Filtri alternati

Da un po’ di tempo – diciamo da fine novembre, da quando in ufficio mi hanno sostituito il pc – sono cambiati anche i filtri aziendali per la navigazione su internet. Prima il sistema si occupava soltanto di sapere che fossi io – tramite l’autenticazione con userid e password – ad effettuare l’accesso ad internet, all’apparenza senza limitare la navigazione in alcun modo (probabilmente c’erano anche allora dei siti “proibiti”, ma non mi ci sono mai imbattuta).
La nuova politica aziendale è invece molto più restrittiva. Proibiti l’accesso alle mail private, la visione di filmati, l’ascolto di mp3 e tutto ciò che potrebbe potenzialmente distrarre dal lavoro.
Fin qui, nulla di strano (anche se “troppo lavoro e niente distrazioni”, alla lunga, potrebbero farci diventare come Jack Nicholson in Shining).
In fondo, siamo pagati per lavorare.
Però internet fa anche parte del mio lavoro: leggere ciò che hanno scritto altri, seguire ciò che succede altrove sono essenziali e “tagliare” certi collegamenti mi fa sentire un po’ fuori dal mondo.
Ma ciò che mi rende perplessa è l’andamento ondivago di certi filtri qualificati come “Adult”.
Lo vedo già, il sorrisetto: ma sto parlando di blog, non di siti con contenuti “vietati ai minori”.
E’ pur vero (ad esempio) che Sir Squonk, nella preistoria del blog, citava spesso il blog di una pornoattrice di Las Vegas (peraltro scritto bene e davvero interessante) consigliandone la lettura, ma credo che se ne sia dimenticato pure lui, mentre dubito che i filtri vadano a frugare negli archivi.
Invece non riesco (altro esempio) a capire quale sia il contenuto “per adulti” del blog di Varasca, a meno che i dubbi su Peo/Pea… ma il sesso delle tartarughe è davvero proibito?
Immagino che anche il filtro sia perplesso, perché, ad esempio, fino a venerdì “things written” era irraggiungibile e “blogsquonk” disponibile; oggi, esattamente l’opposto.
Evvabbè.
Potrei continuare con altri esempi (uno per tutti: ci sono stati periodi in cui potevo scrivere nuovi post sul blog ma non editare quelli già scritti, per lo stesso motivo), ma non credo che possa interessare.
 
Ciò che mi fa pensare è questa “alternanza” dei filtri, come se ciò che fino a ieri era importante nascondere oggi diventi irrilevante, e viceversa.
Come se nella comunicazione esistano degli accenti da mettere o levare a seconda del momento.
E in effetti ci sono: basti pensare alle improvvise esplosioni di notizie che si accumulano una sull’altra, scalini su cui poi si costruiscono delle “esigenze” – le violenze e le ronde, per dirne una (e devo ancora capire perché queste ronde mi debbano dare sicurezza, mentre ogni volta che ne sento parlare mi viene un nodo alla bocca dello stomaco).
 
Chissà se c’è qualcuno che questi filtri se li cuce addosso: se è capace di chiudere in un cassetto emozioni e sensazioni provate fino a poco tempo prima, solo perché non sono più funzionali – e non parlo del naturale filtro del tempo, che alla fine ha ragione di (quasi) tutto.
 
Chissà se esiste un interruttore anche per l’anima.
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4 risposte a Filtri alternati

  1. metallicafisica ha detto:

    Per fortuna, nonostante le barzezozze da me puoi ancora :)*

    tutto bene, sister?

  2. riccionascosto ha detto:

    “Tutto a posto e niente in ordine”, direbbe mia nonna.
    Ma c’è di peggio, sorellona.
    Io, almeno, resisto. 😉
    (Sì, da te posso ancora, ma – sorpresa – volevo correggere alcune cose sul post e dovrò aspettare stasera, perché l’edit non funziona. Misteri dei filtri :P)

  3. varasca ha detto:

    nel mio caso, immagino siano le parolacce ricorrenti a non piacere ai tuoi filtri 🙂
    ricordo la prima volta che mi ci imbattei – lavoravo all’interno di una grossa azienda – era impossibile cercare “girl”, o “adult”, e via dicendo; per prova mettevamo delle sconcezze in italiano e pioveva di tutto!
    da te avranno la versione aggiornata, col vocabolario itali-ano (ops!)

  4. riccionascosto ha detto:

    Secondo me hanno una versione random, tanto che a volte i siti compaiono, a volte no. Senza un vero perché (o, almeno, uno identificabile).
    E comunque, per ora bentornato a “things_written” 🙂

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