Apro le dita

Apro le dita che tenevo strette a trattenere immagini e anni e pensieri cui non ero pronta a rinunciare.
Apro le dita e seguo il loro segno su di te, carezze e pugni chiusi, linee dritte e spezzate, la vita, il destino, l’amore.
Apro le dita e ti guardo perdere forma, mentre il soffio del vento ha ragione della mia mano stretta e del sudore.
Apro le dita e ti lascio scivolare come sabbia, te che ho cercato come roccia su cui appoggiarmi quando il mare infuriava.
Apro le dita e ti guardo allontanarti, un mulinello di sogni e pensieri che si rincorrono l’un l’altro.
Apro le dita e goccioli via, acqua salata di lacrime e rabbia.
Apro le dita…
e il cuore dà ancora un saluto.
(Questa settimana -12/19 giugno –  il buon Rob suggerisce ai cancerini una pulizia karmica:
Cancro (21 giugno – 22 luglio)
In onore della fase di pulizia karmica del tuo ciclo astrale, ti invito a fare un esercizio: immagina un pozzo nel bel mezzo del deserto che contiene tutto quello che hai consumato, rovinato o che ti sta troppo stretto. Ci sono i tuoi vecchi mobili, i tuoi vestiti preferiti di una volta, i vecchi cd e le scatole vuote dei cereali che ti piacciono. Quest’ammasso di rifiuti, però, contiene qualcosa di più interessante: le foto che ti ricordano i sogni a cui hai rinunciato, i souvenir di rapporti andati male, i simboli di credenze svanite e le idee di te stesso a cui un tempo ti ispiravi. Nel pozzo ci sono le cose che per te sono morte. Sei riuscito a evocare questa visione? Adesso immagina di cospargere di benzina quel cumulo di roba e di dargli fuoco. Poi, guardalo bruciare.
Non so voi, ma io non amo troppo il fuoco. Se dovessi davvero liberarmi di qualcosa – qualcosa di più personale che vecchi libri o cd, che peraltro tendo a conservare – penso che lo farei così)
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10 risposte a Apro le dita

  1. varasca ha detto:

    la cosa mi riguarda, non c’è dubbio 🙂 ma – come sempre – ignorerò il consiglio, e continuerò a conservare tutto. tanto, mica passo il tempo a guardare in tutte le scatole tutto il giorno tutti i giorni!

  2. metallicafisica ha detto:

    A me piace guardarlo, il fuoco e anche giocarci, pur temendolo…
    ma per far bruciare tutto l’ammasso in quel pozzo occorrerebbe l’aiuto di anche un po’ di benzina:)

    Il cuore saluta ma raramente sono addii***

  3. Non so gettare nulla.
    Tutto è importante se gli si appende qualcosa, ma io non so gettare neppure le cose inutili, neppure quelle che non mi piacciono.

    A pensarci bene, è proprio un non riuscire a staccare le dita, ad aprirle almeno un po’…

    Il fuoco, invece, mi piace, forse perchè ha dita ancora più prensili.
    Starei ore a guardarlo.

    C’è una vecchia casa, in campagna: tutta una crepa e una fessura.
    Sta su per l’istinto tribale della famiglia, che l’ha eletta a rifugio di mobili dismessi.
    C’è un camino, col suo odore di cenere vecchia. Lì, il fuoco diventa una cosa da cui non ci si separerebbe mai.

    Ciao, Riccio.

  4. e.l.e.n.a. ha detto:

    come vara.
    conserverò senza per forza di cose guardare tutti i giorni!
    non riesco a buttare via quasi niente nemmeno ora che sto parzialmente traslocando.
    non riesco a buttare via nemmeno le persone che mi hanno fatto del male.
    fondamentalmente non riesco a buttare via pezzi di me. quali che siano.

  5. riccionascosto ha detto:

    Varasca, non per niente sei cancerino anche tu 🙂
    Neanche io guardo tutti i giorni scatole e ricordi, ma a volte vorrei davvero aprire le dita e lasciarli andare (più che bruciarli, direi; tutto ciò che ho fatto e che mi è stato fatto fa di me quello che sono, nel bene e nel male).

    Sorellona Metalla, giocare col fuoco capita a tutti, un poco. Io, per carattere, tendo a smorzarlo (e sì che ho un ascendente Sagittario! :P). Poi sì, ho un cuore che difficilmente dice addio. Ma quando lo fa, è per sempre.

    Signora delle Nebbie (mi piace questo nome che ti diede “il signor Effe”, come lo chiami tu), neanche io butto niente – in questo ricordo molto mia nonna, che conservava anche i lacci del pane, quando ancora c’erano – e questo talvolta esaspera il consorte (io temo invece le sue “operazioni di pulizia”, che inevitabilmente riguardano cose che poi cerchiamo invano). Il fuoco lo ammiro a distanza, ma ne diffido. Trovo che, da vicino, scaldi solo ciò che si trova davanti, gelando il resto. Le case di campagna, invece, mi prendono di più.

    E.l.e.n.a., a volte la corrispondenza cancerina è fortissima. Potrei riscrivere (e in parte l’ho fatto, rispondendo a vara) ogni parola di quelle che hai scritto tu. Traslochi? E per dove? (Io traslocherò tra poco, però al lavoro; e chissà cosa mi attende)

  6. e.l.e.n.a. ha detto:

    vero c’è una sorta di comunanza che ha quasi dell’incredibile.
    me ne stupisco e me ne rallegro ogni volta. 🙂

    più che traslocare, mi disloco anche al piano di sotto. per cui sotto ora ci sono i lavori di ristrutturazione e poi parte del sopra scenderà.

    i traslochi lavorativi mi rendono sempre un po’ malinconica e un po’ ansiogena.
    stavo dicendo giusto qualche giorno fa che nell’azienda precedente abbiamo cambiato tre volte uffici. ebbene nei sotterranei dove c’è un magazzino archivio ci saranno ancora delle mie scatole del ’94 mai aperte da allora, ma che io mi sono portata dietro. e di cui, in parte, immagino ma, in parte, ormai ignoro il contenuto.
    ma pur di non buttare via…

  7. Io ho il terrore dei traslochi: eppure non ho mai cambiato casa, se non nel passaggio paterno-maritale.
    Soffro per quelli altrui, praticamente per conto terzi.
    E’ grave?

  8. riccionascosto ha detto:

    Come ti capisco, E.l.e.n.a.!
    Io conservo ancora delle cose degli inizi; per esempio un programma in DBIII che feci, credo, nel 1990 e che non saprei più neanche far girare, ma ne conservo i listati 🙂
    Da 7 anni che sto di nuovo a Roma, di traslochi lavorativi ne ho fatti 4. Ora mi appresto al quinto (prima o poi; devo ancora capire quale sia la destinazione) e questo sarà il più malinconico. Un addio, in un certo senso. C’est la vie…

    Col, mi è capitato di fare tre traslochi nell’arco di poche settimane (case da chiudere, da cambiare, da abitare), sembrava di giocare ai quattro cantoni.
    I traslochi non mi terrorizzano più, ma li odio lo stesso. E no, non penso sia grave 🙂

  9. e.l.e.n.a. ha detto:

    tanti auguri di buon compleanno sorella di chela!

    mi si perdoni il ritardo ma ieri mi sono presa un’intera giornata di vacanza.

    e anche ieri sera una zanzara mantide è venuta a lasciarmi il segno del suo affetto 😦

  10. riccionascosto ha detto:

    Hai fatto benissimo (“sorella di chela”, più lo sento e più mi piace). Anche io mi sono presa un giorno di vacanza; non è proprio andato tutto liscio, ma fa niente. Leggevo da qualche parte che “non esistono piani perfetti, solo intenzioni perfette”, e l’intenzione… c’era. 😉
    Ri-auguri anche a te :))))

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