I sette anni del Trìspito (ovvero, c’e’ una ragione per non chiudere il blog?)

Mentre pelavo le patate (operazione che, com’è noto, lascia la mente libera di vagare e non si sa mai dove possa arrivare) mi è venuto in mente che oggi è il nove novembre, ovvero il settimo compleanno del Trìspito (anche se, allora, si trovava altrove).

Sette anni fa (ri)scrivevo questo post, scritto un paio d’anni prima per rispondere a chi mi chiedeva perché mi ostinassi a non aprirlo, e pubblicato in tre/quattro post dal fu Herzog.

Subito dopo, scrivevo quest’altro post, il primo post “originale” del Trìspito.

Ma d’altronde, come dice ottimamente Maggie Smith, ovvero Lady Violet, the Dowager Countess, “I’m a woman Mary. I can be as contrary as I choose”

Lady Violet Grantham, the Dowager Countess

(Sono una donna, Mary, posso essere contraddittoria quanto mi pare)

[Piccola parentesi: se non avete mai visto “Downton Abbey”, correte a recuperarlo. Non so dove, ma credo che lo trasmettano anche sulle reti italiane. Ma in originale è meglio, sìsì ]

Ora, sette anni dopo, il blog è pieno di ragnatele, spesso mi chiedo perché lo tengo aperto.

Alla fine, la (le?) ragione è di parole non mie, di cose dette, lette, assorbite tanto che non so più attribuire a uno o a un altro, ma che fanno parte della rete di contatti costruiti in quegli anni. Rete di blogger, anche, ma soprattutto di amici.

Una è che “scrivere non è una malattia dalla quale si guarisce” (e spero di avere prima o poi una ricaduta. Non perché ciò che scrivevo avesse particolarità o bellezza, ma perché scrivere mi fa star bene).

Un’altra è che nel blog non esistono solo le mie parole, ma anche parole altrui (spesso migliori). E link, richiami, rinvii, fili che uniscono e che, se spezzati (come è accaduto, ad esempio, con la chiusura di splinder) non possono più essere annodati.
C’è questo articolo che ho trovato in rete, in cui Effe spiega perché, alla fine, ha scelto di non pubblicare Herzog su un’altra piattaforma.
Scrive anche, però, “Anche io preservo memoria di parole altrui, trovate in rete nel corso degli anni; ciascuno di noi è chiamato a una responsabilità da custode, da garante.”

In questo senso, tenere aperto il Trìspito conserva anche, nei commenti e nelle “Paroli ‘i l’avutri” una parte di una blogosfera che non c’è più.

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