come questo, dove le parole sono tutto o quasi, dove noi siamo quello che scriviamo (o anche quello che non scriviamo, a volte, proprio perché certi silenzi sono più densi delle parole).
 
Il pane spezzato con le mani, quelle mani che a volte non si sa dove mettere e allora si accende una sigaretta, quelle mani che si allungano svelte su una pezza di seta, o evitano di toccarla persino con un dito.
 
Mani che non carezzano, voci che non dicono, o dicono parole aspre che il limone poi monda dell’amarezza, ma ci vuole tempo.
 
Tempo per ripetere i gesti che col tempo diventano propri, tempo per scoprire che anche quelli sono gesti d’amore.
 

Ma per questo, ci vuole il tempo che ci vuole. E le mani, lo sanno. Forse però noi l’abbiamo dimenticato.

Aggiornamento: c’è un quarto post che parla di mani e di come queste parlino ("voci accese come lampioni lungo le strade di notte"), e a me non sembra affatto un caso che questi quattro post siano scritti da donne.  Ci dev’essere qualcosa, in quest’aria di primavera.

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6 risposte a Gesti

  1. Gentilezza di mano, questa 🙂

  2. riccionascosto ha detto:

    Detto da lei, Signora delle Nebbie, è un complimento grande assai (e molto gradito) 🙂

  3. maurogasparini ha detto:

    io le ho prestate a una mia amica zingara: non aveva niente da leggere.

    un bacio

  4. riccionascosto ha detto:

    E fattele ridare, Mauro, che vorrei leggere nuovi racconti. Senza mani, come li scrivi? :*

  5. e.l.e.n.a. ha detto:

    nell’aria di primavera c’è sempre qualcosa di nuovo, che poi è qualcosa di ciclicamente antico.

    grazie dell’intreccio 🙂

  6. riccionascosto ha detto:

    Un intreccio di mani 🙂
    (prego, è stato un piacere)

    Però è una primavera strana, questa; di chiusure, anziché di aperture. Poi, magari, girerà il vento…

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