It's raining sand…

Oggi ha piovuto sabbia.

E’ quello che mi dico quando, all’uscita dall’ufficio, do un’occhiata al trispito (il mio motorino) prima di togliere la catena e sfrecciare – si fa per dire – nel traffico, in vista dell’appuntamento delle 17.30 con il veterinario. Penso pure che ieri abbiamo (anzi, il consorte ha) lavato i balconi.

Già.
Perché in questa strana estate, dove sembrano riunite a caso un po’ di stagioni (fate voi, ma io direi almeno tre su quattro), non ci stiamo facendo mancare niente.

Dopo il problema di maggio con blocco delle vie urinarie, calcolo e ingrossamento della prostata (ancora in fase di cura, con monitoraggio ecografico mensile) Ares un mesetto fa si è "bucato" con del filo spinato e, come se non bastasse, si è procurato un otoematoma che, dopo vari tentativi, abbiamo dovuto risolvere chirurgicamente. Quindi il signorino gira da circa un mese con il "paralume" (il collare elisabettiano); per un certo periodo – uno dei tentativi falliti – pure con la testa fasciata per evitare lo scuotimento delle orecchie. Due settimane fa l’intervento, mercoledì scorso  il veterinario ha tolto i punti; attesi per precauzione un paio di giorni, finalmente sabato togliamo il paralume e…
Ieri il "raviolo" (la sacca di sangue dell’otoematoma) era di nuovo lì… e quindi abbiamo rimesso il paralume e tolto di mezzo tutti gli oggetti fragili ad altezza canina. Purtroppo le nostre ginocchia non sono amovibili, e le gambe sono facile bersaglio di colpi involontari.
Ma vabbè.
Non contento di ciò, mentre tornavamo a casa, all’improvviso guaisce e si mette a zoppicare. Gli guardo la zampa e… aveva una puntina da disegno conficcata nel cuscinetto della zampa che, da novella Androclo, ho provveduto a raccogliere.

Speriamo che questa sia l’ultima… e che stavolta non sia necessaria la seconda operazione.

Ah… e il titolo?
A parte la pioggia di sabbia, stamattina la prima canzone che ho sentito accendendo la radio è stata "It’s raining men" nella versione di Gerri Halliwel. E tornando a casa, pensavo che di "piogge di uomini" ne ho viste pochine… tranne forse per una versione sexy di tetris che circolava, credo, una decina di anni fa (c’erano uomini e donne che si "incastravano" tra di loro. Quando l’incastro era quello giusto, si sentiva un gridolino e i due scomparivano). Qualcuno se lo ricorda?

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8 risposte a It's raining sand…

  1. anonimo ha detto:

    Un viaggetto a Lourdes con Ares (terminano tutti e due con la “S”, hai visto mai?:)

    piogge di uomini? L’unica che mi viene in mente, savasandìr, è surreale:)… TETRIs lo giocavo ma nella versione classicissima, sister!:)*

  2. riccionascosto ha detto:

    Lourdes, sorellona? No, non è ridotto così male, povero Ares (però in effetti ieri mi chiedevo se il corno rosso vale anche per i cani. Ma penso che portarlo addosso gli darebbe fastidio, già gli basta il paralume).
    Senza contare che quest’anno, se continua così, i viaggetti ce li scordiamo (già ci abbiamo rinunciato per i motivi che sai)

    Magritte? Be’, quella è una bella pioggia davvero (un po’ formale, magari ;)))
    Quanto al sexy tetris, era divertente soprattutto tentare incastri “creativi” (chissà che fine ha fatto, però, e se esiste ancora).

  3. anonimo ha detto:

    La canzone l’avevo sempre intesa come: “it’s raining, man !”. Cioè (o così pensavo): “piove, alleluja !”, con “man” a mo’ di interiezione gaudente (“oh man !”).

    Se no sarebbe: “piovono uomini, alleluja !”, con poco senso, almeno per me: voglio dire, neppure mi piacerebbe una pioggia di donne.

    Chè già una basta e a volte avanza. Figuriamoci una doccia.

    Mi spiace per l’amico a 4 zampe. Soffrono come umani, e fan soffrire. A prescindere dal mio (poco) trasporto per tali creature (che quelle sì, dalle mie parti, vengono giù come se piovesse).

    Saluti !
    Lot-l’exbl.

  4. riccionascosto ha detto:

    Il “poco senso”, Lot, in effetti c’è, visto che si tratta proprio di una “pioggia di uomini” (qui il testo), con la scusa che “Madre Natura è anche lei una donna sola”.
    Insomma, nell’abbondanza dovrebbe essere più facile trovare l’uomo giusto. Ma prendila per quel che è…

    Grazie a nome di Ares, in effetti questi mesi per lui sono un po’ difficili (ieri un amico parlava di “serie sfigata di sfighe), e devo dire che, malgrado ormai anche veterinari e infermiere lo conoscano per il chianciulino che è (“sei proprio un dalmata”, gli dice una quando lui si lamenta un po’), sta sopportando tutto meglio di come mi aspettassi.
    Pensa che nei primi giorni quando mi presentavo con le pillole scappava, ora si siede e aspetta che gli apra la bocca per fargliele prendere, e per medicargli l’orecchio si siede davanti a me e sta fermo senza bisogno di tenerlo.
    Capisco anche che nell’abbondanza di cui parli tu, il trasporto è più difficile; è anche una sorta di protezione, in un certo senso. Hai presente il piccolo principe davanti al campo di rose? 😉

  5. varasca ha detto:

    povero ares.. una carezza da me.
    il giochino, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo 🙂 ma sembra fosse divertente! di simile, ricordo solo un pisello che saltava su e giù per dei cubi evitando cose che cascavan giù, versione stupidina di un noto solitario di cui non ricordo il nome..

  6. riccionascosto ha detto:

    Il giochino non ce l’ho più, varasca, oltretutto era pure in dos, se non ricordo male (magari te lo cerco su gugle). Il pisello salterino, invece, non lo conosco.

    Ares ringrazia per la carezza, gliel’ho data io da parte tua 🙂

  7. miciapallina ha detto:

    Povero canino dolce!
    E’ davvero un periodo sfigatiello…. speriamo passi presto!
    Senti, anche se non ci conosciamo, gli faresti un piccolo grattino da parte mia?
    Magari non gli diere che viene da una micia!
    E’ bello leggerti… in questo periodo che per me è come per il tuo cane… ogni tanto vengo qui e mi beo delle tue storie.
    Hai un bellissimo dono, il saper fabulare!
    grazie della compagnia che mi fai sempre!
    nasinasi
    miciapallina

  8. riccionascosto ha detto:

    Ma certo che gli darò un grattino per te, miciapallina!
    Grazie a nome suo, e grazie delle parole che hai per me (non credo di saper fabulare, però) 😉

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