Siesta

Allungava le braccia pian piano
Per mimare le zampe di un gatto
Rannicchiatasi poi sul divano
Impigrita e un po’ sul distratto
Lento, un libro sfuggiva di mano
E cadeva poi a terra, di scatto
 
Del rumore a stento si accorgeva
Ovattato dal sonno imminente
La mano vuota poi lo rincorreva
Cercando di riprenderlo, ma niente 
E la storia – per ora – si chiudeva
 
Di dubbi piena, e cose da scoprire
Oppure di racconti già ascoltati
Raccolti quando il sole è all’imbrunire
Mischiati con dei sogni abbandonati
In notti in cui è difficile dormire
Rimaneva così, a occhi serrati

E cercava, nel sonno, di capire.

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11 risposte a Siesta

  1. metallicafisica ha detto:

    Che fai, spii tua sorella?:)

  2. riccionascosto ha detto:

    No, dormo per conto mio (almeno, ci provo) 🙂

  3. sfigablog ha detto:

    bellissimissima 🙂

  4. sfigablog ha detto:

    trovo fantastica la frase “e cercava, nel sonno, di capire”.

  5. riccionascosto ha detto:

    MDD, grazie 🙂
    (ah, non so tu, ma io faccio dei sogni complicatissimi…) 😉

  6. Minervaa ha detto:

    la solità inciviltà di abbandonare i sogni in autostrada

  7. Univers ha detto:

    Un saluto e spero che tu voglia leggere il mio pezzo sul bistrot.

  8. “…racconti già ascoltati/
    Raccolti quando il sole è all’imbrunire”…
    è il momento migliore per raccogliere i racconti: sono un po’ stanchi e si lasciano prendere quasi con indolenza.
    Bisogna stare attenti alle vene di malinconia, però: sono così fragili che basta un niente e le vedi gocciolare. Tamponare senza premere…

    (un saluto)

  9. varasca ha detto:

    sento silenzio, un divano che lascia sprofondare, e riconosco quell’atto, di smettere di capire, per lasciarlo fare alla parte libera di sé, quella incosciente.

  10. riccionascosto ha detto:

    Minnie, ne hai investito uno, per caso? (di solito capita ai ricci, però).

    Univers, lo farò senz’altro.

    Colfavoredellenebbie, tamponare senza premere, sì. Altrimenti si rischia un’inondazione…
    (proprio oggi un amico, citando Albanese, mi scriveva “i sogni più belli si fanno al mattino, al pomeriggio e alla sera”. Forse è così anche per i racconti)

  11. riccionascosto ha detto:

    Varasca il divano lascia davvero sprofondare (allora scegliemmo una seduta morbida, e lo è sul serio. Pure troppo, anche ieri mi sono addormentata davanti alla tv).

    Ma la verità è (non lo dire in giro, mi raccomando) che “aprile dolce dormire”, e anche stamattina l’oroscopo diceva che nunn’è cosa, e io mi sto.

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