L'uscita? In fondo a destra…

Il fatto è che io all’oroscopo continuo a non crederci, perché è come i vestiti "taglia unica". Per quanto tu possa adattartelo e vedertelo addosso, non sarà mai come un abito fatto su misura.

Epperò…

Epperò Brezsny, si sa, si legge non perché è l’oroscopo, ma perché è divertente, ti offre degli spunti, ti fa sorridere oppure riflettere. E magari, come i vestiti taglia unica, qualche volta te lo infili e ti sta pure bene…

Vedi questa settimana, ad esempio:

Cancro - via Internazionale.itCancro (21 giugno – 22 luglio)

"Caro Rob, mia madre dice che sono grasso, ma poi m’ingozza di cotiche fritte. Il mio alleato più fedele è una persona che vorrei bendare come una mummia, mettere su una canoa e buttare in mezzo a un lago. La mia immaginazione esuberante mi ha preso in ostaggio, violando i suoi stessi princìpi. Sono talmente indeciso che non so più che fissazione scegliere per le mie manie. Tutte le mie contraddizioni mi stanno accerchiando come una squadra di travestiti con i capelli rosa ubriachi di Red Bull. Ti prego, dimmi dov’è l’uscita da questo circo infernale".–Granchio Impazzito
Caro Granchio Impazzito, le tue riflessioni sono ricche di stile e umorismo. Forse è proprio questo lo scopo del tuo smarrimento temporaneo: darti l’occasione di essere vivace, aggressivo e intelligente a dispetto delle circostanze.

Per certi versi mi ci ritrovo a pennello (specialmente sulla storia della mummia, un trattamento che qualche volta farei volentieri a qualcuno; iniziando dall’eviscerazione, però). Un po’ meno riguardo a stile e umorismo, che al momento mi sembra abbiano preso il volo…

Mentre aspetto che tornino, però, sembra che alcune caselline abbiano iniziato ad andare al loro posto (tipo Ares che – incrociando dita, zampe e  tutto l’incrociabile – è tornato a fare a meno del catetere).

Insomma, siamo ancora sotto il tendone, ma forse si intravede l’uscita.
(E intanto ho scoperto un altro blogger cancerino tra quelli che leggo. E che siamo, una colonia?)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in granci. Contrassegna il permalink.

26 risposte a L'uscita? In fondo a destra…

  1. e.l.e.n.a. ha detto:

    o siamo quelli più impazziti!

    (mi verrebbe da obiettare che io sono sempre vivace, aggressiva, intelligente…;)

    (ma chi è l’altro?!?)

  2. varasca ha detto:

    riccio,
    (ho barato e sono andato a leggere quello di domani sul suo sito: la provocazione continua!)
    e.l.e.,
    visto che io sono questo e non l’altro, mi unisco a te nel ponderare a chi possano appartenere le nuove pinze virtuali che Lady Hérisson dice d’aver scovato 😉

  3. riccionascosto ha detto:

    e.l.e.n.a., io rivendico il diritto di essere perlopiù vivace, poco aggressiva e talvolta intelligente. Sempre è così stancante… 😉
    L’altro… uno è, per esempio, varasca (che si autoproclama qui sotto). Per il resto, si dice il peccato e non il peccatore, no?

    Varasca, caro, non lo sai che la curiosità uccise il cancro? 😉
    Almeno, così si potrebbe parafrasare l’oroscopo di domani… o anche “Non aprite quel cassetto”. Chissà se è pieno di calzini odorosi, o soltanto di qualche scheletro dimenticato. Tu che dici?

  4. varasca ha detto:

    riccio,
    io speravo di più in un biglietto per una località sconosciuta, pericolosa ed eccitante! scheletri coi calzini sporchi… occhio all’ufficio d’igiene!

  5. riccionascosto ha detto:

    Un biglietto? Perché, le località sconosciute, pericolose ed eccitanti si raggiungono con un biglietto? Magari sono solo nascoste dietro i vestiti, come Narnia. Magari sono chiuse nella nostra immaginazione…
    (il difficile a volte non è trovarle, è lasciarle. O no?)

  6. e.l.e.n.a. ha detto:

    ohibò! e da quando esser del cancro è un peccato?!? 😉

    vero, il sempre è stancante, ma è meglio del mai.

  7. riccionascosto ha detto:

    Il mai è un sempre al contrario; io l’ho abbandonato da tempo, in effetti.

    Peccato no, magari (ma -caratterialmente – meglio una cancerina che un cancerino, diciamolo. Presenti esclusi, of certo).

  8. anonimo ha detto:

    La colonia di granchiette è molto vasta, si estende dentro e fuori dal web…

    saluti !

    Lexblogger (leone)

  9. riccionascosto ha detto:

    Lex, lei non si allarghi perché di questa colonia ha una conoscenza diretta (e attento, che le chele tagliano, e non solo la criniera…)

    Saluti 😉

  10. varasca ha detto:

    (…e se la conoscenza è indiretta, lex, si parla allora del Segno del Surimi…)
    (che non ti raccomando, benché privo di chele)
    🙂

  11. riccionascosto ha detto:

    Varasca, certo. Meglio l’originale che le imitazioni…
    🙂

  12. e.l.e.n.a. ha detto:

    fondiamo la confraternita dei chelanti?!? 🙂

  13. varasca ha detto:

    chelo te dico a fa’?

  14. metallicafisica ha detto:

    darti l’occasione di essere vivace, aggressivo e intelligente a dispetto delle circostanze.
    Ma non lo siamo sempre, aggressivi e vivaci? Sull’intelligente, per quel che riguarda ME stenderei un pelo vietoso…

    LOT: guarda che ci sono cancerine e CANCERINE, non mischiamole, prego:)***

  15. riccionascosto ha detto:

    e.l.e.n.a., fondiamo, fondiamo, ma ad alte temperature. (che noi, alla fine, siamo gusci duri e pance molli, ma con un filo d’acciaio all’interno) 😉

    Varasca eh, appunto, l’ho detto da sola. Tu invece dimmi… ma i 10K non si festeggiano?

    Sorellona, l’ho già detto ad e.l.e.n.a.: io il sempre tendo ad evitarlo, e pure il mai. L’uno lo trovo stancante, l’altro noioso. E un po’ di imprevedibilità ci vuole, nella vita. No?
    Quanto a Lot/Lex, ci sono sì cancerine e cancerine. E spero (per lui) che sappia ben distinguerle. Ora però non lo minacciare…

  16. metallicafisica ha detto:

    Vuoi mettere “Essere SEMPRE felici” o “esserlo MAI”? Suvvìa:)

  17. riccionascosto ha detto:

    Non credo né all’uno né all’altro, in verità. 🙂

  18. Petarda ha detto:

    mentre venivo qui pensavo proprio al brezsny, che lo leggo solo le volte che lo trovo da te.
    e infatti l’ho trovato.
    m’ha pure detto bene, e mica poco!
    non posso ringraziarlo e quindi ringrazio te… 🙂
    e sono contenta che ares stia meglio 🙂
    baci

  19. e.l.e.n.a. ha detto:

    azz! ‘sta roba delle pance molli però non me la dovevi dire… prossima settimana inizio ad andare in palestra!

  20. anonimo ha detto:

    Personaggi:

    La Scema bionda, Carrie, ovvero quella che, malgrado guadagni un sacco di soldi solo osservando quello che le accade attorno e raccontandolo in forma di Sex e pure di City (le due cose sono collegate, poi spiegheremo come), malgrado abbia un guardaroba che, onestamente, potrebbe sostituire qualsiasi uomo, malgrado abbia avuto nel suo letto roba del tipo il falegname mollaccione ma tenero (Aidan), lo scrittore invidioso ma di spirito (Berger), il russo egocentrico ma fascinoso (Petrovsky) , s’ostina a spasimare per un Big. Un Big Mac, falso come un panino di McDonald, pieno di sé, lardoso e pure tinto (mogano). Uno di quelli che: dormi qui, ma non lasciare nemmeno uno spillo a casa mia.
    Oppure: Lei: che facciamo, prenotiamo una casa agli Hamptons per l’estate? Lui: ne parliamo dopo. Lei. dopo quando? Lui: quando torno da Parigi. Lei: stai andando a Parigi? Lui: sì, per sei mesi.
    Tornerà da Parigi. Con una moglie più giovane della Scema, più alta di venti centimetri (e non ci vuole molto).

    Big. Appunto. Big come Big Mac, come Bigamo. Come bastardo.

    Le amiche della Scema:
    Miranda la rossa, Avvocata ex cinica, sposata col mite Steve Brady, madre di un bambino-clone, che per giunta si chiama Brady Brady, il che spalanca futuri scenari edipici sconcertanti;

    Charlotte la bruna, versione metropolitana della Bella Addormentata, convinta che “basta non fare sesso per un anno per ridiventare vergine” e fattasi ebrea per sposare, in seconde nozze (ma pur sempre in bianco, esattamente come erano andate le prime nozze con l’impotente mammone Trey McDougal), il pancione pelato ma dolcissimo Harry Goldenblatt, ottima dimostrazione di come si possa trovare un ottimo marito quando non lo stai cercando, specie se non ti fai distrarre dal packaging;

    Samantha la bionda molto mesciata, consumatrice di uomini che valuta a peso e misura, non crede all’amore più di quanto creda a Babbo Natale (ma di Babbo Natale sarebbe anche disposta a valutare eventuali prestazioni). Ovviamente, sesso a parte, è la versione newyorchese di Zia Mariella.

    Trama:

    Allora, tutto comincia quando la Scema vuole indurre Big a sposarla, cosa che ha cercato di fare per tutte le precedenti 94 puntate, ottenendo come risultati un matrimonio (di lui con un’altra), un tradimento (di lei con lui, sposato), svariati anni di acquisti compulsivi di scarpe e un’ulcera gastrica da crisi di bulimia & cibo cinese. Big, però, stavolta le dice: e perché no? (che è la cosa più vicina al “sì” che lui, da sempre, riesca a pronunciare).
    Cominciano con un tailleurino vintage bianco prima comunione e 75 invitati, ma presto la cosa gli sfugge di mano.
    Cento invitati, e la cerimonia nella sala degli affreschi della New York Pubblic Library (sì, una biblioteca: carino, no?).
    Duecento invitati, e un vestito di Vivienne Westwood del costo presunto di cinquantamila dollari.
    Duecento invitati, un vestito di VW e un servizio fotografico su “Vogue”.
    Duecento invitati, un vestito, un servizio fotografico e la qualifica di “ultima single quarantenne di Manhattan che ce l’ha fatta”. E ce l’ha fatta grossa.
    Così, mentre lei prova l’acconciatura di nozze (un trofeo con penne cerulee d’uccello del paradiso)(vi ricordate cosa diceva sul “ceruleo” Meryl Streep in “Il diavolo veste Prada”?)(vi ricordate cosa diceva, in generale, Samantha degli uccelli in tutto il resto della serie tv?)(mai avere un uccello per la testa, insomma), lui comincia ad avere un malessere. La famosa sindrome del “mi sta incastrando”. Suda, il bastardo, che quasi gli si scioglie la tintura (mogano).

    Parentesi su Big.
    Ieri ero dal parrucchiere, e leggevo un dotto articolo sul film in questione, scritto, ovviamente, da un maschio. Vi si definisce con orrore la “spaventosa galleria di fidanzati-freaks” di Carrie (ma vale per tutte e quattro le amiche)(e, oserei dire, vale per tutti gli uomini, newyorkesi e non: sono freaks, facciamocene una ragione), e vi si legge – testualmente – che “escluso Big, è una parata di sfigati/impotenti/inaffidabili/paranoici”. Come, escluso Big? D’accordo, non sarà impotente, e nemmeno sfigato. Ma affidabile? non paranoico? Big?
    Big è una delle migliori rappresentazioni di cinquantenne bastardo metropolitano. Regolarmente inaffidabile, sistematicamente assente, programmaticamente bugiardo e compulsivamente dedito a farsi gli affari suoi (e le modelle sue). Escluse le modelle e la tintura dei capelli (mogano), preciso sputato al mio ex marito. E a centinaia di migliaia di uomini: l’internazionale del bastardo traditore e fedifrago, lo stronzo global.

    Insomma, Big lascia Carrie all’altare, anzi non scende nemmeno dalla macchina (una limousine). La chiama, oh sì, la chiama al telefono col tremolizio nella voce: piccola, piccola, non posso farcela, non ce la faccio, gné gné.
    Giustamente, lei lo raggiunge e lo piglia a colpi di bouquet di rose bianche (a gambo lungo). Sarebbe stato più efficace il cric, per la verità. Ma hai trovato mai un cric a portata di mano quando ti serve?

    Per fortuna, quasi sempre si trovano a portata di mano, quando ti servono, amiche eque e solidali, che – per esempio – passano con te la tua luna di miele mancata (in un resort messicano a cinque stelle pagato con la tua carta di credito), mentre tu catatonizzi sul letto nuziale e la memoria del cellulare si riempie di messaggi di lui: scusami, ti prego scusami, ti supplico scusami, gné gné.
    Ma che, scherziamo?

    E qui si potrebbe aprire pure un dibattitto: è più bastardo lui o scema lei? E’ nato prima l’uomo o la gallina? Come si fa a non vendersi l’anima, quando sei tu che vorresti comprarmela, anche se con una carta di credito scaduta e nemmeno tua?
    Insomma, ho passato alcune ore a gridargli “bastardo”, tentando di lanciargli bottiglie di coca e bicchieri di popcorn duro come ghiaia (ma farolit mi fermava, sappiatelo: quella donna è un vero esempio di zen calabro-siculo).

    Insomma, alla faccia di Sex e di City (le due cose sono misteriosamente collegate, nel senso che, secondo Carrie, quando ti va male – perché lui è sfigato/impotente/inaffidabile/paranoico, cioè nel 99 per cento dei casi – puoi sempre continuare la tua storia d’amore con la città. A New York. A Messina, quando ti va male, al massimo puoi andare a sparare ai topi nelle discariche abusive, o a scrivere con lo spray rosso sulle magnolie secolari del lungomare, o a cercare di suicidarti sui binari del tram che corrono accanto al mare, o annegandoti in mezzo alle buste di plastica e al catrame galleggiante di Mortelle, o persino abbuffandoti a un party elettorale).

    Sì, sono stata un’estimatrice della serie tv, che conosco come altri i Vangeli o la tastiera del telecomando. Ammiravo le donne fra loro, perché le riconoscevo (anche da qui). E mi piacevano il realismo di Miranda, le domande di Carrie (ogni puntata una domanda, compitata sullo schermo del pc: Quando gli uomini diventano troppi? Si può fare mai davvero sesso sicuro? Per caso i ventenni sono come l’ecstasy? In una città che può offrire tutto è meglio accontentarsi di quello che si trova? Quando abbiamo smesso di farci domande?), le sicurezze di Samantha, alcuni abitini di Charlotte e le scarpe di tutte e quattro. Roba da insegnamento di vita.
    Ma questo lieto fine della Scema che si sposa con Big, col vintage triste addosso (ma le scarpe da fidanzamento di Manolo Blahnik tacco dodici ai piedi) e un ricevimento da McDonald no, non posso sopportarlo. Mi offende.
    Zia Mariella è d’accordo: gli doveva staccare la testa, ha detto lapidaria quando le ho raccontato la trama. Ecco.

    cozzaandthecity

  21. riccionascosto ha detto:

    Pet Ares sta decisamente meglio (ha pure ricominciato ad abbaiarmi se non trova il latte, la mattina). E per Brezsny, bisogna prenderlo per com’é 😉

    e.l.e.n.a. con “pance molli” intendevo dire che siamo tenere dentro (ma un po’ di palestra non fa male comunque) 😉

    Anonimo se tu avessi, come me, visto la Brioche dal vivo, sapresti che è ben lontana dall’essere una cozza. Comunque, ribadisco che ricopiando qui i suoi post il dispetto non lo fai certo a me. Quindi, continua pure…

  22. anonimo ha detto:

    trattasi di cozza, lo sento. Anche se presumo se la tiri da gran figa…

  23. Petarda ha detto:

    la vera cozza in qs caso è proprio carrie. è proprio molto ma molto brutta. però simpatica. poi si veste bene ed è snellissima: però la faccia non si può vedere. del resto, pure big. ha una faccia (e un occhio) da bove che te lo raccomando.

    la mia classifica personale è:
    1. miranda
    2. charlotte
    3. samantha

    samantha è la mia preferita.
    (lo scrivo qui perché dalla brioscia c’è la moderazione dei commenti!)

  24. moltorumoreper ha detto:

    secondome la più carina, oggettivamente è charlotte…però samantha è quella che mi fa più ridere, è la più caustica e sinceramente cinica fra le quattro…
    carrie non è bella ma c’ha qualcosa che la rende comunque aggraziata…poi mi è sembrato di vedere improvvisi rimpolpamenti sul suo viso.
    del resto, invecchiare è vietato in certi ambienti, anzi, non è proprio ammesso.

  25. manginobrioches ha detto:

    (no, signore, non parlate al disturbato, che si eccita così, poverino).

    allora, la verità è che Carrie è bruttina e ha pure le gambe storte, oltre ad essere alta più o meno un metro e dodici (più dodici di tacco). Ma. Ma ha occhi luminosi, ottime truccatrici e soprattutto è la produttrice della serie. Quindi ha tutte, dico tutte, le inquadrature a favore. Nella vita non ti capitano quasi mai, le inquadrature a favore.

    Charlotte è carina, ma ha quel che di bonton una ‘nticchia insopportabile.

    Miranda è la più bella, concordo con Petarda, ed è anche quella che è invecchiata meglio. Inoltre, trovo che il lavoro della costumista (Patricia Field, che gli dei l’abbiano in gloria) coi suoi capelli rossi sia encomiabile, da Oscar (c’è un Oscar per l’armonizzazione dei capelli coi vestiti? se non c’è, dovrebbe esserci).

    quanto ai cancerini… apprezzo le donne, timeo i maschi. quasi peggio degli scorpioni, per i leoni come me (con che cosa fa rima, leone?).

  26. riccionascosto ha detto:

    e Sex and the City sia (io avevo prenotato già per venerdì 30, insieme al consorte, ma tra una cosa e l’altra, ancora non l’ho visto).

    Pet, io non l’ho capito se nella classifica la n.1 è miranda, com’è che poi la tua preferita è samantha, ma vabbè.

    La mia preferita mi sa che è… non lo so, veramente. Però la meno preferita è Charlotte, per quello che dice la Brioche.

    MuchAdo (non c’è niente da fare, l’inglese è conciso; mi permetti? Intanto, benvenuta), Carrie – o meglio, Sarah Jessica Parker – fa parte di quelle “brutte con fascino” delle quali secondo me la portabandiera è Barbra Streisand; cioè di quelle attrici (ma anche persone) che se guardi i particolari, sono bene lontane dai canoni della bellezza, ma se le guardi nell’insieme te ne freghi. E sì, come viso la più carina è Charlotte, Samantha credo sia la più sicura di sé, anche se – per ridirla come la Brioche (credo di là, però) – ha nel suo destino “vecchia signora con cane”. Ma la vedrei di più con un gatto, in verità.

    Brioche, non avendo visto il film non posso concordare sulla costumista, ma per il resto condivido praticamente tutto (tranne, forse, il timeo finale, nel senso che sono stata più fortunata) 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...