Notti “rubate”

E’ strano come, a volte, le cose tornino a galla.

C’è un vecchio post che scrissi, nel gennaio 2006, dopo aver letto le declinazioni, da parte della “Unholy blog trinity” (ossia Effe, manginobrioches e Flounder), della “Grammatica della notte”.

Oggi, passando a trovare il Trispito per togliere le ragnatele, ho trovato tra le chiavi di ricerca un intero passo di quel post (con qualche parola modificata, in verità).

E grande è stata la mia sorpresa nel vedere che, facendo lo stesso tipo di  ricerca, il post risulta scopiazzato (con qualche adattamento – e non per il meglio, purtroppo), almeno tre volte.

Qui la prima, l’unica che mi sono data la pena di commentare (anche se credo che il commento non vedrà mai la luce, dato che il blog è moderato e, ovviamente, l’autore non gradirà di essere stato scoperto). E se l’ho fatto è perché quest’individuo ha copiato, subito prima, anche un altro dei miei, un post sul silenzio che addirittura risaliva ai tempi del Thera, una blog-nave affondata da tempo. Ma ancor più perché, nei commenti questo secondo post “rubato” (il primo, anzi, in ordine di apparizione) scrive addirittura che

gianor1
gianor1 il 27/05/11 alle 13:01 via WEB
Non credo che sia il mio post a rivalutare il silenzio. Esso stesso si propone come elemento essenziale di interiorità, di formazione e anche di crescita morale. Gian

Quindi forse è per “formazione e crescita morale” che ha mantenuto il silenzio sulle origini del post.

La seconda “versione” si trova qui e risale addirittura al 2007 (blog-antiquariato). Leggendo il titolo del blog (da notare i pensieri “vaccilanti”) e il tono dello stesso, ho pensato che non vale proprio la pena contestare niente. Qui, anzi, è stata fatta una operazione di taglia e cuci, con inserti in puntini, punti interrogativi e domande esistenziali, che in parte “personalizzano” il post.

La terza versione è anch’essa infarcita di puntini (in ordine sparso) e di taglia e cuci, incommentabile e incommentata (per fortuna), e preceduta, stavolta, da una versione contraffatta delle c(hi)occ(i)ole che avevano fatto la loro comparsa già nella tavolata di Zu.

Insomma, mi stupisco sempre di come anche parole “povere”, come le mie, abbiano valore per qualcuno, ma non tanto da riconoscermene il (de)merito.

Ma forse questo è il destino di un blog un po’ nascosto e semiabbandonato.

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2 risposte a Notti “rubate”

  1. e.l.e.n.a. ha detto:

    effettivamente un blog “abbandonato” è un po’ come un relitto sommerso.
    qualcuno ad un certo punto lo scopre. si immerge, trova qualcosa di prezioso e pesca. confidando che del rubare, del sottrarre, dell’appropriazione e della manipolazione persino, non rimanga traccia, non se ne accorga nessuno e che il “delitto” rimanga, altresì impunito.
    se un “merito” hanno avuto questi ladri di parole, è stato quello di farti riaffiorare, per un attimo in superficie..chissà che non si possa tornare a leggere ancora parole tue…

    • riccionascosto ha detto:

      e.l.e.n.a., sono una pessima padrona di blog, al momento (e ho avuto altri pensieri, in verità), ma eccoti accontentata.
      D’altronde lo diceva il buon Ralph Waldo Emerson: “Guardati da ciè che desideri…” 😉
      Giusto un post di Natale, nel caso che, domani, i Maya abbiano davvero ragione.
      In caso contrario, l’augurio rimane.

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